Rifiuti: i sindaci ravennati chiedono a Hera bollette “più leggere”

Sconto nella bolletta Tari e nuove procedure di selezione dei sub fornitori. I comuni della provincia di Ravenna – per voce congiunta dei loro sindaci – sottolineano con forza la gravità dei disservizi che si sono verificati nelle ultime settimane, in parte ancora in corso, nello spazzamento e nella raccolta dei rifiuti. «Questi disservizi – dichiarano nella nota – sono inaccettabili, ancor di più se raffrontati ad una qualità abitualmente soddisfacente. Ad oggi, per ammissione della stessa Hera, il nuovo fornitore del servizio (il consorzio Ambiente 2.0, vincitore della gara al ribasso, ndr) si è rivelato inadeguato per mezzi e personale. Hera deve assicurare da subito il ripristino del 100% dell’efficienza e della qualità del servizio».

Richiesta sconto nella bolletta Tari

Tra le misure richieste dai sindaci lo sconto bollette Tari. «Atersir (Agenzia territoriale dell’Emilia Romagna per per i servizi idrici e rifiuti, ndr) – prosegue la nota dei primi cittadini – dovrà stabilire una penalizzazione per Hera da tramutare in un equo sconto nelle bollette della Tari: le bollette Tari dovranno essere “più leggere” di quelle dell’anno precedente».

I sindaci: “Hera deve fare scelte radicali”

Messa sotto accusa è anche la procedura di selezione dei fornitori. «Hera dovrà compiere scelte radicali – prosegue la nota dei sindaci – perché non si debbano verificare mai più disservizi, neanche temporanei, come quelli avvenuti. È evidente che vanno predisposte gare con un diverso equilibrio fra garanzie della qualità del servizio e ribassi economici. Vanno poi assicurati meccanismi di controllo realmente efficaci, a valle della gara, ma prima dell’avvio del lavoro di nuovi fornitori, sull’effettiva corrispondenza fra i requisiti dichiarati e quelli realmente effettivi da parte dei fornitori del servizio».

Respinto il ricorso per annullare l’appalto ad Ambiente 2.0

Nel frattempo oggi il Tar dell’Emilia Romagna ha respinto il ricorso del raggruppamento di imprese cooperative guidato da Ciclat Ravenna che chiedeva l’annullamento dell’assegnazione dell’appalto Hera per il servizio di raccolta dei rifiuti in provincia di Ravenna al consorzio milanese Ambiente 2.0. Non sono ancora note le motivazioni della sentenza che verranno depositate nelle prossime settimane.

Dopo i disservizi e le polemiche di queste settimane, ora Hera dovrà decidere se esistono le condizioni per recedere dall’appalto assegnato ad Ambiente 2.0, oppure se intende invece procedere con la raccolta assegnata alla stessa ditta. Ambiente 2.0 fornisce il proprio servizio a diciotto comuni della provincia tramite un appalto biennale da 40 milioni di euro ed è operativa dal 16 aprile scorso.

Cericola: “E’ un problema di sistema”

cericola_tizianoSulla questione rifiuti si è espresso nei giorni scorsi anche Tiziano Cericola, esponente della lista Rinnovare Faenza, che già nella scorsa campagna elettorale 2015 aveva espresso perplessità sulla gestione Hera, come raccontò a una intervista rilasciata a Buonsenso@Faenza. Secondo Cericola «il problema sta nella gestione complessiva della filiera dei rifiuti, totalmente affidata ad Hera, senza alcun controllo effettivo da parte della Regione, che ha anche tolto ogni voce in capitolo ai Comuni».

«La Regione – continua Cericola – ha diviso il territorio in ambiti territoriali ottimali; per tali ambiti la Regione fa un bando e trova il gestore (Hera); la Regione ha un ufficio (Atersir) che ha il compito di controllare il gestore e di definire il costo del servizio; i singoli Comuni prendono atto di questo costo e lo trasformano in Tari (tassa rifiuti)». Quattro i difetti, secondo l’esponente di Rinnovare Faenza, in questo meccanismo: l’esautorazione dei comuni nella scelta dei gestori, l’inefficacia dell’Atersir nei controlli, il monopolio di Hera e infine il fatto che Regione e comuni siano proprietari del gestore (e, di conseguenza, non hanno interesse a far calare i costi del servizi).

5Stelle Faenza: “si deve puntare su raccolta porta a porta”

Critica sulla gestione della filiera anche il Movimento 5 Stelle di Faenza: «Hera paga sempre di meno chi svolge effettivamente il servizio – scrivono in un comunicato – Sì, perché Hera, società costituita da enti pubblici per fornire un servizio pubblico, è ora una multiutility quotata in borsa, in cui i soci pubblici sono in minoranza, ma valgono, ai fini delle principali decisioni di governo della società come se fossero maggioranza per effetto del “voto maggiorato”. Una società che ha come obiettivo fare utili ed un modo per farlo è far svolgere i lavori, come la raccolta rifiuti, assegnandoli con gare al ribasso». I 5 Stelle faentini invitano l’amministrazione a cambiare rotta e a puntare su una «raccolta porta a porta e tariffa puntuale; si paga per quanto si produce».

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