Aziende, preoccupazione per l’autunno: il report di Insieme per Cambiare

Calo del fatturato anche oltre il 70%, insoddisfazione di imprenditori e commercianti per le misure intraprese dal Governo, Regione promossa per quanto fatto a supporto delle imprese dalle associazioni di categoria. Sono questi alcuni dei temi emersi dall’incontro di mercoledì 8 luglio 2020 curato dal gruppo consiliare di Faenza Insieme per Cambiare per analizzare l’impatto che ha avuto il lockdown sulle attività economiche del territorio, che ha fatto emergere una forte preoccupazione per quanto avverrà in autunno, quando scadranno diverse proroghe di imposte e soprattutto si attiverà lo sblocco dei licenziamenti. Per questo Insieme per Cambiare nei giorni scorsi ha diffuso un questionario, a cui hanno risposto un centinaio di aziende faentine, per analizzare più nel dettaglio il quadro economico e le aspettative di lavoratori e imprenditori, coinvolgendo anche le associazioni di categoria. «Da sempre la questione del lavoro ci sta a cuore – spiega il presidente di Insieme per Cambiare, Paolo Cavina – e abbiamo deciso di seguire da vicino questo tema durante il lockdown. Ci siamo attivati anche con varie interpellanze in consiglio comunale chiedendo che venisse convocata commissione II su questo argomento e abbiamo interpellato tutto il sistema economico faentino confrontandoci con varie realtà, dalle più piccole alle più grandi».

Insieme per Cambiare ha proposto un questionario a cui hanno risposto un centinaio di aziende

Al questionario hanno risposto 93 aziende, anche se è rimasto escluso il settore agricolo «che per Faenza è di vitale importanza – precisa Cavina – In generale le aziende faentine hanno avuto tante persone rimaste a casa, e a Faenza nei prossimi mesi si profila una situazione ancora più pesante che metterà in difficoltà tante famiglie. Pur essendo il nostro territorio sopra la media a livello di benessere, basta poco per superare certe soglie se non si attivano misure efficaci. Ci vuole più ascolto delle associazioni di categoria e delle aziende per tradurre insieme delle risposte concrete. Questo lo si può fare solo se c’è voglia di farlo e di spendersi, soprattutto a livello politico».

Le associazioni di categoria giudicano positivi gli interventi della Regione

Il questionario ha dunque chiesto agli imprenditori a quanto ammonta il calo del fatturato (il 23% degli intervistati ha risposto di aver perso oltre il 70%), se sono state attivate le misure di sostegno previste nei decreti governativi (7 su 10 lo hanno fatto, che spaziano dalla cassa integrazione al bonus di 600 euro), e se ci si è sentiti supportati da Governo, Regione e Comune in questa fase. Praticamente unanime la sfiducia nei confronti dei prossimi mesi. «Mi ritrovo in gran parte nei numeri indicati dal report – afferma Alberto Mazzoni di Cofartigianato – sia per i numeri inerenti la perdita di fatturato sia per quelli relativi agli ammortizzatori sociali attivati. Non concordo invece sulla percezione che hanno avuto gli imprenditori sul ruolo della Regione: se a livello governativo c’è stata molta confusione, la nostra Regione ha fatto molto. Sicuramente uno dei problemi maggiori che si trovano ad affrontare le imprese è quello della burocrazia, che oltre ad allungare i tempi di risposta alla crisi genera ulteriori costi. Di una cosa sono certo: le aziende non potranno reggere ulteriori chiusure».

Sotto accusa la burocrazia e la richiesta di uniformità normativa

Sulla stessa linea Milena Barzaglia di Cna: «In questa crisi abbiamo attivato 180 pratiche di cassa integrazione e nella prima parte del lockdown i tempi di risposta alle agevolazioni erano abbastanza lunghi, fortunatamente successivamente si sono ridotti. Concordo con Mazzoni sul problema legato alla burocrazia: abbiamo avuto 120 decreti da analizzare in cento giorni, e il calo del fatturato ha colpito le diverse categorie in maniera non omogenea. Se non ci fosse stato l’intervento della Regione alcuni settori, come quelli relativi a parrucchieri, estetisti e stabilimenti balneari, sarebbero stati ancora più in difficoltà». «In futuro l’auspicio è quello di avere una maggiore uniformità normativa – aggiunge Chiara Venturi di Confesercenti – e in particolare siamo preoccupati per alcuni settori, come quello del turismo, praticamente azzerati dalle misure di contenimento della pandemia».

Insieme per Cambiare: ancora aperte varie possibilità per le elezioni di Faenza 2020

A margine dell’incontro, Paolo Cavina fa il punto sulla posizione di Insieme per Cambiare per le prossime elezioni amministrative, rimandando decisioni definitive nei prossimi giorni, lasciando aperte sia l’opzione di alleanza nella coalizione larga di centrosinistra di Massimo Isola, sia un percorso in autonomia con forze di centro. «Nel periodo pre-natalizio avevo dato la mia disponibilità a candidarmi a sindaco – conclude Cavina – e tutt’ora stiamo ragionando su questa opportunità, ma dipende anche da quello che succede attorno a noi. A ogni modo, presenteremo un progetto chiaro alla città, sia se faremo parte dell’amministrazione sia se saremo all’opposizione».

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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