Dalla Bolivia, il 1° novembre il Teatro de Los Andes apre la rassegna alla Casa del Teatro

Si alza il sipario sulla stagione 2019/20 della Casa del Teatro di Faenza, promossa dal Teatro Due Mondi. Due sono le rassegne specifiche che si alterneranno: una dedicata ai ragazzi e alle famiglie e una dedicata al pubblico adulto. La rassegna dedicata a quest’ultimo parte venerdì 1° novembre alle ore 21 (replica sabato 2, con lo stesso orario) con lo spettacolo Un buen morir del Teatro de los Andes. Questo gruppo che viene dalla Bolivia è stato più volte ospite a Faenza con i propri lavori che girano tutto il mondo portando al pubblico internazionale raffinati racconti che traggono ispirazione dal Sudamerica per poi diventare patrimonio di tutti. Un buen morir è la nuova produzione del Teatro de los Andes creata assieme al regista cilleno Elías Cohen (KiM Teatro Danzante) e allo scrittore e poeta boliviano Alex Aillón Valverde. Un’opera teatrale dal taglio intimo e poetico, a tratti quasi poliziesco.

In scena Un buen morir, ore 21

Ricco di testimonianze, Un Buen Morir si dedica all’umana esplorazione dell’amore, della morte, degli incontri e degli allontanamenti di una coppia di attori. È un montaggio frammentario che miscela linguaggi scenici differenti, dando vita a un universo particolarmente intimo in cui parole e immagini, a volte luminose, a volte oscure, navigano e naufragano nel corso della messa in scena.

La Casa del Teatro come luogo d’incontro

«Da poche settimane è terminato il Festival Europeo del teatro di strada Mauerspringer – spiegano i promotori della rassegna – Festival che per noi è stato un bellissimo appuntamento con la città e un intenso momento di incontro con i gruppi arrivati a Faenza da sei paesi europei. Ora siamo felici di ricominciare le attività invernali, dentro le mura della nostra Casa del Teatro, continuando a cercare il modo di abbattere i muri che dividono le persone».

«La Casa del Teatro continua a essere un luogo di avvicinamento all’arte per coloro che normalmente non la frequentano – prosegue la nota – la relazione con le tante Associazioni presenti in città che si occupano di attività in territori del sociale “vicini” al nostro agire ci offre la possibilità, in continuità col passato, di coinvolgere gruppi di cittadini che normalmente non vanno a teatro e non “consumano” cultura. Il calendario degli spettacoli proposti al pubblico è formato da lavori che intrecciano diverse discipline artistiche, dalla danza contemporanea alla narrazione con musica, dal teatro di figura al teatro d’attore; sono comunque tutte proposte che vedono il repertorio contemporaneo protagonista assoluto».

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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