Elezioni amministrative Faenza: a che punto siamo?

Sono ancora avvolti nel mistero i nomi dei candidati sindaco per le prossime elezioni amministrative di Faenza. Se nel centrosinistra la decisione non è ancora stata presa, sembra che per la coalizione di centrodestra un possibile nome sia già stato individuato ma a tal proposito le bocche sono tutte cucite. Lo scorso lunedì si è tenuta una riunione durante la quale si sperava di trovare un candidato che fosse gradito a tutte le anime del centrosinistra locale, ma così non è stato e se ne riparlerà nel fine settimana. Il modello da cui il Pd vuole partire è quello che ha portato alla vittoria di Bonaccini: una coalizione il più possibile aperta a liste civiche di centro e a partiti di sinistra. I nomi più papabili per il momento sono quelli di Massimo Isola, Davide Agresti, Alberto Morini e Andrea Fabbri, anche se non sono escluse sorprese dell’ultimo minuto. Cerchiamo di capire chi sono.

Davide Agresti è uno dei volti di Faenza 4020

Davide Agresti, il più giovane dei quattro, è un operatore Caritas. Molto attivo negli ultimi anni nell’associazionismo, è membro di Faenza 4020, associazione nata nell’estate del 2018 con lo scopo di promuovere iniziative socio-culturali a supporto dello sviluppo della città e considerata vicina all’area del Pd che un tempo si sarebbe definita renziana. Nelle scorse settimane Faenza 4020 insieme alla lista civica di stampo cattolico La tua Faenza, a Faenza in Azione di Calenda e a Italia in comune di Pizzarotti ha lanciato un documento programmatico in vista proprio delle elezioni.

Agresti Luccaroni Faenza 4020
Da sinistra: Andrea Luccaroni, Davide Agresti, Luciano Assirelli

Andrea Fabbri, presidente di Faventia Sales

Sempre legato a Faenza 4020, Andrea Fabbri è presidente di Faventia Sales dal 2013. Sotto la sua guida l’ex complesso Salesiani ha vissuto una rinascita, diventando un pilastro vitale del centro storico. Anche Fabbri, come Agresti, sarebbe un candidato vicino alla consigliera regionale Rontini e in continuità con Malpezzi, di cui fu uno dei principali sostenitori nell’esperienza di Laboratorio Faenza che nel 2010 lanciò proprio la candidatura dell’attuale sindaco. Dal 2014 è amministratore unico di GuardOne, un’agenzia di servizi di telesorveglianza satellitare.

Andrea Fabbri al centro

Uno dei papabili è Alberto Morini, firmatario di un documento per le prossime elezioni

Altro nome, altro civico. È il caso di Alberto Morini, imprenditore e dirigente sportivo nell’atletica leggera, è stato dal 2010 al 2018 presidente della Fondazione Banca del Monte e Cassa di Risparmio Faenza che in quegli anni ha contribuito al rilancio dell’ex complesso Salesiani. Soprattutto, Morini fu uno dei protagonisti del sopracitato Laboratorio Faenza. I rapporti tra Morini e Malpezzi, perlomeno politici, però nel corso degli anni si sono allentati e quest’ultimo è sembrato sempre più distante dal mondo politico locale, salvo poi firmare lo scorso dicembre, insieme a tanti altri cittadini di varia provenienza, un documento dal titolo “Faenza merita una visione di futuro”, contenente alcune priorità per la città in vista delle prossime elezioni.

Alberto Morini
Alberto Morini

Massimo Isola potrebbe essere il candidato più vicino alla sinistra del Pd

Infine, il nome più politico tra quelli fatti finora. Massimo Isola, vice sindaco e assessore alla cultura durante i due mandati di Malpezzi, è presidente di Aicc, l’associazione italiana delle Città della Ceramica. Il suo nome, tra quelli fatti, potrebbe essere il più gradito all’ala zingarettiana del Pd per la sua storia, vicina a una sensibilità considerata più di sinistra di quella dell’attuale classe dirigente del partito a livello locale e per questo in grado di parlare con i partiti alla sinistra del Pd come Articolo 1.

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Massimo Isola

La coalizione: l’incognita di Insieme per Cambiare

Nella costruzione della coalizione, un nodo da sciogliere è quello di Paolo Cavina, indicato come candidato sindaco per la lista civica Insieme per Cambiare, dopo che Malpezzi negli scorsi mesi aveva ritirato le deleghe di assessore a Domizio Piroddi, altro importante esponente di IxC. Cavina aveva chiesto le primarie di coalizione per individuare il candidato sindaco ma sulla proposta gli altri partiti si erano mostrati tiepidi fin dall’inizio e oggi non sembra esserci più tempo per organizzarle, anche volendo. A Insieme per Cambiare restano due strade: o rinunciare alla candidatura in solitaria di Cavina o portarla avanti per contarsi e far pesare i voti in vista di un eventuale ballottaggio. Questa ipotesi è resa però più complicata dal risultato, al di sotto delle aspettative, alle scorse elezione regionali di Piroddi (candidato nella civica Bonaccini presidente) che raccolse in tutta la provincia 750 preferenze di cui 574 a Faenza.

Paolo Cavina
Paolo Cavina

Il punto sul centrodestra: l’identikit del candidato scelto

Sembrano ormai essere fatti, invece, i giochi nel centrodestra. Come detto sopra, sul nome scelto c’è grande riservatezza ma le voci di questi giorni sembrano delineare un identikit ben preciso: la persona individuata sarebbe una donna, sulla cinquantina, imprenditrice nel settore edile, senza precedenti esperienze politiche. Sarebbe stato accolto così l’appello di Tiziano Cericola secondo il quale il candidato avrebbe dovuto essere un civico, noto in città per la sua attività lavorativa, in grado di attrarre il voto dei moderati.

Matteo Nati

Matteo Nati

Nato a Faenza nel 1993, sono laureato in Italianistica e Scienze linguistiche all’Università di Bologna. Ho insegnato per un anno all’Istituto Alberghiero di Riolo Terme ma continuo a non sapermi orientare in una cucina. Appassionato di pallacanestro, politica e storia inglese, datemi una serie tv con dialoghi ben scritti e sarò completamente vostro.

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