Asl Romagna: a Faenza restano i cesarei programmati, 24 i posti letto in meno

«Il riordino della rete ospedaliera della Romagna prevederà un unico primario di riferimento su tre punti nascita: l’equipe che si occuperà dei cesarei programmati coprirà in questo modo anche i presidi di Faenza e Lugo». Ad affermarlo è Marcello Tonini, direttore generale di Asl Romagna, durante l’assemblea dei Consigli comunali dell’Unione della Romagna Faentina riunita, giovedì 6 ottobre, per discutere le “Linee di indirizzo per la riorganizzazione ospedaliera” dell’Azienda Usl della Romagna, manovre di cui negli scorsi mesi non erano stati messi al corrente né i sindaci dei Comuni interessati (i sei della Romagna Faentina, più Marradi, Palazzuolo, Modigliana e Tredozio), né tantomeno le forze politiche e i sindacati dei lavoratori nel comparto ospedaliero. Chiarimenti erano chiesti – in maniera unanime da tutte le forze politiche – e chiarimenti da parte del dirigente Marcello Tonini sono arrivati, anche se la parola “fine” sulla questione non è ancora stata data per molti punti importanti.

Un’equipe di riferimento per i cesarei tra Ravenna, Faenza e Lugo

Da una parte le regole di ottimizzazione imposte dal decreto Balduzzi del 2011 in pieno governo Monti (e in pieno spending review), dall’altra il buonsenso dei cittadini e delle forze politiche volto a salvaguardare il serivizio ospedaliero su temi sensibili come quello della maternità e dei bambini. Posto letto di pediatria, punto nascite, e posti letto ordinari: sono questi alcuni dei temi su cui consiglieri comunali e sindaci hanno chiesto chiarimenti all’Asl. A fine serata è questo il bilancio: punti nascite e parti cesarei programmati e indotti garantiti a Faenza e Lugo grazie a un equipe che coprirà i tre presidi, un impegno concreto per far sì che il posto letto di pediatria faentino venga mantenuto e un totale 24 posti letti in meno a Faenza, su 101 complessivi tra i tre presidi. «Siamo ottimisti – dichiara Luca Gaudenzi del comitato “Giù le mani dalla pediatria” – sentendo quello che è stato detto sembra che ci sia modo di trovare delle soluzioni, anche se negli scorsi mesi dopo gli incontri fatti le carte in tavola sono cambiate. Si è detto che si troverà un pediata a tempo indeterminato: aspettiamo il 18 ottobre (data in cui verrà emesso un bando per un nuovo pediatra, ndr) e vediamo».

Marcello Tonini: “Per la pediatria il 18 ottobre un bando”

Se il punto nascite nei due ospedali “minacciati” sembra dunque garantito da una formula che prevede un primario di riferimento per i tre presidi, anche per quanto riguarda la pediatria sembrano esserci prospettive positive. «Sul posto letto di pediatria – ha dichiarato il dirittore di Asl Romagna – i problemi derivano dal fatto che a livello formale è impossibile isitutire posti letto ordinari sotto le 10 unità, non si può fare e non lo dobbiamo fare. Tuttavia ci impegniamo a trovare una soluzione che possa non andare contro le norme».  La soluzione sarebbe quella di tenere il posto letto di pediatria sotto altri reparti ma tenerlo fisicamente distaccato nel reparto di pediatria. L’altro problema su questo punto riguarda la presenza di una guardia medica h24. «Il 18 ottobre – continua Marcello Tonini – bandiremo due concorsi a tempo indeterminato per un pediatra e un neonatologo, di modo da garantire la guardia medica pediatrica notturna. Il problema qui è che non ci sono pediatri disponibili: è stata fatta una programmazione sbagliata dieci anni fa per quanto riguarda questa formazione specialistica e oggi i bandi vanno deserti».

A Faenza 24 posti letto in meno, a Lugo 29

Saranno 24 i posti letto in meno all’ospedale di Faenza, 17 ordinari e 7 di day hospital. Il decreto Balduzzi impone il passaggio da 4,1 a 3,7 posti letto ospedalieri su 1.000 abitanti: la media della provincia di Ravenna era 4,12 e pertanto sono stati 101 complessivamente i posti letto da tagliare, a Lugo saranno 29 (il totale dei posti letto nei tre presidi era 1.618 e diminuiranno quindi del 5.7%). Una percentuale che ha colpito di più quest’area della Romagna rispetto ad altre (a Forlì i posti letto hanno addirittura una percentuale inferiore alla soglia Balduzzi: 3,41 su mille abitanti). Lascia il tempo che trova invece la questione se poter considerare il presidio Faenza-Lugo un ospedale di primo livello o meno: nella regione Emilia Romagna infatti non si possono classificare gli ospedali secondo i paramtetri dettati dal decreto Balduzzi in quanto la Regione da 15 anni lavora in rete e ha ottenuto di poter mantenere una propria autonomia.

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