BJULL – Mercato online di frutta e verdura a Km zero

Se non ne avete ancora sentito parlare, non preoccupatevi. L’idea geniale di cui trattiamo oggi è nata da poco, ma ha tutte le carte in regola per avere successo. Stiamo parlando di BJULL, il primo marketplace che mette in contatto «piccoli agricoltori con tutti coloro che desiderano portare in tavola qualcosa di unico e con una storia da raccontare». Si tratta di una piattaforma che consente di vendere i prodotti in eccedenza del proprio orto ad acquirenti in cerca di qualità e di km0 certificato. Anche questa idea geniale nasce dal tentativo di risolvere piccole problematiche quotidiane «Volevo trovare un modo – spiega Sally Semeria, 32enne di origine ligure e co-founder assieme a Francesco Grandazzi di questa startup – per riuscire a smaltire i prodotti coltivati dai miei genitori». Poi ha visto che l’idea piaceva, cresceva l’interesse, e l’ha perfezionata.

Abbiamo deciso di fare a Sally (che ha già esperienza nella sharing-economy come ex manager di Airbnb) qualche domanda, per cercare di capire come funziona la sua idea e cercare di capire se può trovare terreno fertile nella campagna faentina.

Da qualche anno molte persone stanno riscoprendo la passione per l’orto fai-da-te e dei prodotti a Km zero. Moda passeggera oppure un cambiamento destinato a durare e perfezionarsi nel tempo?

Io credo che l’analisi da fare non sia solo su quello che riguarda l’orto: il movimento di persone che stanno cambiando le cose è davvero ampio e fa parte di quella che è la sharing economy. Dal trapano alla bicicletta, dal posto letto al posto a tavola, era naturale che si arrivasse al primo stadio della cosa: la Terra!E qui arriviamo appunto a Bjull. Per quanto riguarda il mangiare più sano e il passaggio ad una sana alimentazione, bisogna analizzare i passi da gigante fatti in un Paese che fino a pochi anni fà era considerato solo la patria del fast food: l’America. La stessa first Lady ha segnato il cambiamento con un orto nella Casa Bianca e con una campagna lanciata contro l’obesità infantile. Le cose stanno davvero cambiando, e non si tratta solo di una fase, ne sono sicura.

Sally Semeria, co-founder di Bjull ed ex-manager di Airbnb
Sally Semeria, co-founder di Bjull ed ex-manager di Airbnb

Il cibo è sicuramente uno dei prodotti vincenti del made in Italy. Anche nel nostro territorio si stanno sviluppando aziende volte al marketing e alla promozione del cibo romagnolo, come CineFood Romagna. Come si riesce secondo te a far convivere, per quanto riguarda il cibo, novità e tradizione? Innovare senza snaturare è possibile in un mondo che viaggia sempre più veloce?

La tecnologia oggi ci serve fondamentalmente a fare una cosa: renderci la vita più semplice. Cosa ha voluto dire questo? Fare un passo indietro, ricercando la semplicità. Sono convinta quindi che i mezzi tecnologici che oggi abbiamo a disposizione siano una possibilità da sfruttare per questo, tornare indietro e ritrovare i sapori più veri, le cose più semplici. Sono due realtà che potranno convivere molto presto!

Cosa ti ha portato a passare da un grande agenzia già consolidata come Airbnb a creare un progetto proprio? In una recente intervista hai dichiarato: “Ormai mancava lo spirito della startup che mi aveva entusiasmato all’inizio”. Entrando un po’ più nel dettaglio, a cosa ti riferisci esattamente? E’ possibile secondo te, per una grande azienda, mantenere l’entusiasmo e lo spirito iniziale quando iniziano a circolare numeri importanti?

Non voglio parlare della mia esperienza passata in nessun tipo di chiave negativa, è stata una strada che mi ha preparato a quello che ho ora. Ho fatto questa scelta per unire le mie grandi passioni, il food più vero e il mondo delle startup. E questo sto provando a fare 🙂

Entrando più nel vivo della tua start-up, puoi spiegare ad un piccolo produttore interessato alla tua piattaforma, ma che poco sa di E-commerce o delle novità digitali, come funziona a grandi linee il servizio che offre Bjull e che vantaggi consente di avere?

Bjull é nato dalla voglia di portare la sharing economy nel lavoro della Terra, per dare la possibilità di aiutare entrambe le parti che hanno a cuore il km0: aiuto chi produce a farsi conoscere e a evitare lo spreco, e aiuto chi cerca il vero km0 nel trovarlo intorno a sè.
Il progetto è semplice e totalmente gratuito: basta registrarsi sul sito, iscrivere il proprio orto e i propri prodotti e, proprio come in una sorta di profilo facebook, mettere una foto profilo del contadino nell’orto. Si troveranno sulla pagina anche i contatti diretti del contadino per poterlo chiamare e accordarsi con lui per andare direttamente sul terreno a cogliere frutta e verdura freschissima! Il vantaggio è quindi chiaro : combattere lo spreco, guadagnare qualcosa dalla propria passione e condividere il vero km0!

Chi è presente al momento nel vostro network? Ci puoi fare una rapida panoramica?

Circa 70 produttori, sparsi da nord a sud con l’eccezione di un paio di regioni che speriamo di coprire presto!

Faenza è una piccola città della provincia romagnola. Secondo te, in un contesto come quello faentino, si è pronti a novità progettuali di sharing-economy come quella che proponi te? E se no, cosa si può fare per favorirle? Ci sono contesti simili in altre parti d’Italia dove invece queste novità sono assodate e vincenti?

Bjull fà del more local la sua bandiera: nasce come vero progetto locale! il fatto di un piccolo contesto quindi è davvero interessante e perfettamente a target. Bjull nasce  in Liguria, e molti piccoli paesini hanno avuto interesse verso il progetto, sono fiduciosa quindi che diverse realtà locali lo seguiranno.

A cura di Samuele Marchi

IL SITO DI BJULL

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