Palazzo Mazzolani riporta alla luce i suoi tesori di epoca romana

Un viaggio alle radici dell’antica “Faventia”, in grado di raccontare i secoli di storia più antichi della città attraverso mosaici, reperti archeologici e pannelli informativi. Dopo i recenti interventi di riqualificazione del suo ingresso, Palazzo Mazzolani si appresta a completare un nuovo tassello per il suo rinnovamento culturale. L’ala sinistra del palazzo – entrando dall’ingresso di corso Mazzini – porterà alla luce, in forma permanente, numerosi reperti archeologici custoditi finora nei depositi e che ripercorreranno le varie epoche della città dalla Roma tardo-repubblicana al VI secolo d.C. Non un vero e proprio museo, ma un’installazione visibile negli orari di apertura di Palazzo Mazzolani che consentirà a tanti, faentini e non, di ammirare le tracce più antiche della città di Faenza. I lavori per l’installazione – dal costo complessivo di circa 10mila euro – avranno la durata di due anni, ma si conta già da dopo l’estate del 2018 di poter beneficiare degli interventi. Il progetto è stato possibile grazie alla sinergia tra l’amministrazione comunale, il Rotary Club Faenza, l’Asp (proprietaria di parte dell’immobile) e la Soprintendenza.

“I mosaici di Faenza rappresentano un patrimonio unico”

Nell’ala sinistra del primo piano, lunga complessivamente oltre 35 metri, saranno esposti, coperti da vetrate, elementi monumentali della città romana sia nella loro versione pubblica – come i mosaici pavimentali -, sia nella versione privata, come tracce di sepolture e del culto dei morti. L’allestimento prevede una scansione temporale delle diverse epoche storiche, e saranno quindi selezionati reperti specifici in grado di abbracciare un vasto arco temporale: dal I secolo a.C. fino al VI secolo d.C. Previste anche innovative illuminazioni a led e pannelli informativi digitali con i quali sarà possibile approfondire la testimonianza dei reperti. «Questi interventi consentono dopo 27 anni di far vedere quello che è il patrimonio archeologico più antco della città – commenta Chiara Guarnieri della Soprintendenza – sin dal momento in cui arrivai a Faenza sono rimasta colpita da quantità e qualità del patrimonio archeologico faentino: i mosaici in particolare sono patrimonio unico in regione, per tanti motivi». Benché diversi per tecnica dai più noti mosaici ravennati, i mosaici faentini sono testimonianza dell’importanza e vitalità della città in epoca romana. «È un progetto che vuole essere integrativo all’esperienza ravennate sui mosaici – precisa l’assessore alla Cultura Massimo Isola – l’obiettivo complessivo è quello di lavorare di squadra per rigenerare Palazzo Mazzolani, un edificio importante per la nostra storia, capace di intrecciare al suo interno contenuti ed epoche diverse».

Conferenza stampa di presentazione del progetto.

Palazzo Mazzolani: previsti 2 anni di lavoro per riqualificare l’ala sinistra

Per quanto riguarda i lavori di riqualifica di Palazzo Mazzolani, l’ambiente, pur rinnovato, non presenterà particolari modifiche a livello storico-artistico, rispettando i dettami della Soprintendenza che vuole lasciare in evidenza le tracce del passato senza snaturare l’ambiente. «Attraverso questo progetto – sottolinea l’architetto Ennio Nonni – vogliamo proporre un’idea museale alternativa: la collezione sarà infatti sempre visibile negli orari di apertura del palazzo come un museo all’aperto, ma essendo coperte da vetrate non avrà costi di sicurezza e sorveglianza».

Foto: Raffaele Tassinari

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