#FAENTINIeMIGRANTI – Intervista ad Andrea Liverani (Lega Nord)

Uno dei politici più attivi a Faenza sul tema richiedenti asilo è sicuramente Andrea Liverani, consigliere regionale Lega Nord. Più volte critico sulla gestione dei richiedenti asilo nel nostro territorio (come nel caso di S.Maria in Fabriago) riteniamo importante inserire la sua voce all’interno del nostro dossier.

Andrea Liverani, quale è la posizione della Lega Nord in materia di accoglienza dei richiedenti asilo? Che battaglie sta portando avanti lei nei nostri territori?

Sui richiedenti asilo penso non ci sia nessun problema. Chi scappa da una guerra è giusto che venga dato e gli sia dato quello che deve avere. Quello che purtroppo vediamo è che non sono tutti richiedenti asilo, sia quelli che ospitiamo qui da noi, sia quelli che ospitano altri Comuni. Questo noi lo contrastiamo. Come è venuto fuori dal caso di Mafia Capitale c’è chi mangia sopra queste persone qui e noi denunciamo fortemente questa cosa. Su quello che facciamo qui sul territorio posso dire che qui mi hanno contattato diverse persone, come nel caso di S. Maria in Fabriago, dove non sono stato io di mia iniziativa ad andare là a fare una battaglia politica. Adesso abbiamo Facebook, per esempio, che ci dà una mano con il contatto diretto con le persone… quello che noi della Lega abbiamo sempre fatto: stare in mezzo alla gente. Tramite Facebook mi hanno contattato diverse persone denunciando che a S. Maria in Fabriago, un paesino di poche anime, andavano messe venti persone in una ex caserma dei Carabinieri. Sono uscito con un comunicato stampa denunciando questa cosa qui ed effettivamente la cosa si è rivelata essere vera. Dato che il più delle volte queste persone non sono tutti profughi noi contrastiamo questo fatto qui. Se sono veramente profughi non c’è problema e vanno aiutati. Chiaramente vanno distribuiti in tutta Europa, non solo nel nostro territorio.

Cosa le dicono i cittadini faentini che incontra?

I cittadini faentini sono stanchi. C’è gente che veramente adesso non arriva alla fine del mese, e non è uno spot pubblicitario o politico: è la verità. Non concepisce quindi che un profugo, che poi a volte non è un profugo ma un clandestino, prende 1.300 euro al mese e le associazioni che gestiscono queste persone qui, e prendono questi soldi a persona. Queste associazioni prendono questi soldi, ma questi soldi come li usano? È a scopo di lucro o è a scopo umanitario per aiutarli? Io ho venti profughi vicino a casa mia, a S. Giovannino, e sono lì che tutto il giorno non fanno niente. Quindi voglio capire un attimo come aiutiamo queste persone qui: gli diamo un indirizzo? Gli insegniamo la lingua italiana? Gli mandiamo a coltivare o fare dell’orto? Questa gente qui cosa fa? Poi è vero, purtroppo, ci sono delle persone, anche delle donne, che hanno paura di questa situazione qui. Sono venti persone lì che non fanno niente tutto il giorno, non sai da dove vengono, cosa fanno? E se poi gli viene il matto? Sono successi casi, pochi casi, ma sono capitati: hanno ammazzato due persone giù a Catania, al Tondo a Lugo hanno beccato un profugo che spacciava, e non ne hanno parlato tantissimo. Queste cose qui non devono capitare. Queste persone devono essere seguite e formate, cosa che le associazioni qui da noi non fanno.

Quale crede sia il ruolo dell’informazione sui richiedenti asilo? E come valuta il livello del dibattito pubblico nel nostro territorio?

Sinceramente io vedo i dibattiti pubblici qui pochi e niente. I sindaci sono tutti del PD e non contrastano più di tanto questi problemi. I sindaci che abbiamo in Veneto hanno contrastato l’arrivo dei clandestini (perché i veri profughi vanno aiutati). Qui da noi no, li prendono priori e stanno zitti. Certi amministratori dovrebbero andare più a fondo e non prenderli più a priori. Sono 1.300 euro al mese a persona. E intanto l’italiano che ha bisogno? Cosa facciamo? Ai sindaci qui non gliene frega assolutamente niente.

Il problema dei sindaci è che è la Prefettura che gestisce direttamente queste problematiche…

C’è da dire però che dove ci sono i nostri sindaci (della Lega, ndr) hanno provato a contrastare questo problema qui. Questi invece non ci si provano neanche, anzi ci siamo beccati che noi siamo i soliti razzisti che non vogliamo gli extracomunitari ma sinceramente non è così. Padovani, il nostro candidato sindaco, agricoltore, a lavorare a casa sua anche degli extracomunitari. Però devono essere meritevoli di stare qui con noi. Se non sono meritevoli io non sono d’accordo con accogliere tutti a priori. C’è poi chi strumentalizza queste cose qui: i profughi ok, i clandestini no.

Cosa farebbe Andrea Liverani se fosse sindaco di Faenza sul discorso profughi?

Farei una battaglia contro. Prima di tutto voglio agevolare gli italiani e i faentini. E poi, se c’è qualcosa anche per loro ben volentieri. Poi vorrei indagare veramente su queste persone, che siano veramente richiedenti asilo. Se vengono persone da paesi dove non ci sono guerre io qui non li voglio, anche perché che senso ha? Non vedo il discorso per cui dovrebbero venire qui da noi.

Come descriverebbe le problematiche a Faenza in maniera più precisa? Numeri troppo alti? Coordinamento insufficiente? Costi eccessivi? Assistenzialismo che non funziona?

Io parto dal caso rom a Faenza. È stato gestito in modo orribile, se ne sono fregati sempre e comunque e hanno dovuto chiamare un’altra associazione per risolvere questo problema.

Parla dell’amministrazione comunale?

L’amministrazione se n’è fregata, perché se tu continui a dare dei soldi a queste associazioni che gestivano i rom e non hanno risolto il problema, cosa continui a dare i soldi a fare? Non glieli dai più. E hanno preso un’altra associazione da fuori, la Fondazione Romani, che dice le stesse cose che abbiamo detto noi in questi cinque anni: i rom i soldi le hanno e se vogliono una cosa se la devono guadagnare. Una persona se l’aiuti in questo modo l’aiuti al contrario, incentivandola a delinquere. Le permetti di fare tutto: girano a Faenza disturbando le persone, sporcano ovunque… noi se non paghiamo la bolletta del pattume ci vengono a casa. Noi perché dobbiamo pagare per le loro sporcizie? Hanno quindi preso un’associazione che dice le stesse cose che dicevamo noi. I rom vanno educati non dandogli le cose, ma facendoli capire che le cose si ottengono lavorando. Stesso discorso per le associazioni che prendono i soldi per avere il profugo in una struttura e tu poi non gli vai a controllare come usano questi soldi qui. 35 euro al giorno profugo per 20 profughi sono soldi e loro (i profughi, ndr) si beccano 2 euro al giorno. Le associazioni le capisco se è volontariato e se lo fai perché vuoi aiutare il prossimo, qui invece c’è uno scopo di lucro.

Il nostro word cloud dell'intervista agli operatori della Caritas
Il nostro word cloud dell’intervista agli operatori della Caritas

È mai andato in una casa famiglia della Caritas o associazioni simili? Ha mai parlato con un richiedente asilo? Che idee s’è fatto delle persone che li gestiscono?

No purtroppo non ci sono mai andato. Ho incontrato più volte i rom sì, ma i profughi no. Non avrei però problemi ad andarci. Se mi invitano ci andrei senza problema.

Pensa che l’aggettivo “buonista” sia adatto a descrivere chi gestisce i percorsi di accoglienza?

“Buonista” è uno che è buono e aiuta il prossimo. Però chi aiuta il prossimo per soldi è facile. Conosco una persona che lavorava in un’associazione e lo faceva per passione e in difficoltà per aiutare le persone… e io ammiro queste persone a qui, ma non chi lo fa per scopo di lucro… e poi tutti questi soldi dove se li mettono?

E a livello macro, per uscire un po’ dal nostro faentino, quali soluzioni a lungo termine pensa? La situazione pare andare verso un progressivo aumento di numeri…

Io vedo quello che succede adesso. Il governo Renzi e Alfano prende dentro tutti, senza guardare chi è e chi non è. Ci vorrebbe un vincolo. Tanto da dove vengono lo sai. O li blocchi all’inizio e fai controlli nei loro paesi e vedi veramente chi è profugo. Chi non scappa da una guerra io sono per tenerli nel loro Paese.

In teoria poi nei vari centri di accoglienza si verificano questi controlli…

I tempi sono lunghissimi. Per identificare una persona ci vogliono sei mesi. E poi anche se trovano che uno non è profugo ce lo teniamo lo stesso. Non ho mai sentito dire che hanno espulso una persona. Anche perché il reato di clandestinità non c’è più: il Cinque Stelle e il PD l’hanno tolto. Se uno viene qua ce lo teniamo…n on ci sono modi… o meglio, i modi ci sono ma bisogna cambiare le leggi. E il volere del governo che c’è adesso non pare andare in tal senso.

Invece può citare qualche esempio virtuoso di integrazione da prendere ad esempio?

Flavio Tosi, sindaco di Verona
Flavio Tosi, sindaco di Verona

Tosi a Verona gli ha messi a lavorare per la collettività: pulizie, strade… vedo che ha fatto queste cose qui. Ed è giusto così. Però non ho visto delle persone che abbiano preso posizioni veramente virtuose… anche perché le leggi vengono dall’alto.

Nel reperimento delle informazioni te personalmente a chi fai affidamento?

Io cerco sempre dalla gente. Mi piace incontrare la gente. Non mi piace viaggiare per spot… io viaggio con le persone che mi chiamano o contattano. Io lascio il mio numero senza problemi Se uno ha un problema io ci sono. Un politico dovrebbe fare questo.

E nel recupero dei dati?

Essendo un consigliere regionale io riesco ad averli agevolmente. I parlamentari della Lega poi ci girano molti dati.

A cura di Samuele Marchi 

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