#FaentiniNelMondo, il racconto dell’emergenza Covid 19 in Svezia: “Negozi ancora aperti”

Come stanno affrontando i Paesi dell’Unione Europea l’emergenza Coronavirus? Il ‘modello italiano’ indicato ai cittadini – si pensi alle autocertificazioni o al divieto di passeggiate – è veramente preso ad esempio nello scenario internazionale? Per approfondire questo tema, abbiamo contattato alcuni faentini nel mondo per sapere come stanno vivendo queste settimane di emergenza sanitaria e per capire come i rispettivi Paesi stanno affrontando l’emergenza Covid 19. È bene precisare che le situazioni dei vari Paesi dell’Ue non sono in realtà davvero paragonabili, essendo molto diversi i sistemi sanitari, la giurisdizione, la demografia, i numeri del contagio; tuttavia può essere utile capire similarità o differenze. Dopo Susanna Banfi, studentessa a Vienna, e Federico Patuelli, studente in Belgio, abbiamo contattato Pietro Savorani, studente a Stoccolma, martedì 31 marzo.

Intervista a Pietro Savorani, studente a Stoccolma (Svezia)

Raccontaci un po’ di te: in quale Paese all’estero ti trovi e di cosa ti occupi?

Da gennaio sono a Stoccolma per un periodo di studio all’esterno nell’ambito del progetto europeo Erasmus+. Sono uno studente di Scienze politiche iscritto al secondo anno di magistrale presso l’università di Bologna.

Al di là di quello che leggiamo in Italia, come sta rispondendo il Paese in cui vivi all’emergenza Coronavirus?

La Svezia in questo momento così delicato ha scelto di applicare una politica in controtendenza. Il governo svedese ha chiuso le scuole (medie e superiori, ma non quelle di grado inferiore) e università; ha incoraggiato lo smart working ove possibile. Tuttavia la maggior parte delle attività commerciali – come ristoranti, negozi e bar – rimangano ancora aperte. Le misure di prevenzione del contagio finora adottate sono state quelle di vietare gli assembramenti superiori alle 500 persone, poi ulteriormente ristretti a 50. Inoltre si raccomanda di mantenere una distanza di sicurezza di almeno 2 metri, ed è stato attivato un numero da chiamare in caso si manifestino i sintomi. Ma oltre queste misure, e a un generico appello al “restate in casa” il governo non ha applicato misure che limitano la libertà di movimento, o di blocco, sulla riga di quello italiano.

In Svezia sospese le lezioni in aula, ma è ancora permesso uscire di casa

stoccolma

Come è cambiata concretamente la tua vita in questi giorni? Cosa puoi ancora fare e cosa non puoi più fare? Che indicazioni hai avuto dalle autorità?

Naturalmente c’è preoccupazione nell’aria. Vivendo poi in un ambiente prevalentemente internazionale, forme di “auto-quarantena” o “d’isolamento” volontario sono frequenti, anche guardando a quello che succede nei vari Paesi d’origine. Si evita di uscire quando non necessario, e nonostante il governo non l’abbia vietato, la città è notevolmente (e comprensibilmente) meno animata di qualche settimana fa. Si incontrano meno persone sia per strada che nei trasporti pubblici, anche se non è ancora così raro vedere famiglie, coppie e gruppi di amici a passeggio. La sospensione delle lezioni “convenzionali”, quelle in aula, è stata la decisione che ha maggiormente influenzato la mia vita, come in Italia ora si seguono esclusivamente a distanza. Dalle autorità indicazioni o limitazioni importanti non ci sono state. A parte ricordare di lavarsi di frequente le mani per almeno 30 secondi, evitare ove possibile di uscire e incoraggiare, come già detto smart-working e la chiusura di università e di alcuni ordini di scuole. Inoltre anche posti quali club e palestre, in forza soprattutto al divieto di assembramenti di più di 50 persone, sono attualmente chiusi.

Esiste nel tuo Paese l’autocertificazione che ogni cittadino deve avere in ogni suo spostamento? Sono vietate qualsiasi tipo di attività all’aperto? Sai quali sono, in generale, le sanzioni principali?

Non essendo stata imposta una quarantena o un lockdown del paese ci si può spostare (almeno all’interno della città, non sono sicuro tra città ma penso che non vi siano restrizioni di sorta) tranquillamente senza nessuna forma di autocertificazione; le attività all’aperto, da quelle sportive a quelle ludiche come una passeggiata sono ancora tutte consentite, e di conseguenza non vi sono sanzioni previste per chi effettua questo genere di attività.

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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