Faenza è Ceramica – Mirta Morigi: quando tradizione è guardare al futuro

«A undici anni ho detto a mia mamma quando mi ha accompagnato alla scuola di ceramica la prima volta: da grande farò la ceramista». Con questi ricordi inizia il racconto di Mirta Morigi, ceramista faentina che, assieme alle “Morigi girls”, gestisce a Faenza una bottega di ceramica contemporanea: un luogo in continua evoluzione in cui ogni singolo artista e artigiano al suo interno riesce a esprimersi al meglio per realizzare prodotti unici nel segno della grande tradizione ceramica che ha in Faenza una delle sue massime espressioni.

Guardando per la prima volta le vetrine della scuola di ceramica Mirta Morigi rimase affascinata da quell’arte che sembrava «scendesse giù dal cielo» e così nel corso della propria formazione ha fatto di tutto per trasformare quel sogno in realtà. Dopo aver frequentato l’istituto d’arte per la ceramica Ballardini e aver praticato in alcune botteghe, decide di aprire la propria nel 1973, a soli 21 anni, nella corte di Palazzo Barbavara, antico edificio del centro storico di Faenza. In quasi cinquant’anni di attività ha tenuto numerose mostre personali sia in Italia sia all’estero, ha partecipato a molte collettive ed è stata inoltre selezionata al Concorso internazionale della Ceramica di Faenza e in altri concorsi in giro per il mondo.

Mirta Morigi e Girls: la bottega come una tribù

Molto di più che un semplice luogo di lavoro: un po’ mamma, un po’ tribù, ecco come Mirta Morigi descrive la propria bottega, situata nel centro storico di Faenza che è, oggi come in epoca rinascimentale, luogo di incontro e di scambio fra persone e culture diverse e la sua ceramica è felice sintesi fra la tradizione della maiolica faentina, con i suoi classici decori, e l’“ibridazione” proveniente dalle più diverse e lontane culture ceramiche. «La bottega è come una grande mamma – racconta la ceramista – dove tutte le persone riescono a trovare un luogo dove sviluppare quello che sanno fare». Rimanda anche a qualcosa di molto antico come una tribù «dove ogni giorno puoi sviluppare le tue capacità e diventare qualcuno di utile».

“Oggi c’è un buco generazionale importante”

Tradizione, per la bottega Mirta Morigi, rappresenta qualcosa di vivo e in continua evoluzione. «Tradizione non è copiare, ma stare al passo con i tempi. Fare ceramica tradizionale per me vuol dire andare avanti, utilizzando il patrimonio e le conoscenze che sono racchiusi in ogni bottega. Oggi c’è un buco generazionale molto importante: le botteghe aperte dalla mia generazione chiudono senza restare aperte perché non c’è stato il passaggio di nozioni, ma io ho questo desiderio, che le botteghe continuino a fiorire».

Mirta Morigi: “Argillà sarà lo scambio di tante emozioni”

Nel frattempo Mirta Morigi continuerà ancora per tanto tempo a realizzare la proprie opere di ceramica, affascinata, oggi come ad undici anni, da quell’arte che sembra scendere giù dal cielo. «È un lavoro divertente – spiega la ceramista – impari ogni giorno una tecnica nuova. In questo lavoro io non mi annoio mai». Anche la bottega di Mirta Morigi parteciperà agli eventi di Argillà Italia, la mostra mercato della ceramica che si terrà a Faenza dal 2 al 4 settembre. «Argillà è un grande festival a cui dall’estero tutti vogliono partecipare» conclude Mirta Morigi, il cui invito ai faentini è quello di ricambiare l’intenso scambio di emozioni che avverrà in quei giorni con i tanti espositori stranieri comprando le loro opere.

Photo credits: Valentina Ghini

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