Nasce l’associazione OFFICINA DEMOCRATICA – Venerdì 18 Marzo la presentazione alla cittadinanza

OFFICINA DEMOCRATICA

A Faenza una nuova associazione culturale per l’approfondimento di temi politici e civili faentini

Nasce a Faenza Officina Democratica, uno spazio di confronto e approfondimento di temi con un chiaro e definito respiro europeo. Ultimamente, il livello locale ha visto fiorire nuove esperienze di questo tipo (dal circolo Prometeo, alla scuola politica “A gonfie vele”) in cui la necessità di dialogare su aspetti economici, sociali, culturali incontra il forte bisogno di trovare nuove soluzioni alle questioni pubbliche.

Venerdì 18 marzo Officina Democratica presenterà il progetto in un’assemblea pubblica aperta a tutti i cittadini, alle ore 20:30 presso la Sala delle Associazioni in via Laderchi 3 a Faenza.

Abbiamo chiesto a Luca Ortolani, co-fondatore dell’associazione, di raccontarci l’idea dietro alla proposta.

– Luca, come vi è venuta questa idea? Un’esigenza o un’occasione per la città?

Officina Democratica nasce perché ce n’era bisogno! Siamo un gruppo di amici di diversi comuni della Romagna Faentina e tutti nei mesi scorsi abbiamo sentito il bisogno di uno spazio nuovo dove mettere a frutto la nostra voglia di partecipazione. Abbiamo la percezione di essere in un momento di grandi trasformazioni, sociali, economiche, culturali e anche politiche e non abbiamo trovato il luogo giusto, tra i partiti e le associazioni, dove provare a studiare, approfondire e progettare soluzioni.

– Cosa cercavate esattamente?

Cercavamo uno spazio libero, laico e aperto dove poter abbracciare un orizzonte più ampio nel dibattito culturale e politico delle nostre città. Officina Democratica è un progetto che vuole superare i “campanili”: siamo convinti che oggi non abbia più senso analizzare problemi e immaginare soluzioni “locali”.

Luca Ortolani
Luca Ortolani, co-fondatore di Officina Democratica

– Ovvero? 

L’orizzonte minimo è già quello dell’Unione della Romagna Faentina. L’architettura delle istituzioni locali sta cambiando radicalmente in questi anni (unioni di comuni, evoluzione delle Provincie in Enti di secondo livello, aree vaste, ecc…) e abbiamo l’impressione che questa piccola rivoluzione avvenga in maniera non troppo consapevole per molti cittadini. Invece questo processo di riordino può essere una grande opportunità per i territori. Negli anni gli enti locali hanno dimostrato di saper essere motori di grandi innovazioni, capaci di intercettare nuovi bisogni e desideri, sapendo costruire le risposte adeguate nonostante il contesto di crisi economica. Per il nostro territorio è una sfida che vorremmo accettare e provare a vincere. Altrimenti dovremo accontentarci di ricette e soluzioni che ci vengono imposte dall’esterno.

– Alcuni mesi fa abbiamo parlato della Scuola Politica “A Gonfie Vele” allestita dalla Diocesi, perché nella nostra cittadina si sente la necessità di creare spazi di discussione sociale?

Noi siamo convinti che la voglia di capire, di approfondire e di discutere non sia mai sparita nelle nostre città. Forse ci siamo fatti tutti un po’ convincere da una certa retorica giornalistica, che ci ha dipinto dispersi, atomizzati, rinchiusi nel privato per provare a difenderci dalla paura di una crisi che ha indebolito e sfilacciato il tessuto sociale del nostro Paese. Probabilmente oggi questa immagine risulta una foto un po’ sbiadita e notiamo nelle nostre città sempre più voglia di tornare a partecipare, di tornare a fare politica! La scuola “A Gonfie Vele” è una realtà interessante, che spero saprà formare una classe di giovani politici appassionati e preparati. Officina Democratica non ha questa ambizione, non siamo una scuola di formazione, non vogliamo selezionare una nuova classe dirigente, ci accontentiamo di stimolare i talenti e la creatività diffusa delle nostre città per selezionare una nuova generazione di idee e di proposte che possano interpretare il futuro del nostro territorio.

– Esattamente, come avete immaginato Officina Democratica? Come funzionerà? Chi può associarsi? Che progetti concreti attuerete?

Siamo un’associazione culturale che si ispira al pensiero progressista europeo, uno spazio laico aperto e libero, come dicevamo prima. Chiunque si riconosca in questi valori potrà partecipare e portare la sua curiosità e la sua intelligenza allo sviluppo dell’associazione.

Officina Democratica vuole essere uno strumento di elaborazione e di partecipazione. Cominceremo la nostra attività alzando lo sguardo ad un orizzonte europeo, provando ad approfondire alcune temi che ci hanno incuriosito e preoccupato negli ultimi mesi, tre, sicuramente di attualità, fra i tanti che abbiamo in mente: agricoltura, banche e welfare.

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– Entrando un po’ nei particolari, puoi spiegarci meglio perché è essenziale per voi e per i cittadini affrontare questi temi?

Il sistema di strumenti del welfare e delle politiche sociali locale e nazionale è messo pesantemente sotto pressione sia da un contesto di crisi economica, che ha asciugato molte risorse pubbliche, sia da profondi mutamenti demografici ed etnici, che hanno fatto emergere nuovi bisogni e la necessità di nuove soluzioni per chi come noi pensa ancora che si debbano trovare strumenti sostenibili per non lasciare indietro nessuno e ridurre le disuguaglianze.

Nella crisi economica che stiamo attraversando il sistema bancario è stato ed è ancora messo a dura prova e forse deve ancora provare di essere all’altezza della situazione. Come tutti siamo preoccupati dei nostri risparmi, seppur consapevoli di vivere in un tessuto solido e operoso, e vorremmo provare a capire meglio come gli istituti di credito possano ritrovare con efficacia la loro missione di stimolo e supporto alla crescita economica e sociale di un territorio.

Vogliamo anche accettare le sfide che vengono dall’agricoltura globalizzata. Il nostro territorio ha sicuramente una vocazione per l’agricoltura e l’enogastronomia, con eccellenze riconosciute a livello mondiale che hanno saputo reinterpretare nella modernità l’identità della nostra Romagna. Allo stesso tempo registriamo la fatica di un settore che vuole trovare la soluzione per resistere alle pressioni di un mercato ormai globale e trovare una direzione di sviluppo motore di un nuovo benessere diffuso, incrociando il turismo e la tutela dell’ambiente.

Proveremo ad approfondire quei vettori di sviluppo e d’innovazione che attraversano oggi i nostri territori, illuminando il dibattito da più punti di vista con l’aiuto di esperti locali e nazionali e sperimentando quegli strumenti innovativi di progettazione partecipata che altrove stanno portando ad interessanti risultati.

– I nomi delle persone coinvolte hanno chiaro denominatore politico comune, un limite o un’opportunità? Come evitare che si crei l’ennesimo spazio culturale chiuso nella propria ideologia?

Dite che si nota? Pensavamo di esserci camuffati per bene! A parte gli scherzi, non credo sia stato difficile, per chi conosce anche solo superficialmente la vita dei partiti attivi nelle nostre città, riconoscere tra i fondatori di Officina Democratica molti amministratori e consiglieri comunali del Partito Democratico. In maniera molto onesta e trasparente, siamo convinti che questo non sarà un limite alle proposte dell’associazione, crediamo anzi possa rappresentare un’opportunità in più.

Officina Democratica non vuole essere l’ennesimo “contenitore politico”, ci sono forse già abbastanza partiti, correnti e formazioni per rappresentare una vasta gamma di sfumature politiche. Officina Democratica nasce per stimolare e produrre nuovi contenuti piuttosto che nuovi contenitori. La partecipazione di molti di noi a partiti o liste civiche rappresenta invece l’opportunità di poterli contaminare con le idee che sapremo strutturare insieme nell’associazione.

Forse fa parte del gioco mediatico la necessità di dovere trovare subito un’etichetta che possa definire limiti e confini di partecipazione. Siamo consapevoli che una delle prime sfide di Officina Democratica sarà quella di dimostrare che si può avere una identità chiara, ben ancorata ad una sinistra progressista moderna ed europea, senza per questo doversi rinchiudere in un recinto di auto-appagamento.

 – In che modo coinvolgerete le diverse realtà cittadine? Officina_Democratica_Quadrato

Officina Democratica è uno strumento aperto che si rivolge ai cittadini della Romagna Faentina. Le nostre città sono ricche di associazioni culturali e di categoria, che rappresentano una risorsa fondamentale per provare ad elaborare insieme idee e proposte che possano rappresentare una conoscenza diffusa e condivisa per i prossimi anni. Vorremmo organizzare iniziative di approfondimento condivise anche con altri. Le risorse sono poche, ma le energie e i talenti del nostro territorio sono tanti. Siamo convinti che, per trovare una soluzione di sviluppo intelligente, innovativo e inclusivo, dobbiamo provare a condividere l’orizzonte e individuare degli obiettivi, anche ambiziosi, verso i quali provare a camminare insieme.

– Officina Democratica fra 2 anni, che obiettivi avrà raggiunto?

Sarebbe un bel successo se in due anni Officina Democratica potesse rappresentare un attore protagonista del dibattito pubblico della Romagna Faentina, con una importante partecipazione capace di arricchire ogni giorno di contenuti la politica delle nostre città. Il logo dell’associazione lo abbiamo scelto per ricordarci questi obiettivi: la lampadina ad indicare la voglia di confrontarsi e mettersi in discussione per trovare nuove soluzioni con una visione positiva del futuro che ci attende; le ruote dentate a ricordarci che questo risultato si costruisce con il contributo di tanti ingranaggi, insieme, con curiosità, dialogo e voglia di approfondire.

– I prossimi appuntamenti di Officina Democratica?

Officina Democratica si presenterà ai cittadini per la prima volta venerdì 18 marzo alle 20:30 presso la Sala delle Associazioni in via Laderchi 3 a Faenza. Venerdì sera presenteremo le prime iniziative, partendo dai temi che vi anticipavo prima, che verranno organizzate nel corso dell’anno. Sarà anche l’apertura del tesseramento per il 2016, attraverso il quale si potrà partecipare da protagonisti alla vita di Officina Democratica.

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