#FaentiniNelMondo, l’emergenza Covid 19 in Finlandia: “Asili aperti, ma con riserva…”

Fase 1, fase 2, fase 1.5, fase 1.25… mentre in Italia si è ancora in attesa di capire gli effetti dei nuovi decreti ministeriali annunciati dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che entreranno in vigore nel mese di maggio, prosegue il nostro dossier alla scoperta di come si stanno muovendo gli altri Paesi. Quali strategie e scelte sono state messe in campo in Finlandia per fronteggiare la pandemia Coronavirus? Scelte che è importante condividere con l’aiuto dei nostri faentini nel mondo che ci aiutano a non restare chiusi – oltre che a casa – nella nostra ‘bolla informativa’. Infatti il ‘modello italiano’ indicato ai cittadini – si pensi alle autocertificazioni o al divieto di passeggiate – è veramente identico in tutto il mondo come ci viene presentato da più parti nei media o presenta differenze? Per approfondire questo tema, abbiamo contattato alcuni faentini nel mondo per sapere come stanno vivendo queste settimane e per capire come i rispettivi Paesi stanno affrontando l’emergenza Covid 19. È bene precisare che le situazioni dei differenti Paesi  non sono in realtà davvero paragonabili, essendo molto diversi i sistemi sanitari, la giurisdizione, la demografia, i numeri del contagio; tuttavia può essere utile capire similarità o differenze.

Le altre testimonianze di #FaentiniNelMondo

Dopo Susanna Banfi, studentessa a Vienna, Federico Patuelli, studente in Belgio, Pietro Savorani, studente in Svezia, Adriana Andalò residente negli Stati Uniti, Alessandra Lega, residente in Germania, Claudia Campaniniricercatrice a Barcellona, Francesco Casalini, coinvolto in un progetto di coop. internazionale in Giordania, Teresa Piccirillo, data scientist a Londra,  Chiara Zinzani, studentessa a Parigi, abbiamo contattato il 24 aprile scorso Paola Elefante, residente a Espoo, in Finlandia, località vicina alla capitale Helsinki.

Intervista a Paola Elefante, faentina residente in Finlandia

Raccontaci un po’ di te: in quale Paese all’estero ti trovi e di cosa ti occupi?

Vivo in Finlandia da oltre dieci anni e lavoro in una Ong come project manager. Sono sposata e ho tre bambini.

 Al di là di quello che leggiamo in Italia, come sta rispondendo il Paese in cui vivi all’emergenza Coronavirus?

Il primo caso in Finlandia è stato registrato il 29 gennaio. Il 16 marzo il governo finlandese ha chiuso le scuole, molti luoghi pubblici e vietato eventi con più di dieci persone. Gli asili e le classi delle elementari sono rimasti aperti ma con il caldo invito a tenere a casa i bambini se possibile. I residenti sono stati invitati a limitare la vita sociale e a tenere la distanza fisica, ma è possibile uscire per passeggiare liberamente. In generale non stanno usando il pugno di ferro. Molte persone hanno obbedito alle indicazioni, ma girando per strada vedo tantissime manifestazioni di leggerezza. Ad esempio le persone nei negozi non hanno mascherine né mantengono le distanze.

In Finlandia vietati eventi con più di 10 persone, niente autocertificazione (se non per un breve periodo)

 Come è cambiata concretamente la tua vita in questi giorni? Cosa puoi ancora fare e cosa non puoi più fare? Che indicazioni hai avuto dalle autorità?

Io e mio marito già lavoravamo spesso da casa, fortunatamente abbiamo lavori che lo concedono. La grande sfida è stata ritrovarsi i bambini (da 4 a 12 anni) in casa, con tutte le limitazioni del caso. Viviamo in una zona non densamente abitata e siamo molto grati di poterci permettere perlomeno di passeggiare e giocare all’aria aperta in sicurezza.

Esiste nel tuo Paese l’autocertificazione che ogni cittadino deve avere in ogni suo spostamento? Sono vietate qualsiasi tipo di attività all’aperto? Sai quali sono, in generale, le sanzioni principali?

Non abbiamo autocertificazioni. Per qualche settimana l’area capitale (Helsinki e dintorni) è stata chiusa con posti di blocco perché la maggior parte dei casi era concentrata lì. In quel caso le persone dovevano avere un certificato per provare che andare e tornare fossero spostamenti necessari. Quando i casi sono comunque cresciuti considerevolmente nel resto della Finlandia, il blocco è stato eliminato. Per i contagiati scatta la quarantena per due settimane, non è possibile uscire per nessuna ragione. Se viene violata ci sono multe salate e persino la detenzione. Non sono a conoscenza se le violazioni del distanziamento sociale vengano multate.

Anche in Finlandia il tema delle famiglie abbandonate è al centro

A livello economico, come si sta muovendo il Paese in cui vivi? In che modo cerca di fronteggiare la crisi?

Come in tutto il mondo, anche la Finlandia subirà danni economici. Per ora so che ci sono dei fondi per aiutare le attività in difficoltà. Molte aziende hanno cercato di minimizzare i licenziamenti riducendo le ore e lo Stato e i sindacati pagano la differenza. Credo che ci fosse un po’ di “cuscinetto” per limitare i danni, ma l’intero Paese si sta preparando a fare dei sacrifici e a quanto verrà dopo. Purtroppo come spesso accade in queste crisi, le famiglie che già erano in una situazione di disagio affrontano le difficoltà maggiori.

 Cosa affermano i media del tuo Paese sulla situazione italiana?

Non seguo molto i media finlandesi, quindi ho letto poco a riguardo. Ho visto alcuni articoli simili a quelli comparsi sulle testate internazionali, ad esempio sulle restrizioni o ipotesi perché il contagio sia stato così rapido e incontenibile. C’era un articolo interessante che parlava di come le organizzazioni criminali prospereranno dalla povertà e disperazione.

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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