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Pier Angelo Lazzari e Storia di Faenza: il ‘700 e il nuovo volto della città

ll teatro Masini, Palazzo Milzetti, l’Ospedale degli Infermi: il Settecento è un secolo che ha impresso un nuovo volto alla città, tanto nell’architettura quanto nelle idee. Il giovane ricercatore Pier Angelo Lazzari, laureato in Storia all’università di Bologna, ha racconto il Settecento nel libro ‘Storia di Faenza’ edito da Il Ponte Vecchio, il secolo che ha visto nei suoi ultimi anni arrivare in città le idee della Rivoluzione francese. La città uscirà da questo periodo con un volto nuovo, che la rende celebre tuttora: approfondiamo questo capitolo del libro con Pier Angelo Lazzari.

Intervista a Pier Angelo Lazzari

Quali sono gli aspetti principali che caratterizzano Faenza in questo periodo storico?

Teatro Masini sala frontale
Il Teatro Masini di Faenza.

La storia di Faenza nel Settecento può essere divisa in tre parti. La prima che occupa i primi quarantacinque anni del secolo vede Faenza come città di transito di numerose truppe appartenenti alle più svariate compagini militari. La seconda parte è quella che riguarda l’epoca delle grandi opere pubbliche, in primo luogo Ospedale degli Infermi e Canal Naviglio, che hanno contribuito a dare un volto nuovo alla città. La costruzione dell’Ospedale è stata possibile grazie al contributo del vescovo Antonio Cantoni e alla demolizione della storica Rocca di Porta Imolese. La terza parte è quella che comprende gli ultimi anni del secolo, che furono quelli dell’affermarsi delle idee rivoluzionarie e della guerra contro la Francia. Sicuramente questo periodo fu tra i più ricchi e intensi del Settecento, come dimostra la grande quantità di fonti bibliografiche disponibili rispetto agli anni precedenti. Infine, menzione a parte merita certamente il neoclassicismo, corrente artistica che fu particolarmente fiorente. La città manfreda è sicuramente un simbolo del neoclassicismo italiano, come dimostrano la fama di cui gode la città e i numerosi studi che vengono ancora oggi intrapresi su questo argomento.

Nell’affrontare questo studio, qual è l’aspetto di Faenza che ti ha colpito di più?

Uno degli aspetti che mi ha maggiormente incuriosito è stato quello della svolta francese che si trova a vivere Faenza. Sin dagli anni del liceo sono appassionato ai temi della rivoluzione francese e poterli trattare in questa occasione mi ha fatto molto piacere. In particolare, ritengo desti curiosità la questione della divisione che si crea in città tra “papaloni” e “giacobini”. Vedere come queste due opposte fazioni avessero un proprio luogo di ritrovo, avere l’opportunità di capire quali divergenze politiche vi fossero tra questi, ritengo che consenta di capire meglio quale fosse la mentalità della persone più comuni, rispetto ad aristocratici e generali, e di come queste vivessero la questione politica nella loro quotidianità.

Se dovessi indicare il personaggio storico più rappresentativo di questo periodo chi indicheresti?

Dato che ritengo il Settecento un secolo molto particolare, in cui le vicende a Faenza si svolgono prevalentemente nell’ultima decade, non posso non ritenere il personaggio più importante di questo periodo Napoleone Bonaparte. Figura di enorme spessore, già dalla sua prima discesa in Italia è possibile comprendere il suo genio militare. Inoltre, le fonti da cui ho attinto esprimono perfettamente il carisma di Napoleone e la profonda ammirazione di cui godeva tra le sue truppe e non solo.

E se invece dovessi indicare un luogo, un documento o un’opera d’arte?

Il secolo di cui ho parlato è estremamente ricco di arte, quindi indicherei un luogo che è una vera e propria opera d’arte: il teatro Masini. Grandissimo simbolo del neoclassicismo, insieme a altri edifici e opere d’arte, ma che è in grado di suscitare bellissime emozioni.

Storia di Faenza: approfondimenti

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