Parco delle Ginestre: consiglio comunale unanime sul tavolo di lavoro per la valorizzazione

Un percorso partecipativo che porterà alla realizzazione di un “tavolo” di lavoro congiunto che coinvolga tutte le associazioni, i comitati, i cittadini interessati, a vario titolo, sia alla realizzazione sul fiume Lamone di un vero parco della città, che al ripristino, alla messa in sicurezza e alla fruibilità del “parco delle Ginestre”, tuttora pubblicizzato nei percorsi turistici della Regione, ma di fatto non praticabile. Il consiglio comunale di Faenza ha approvato all’unanimità il punto dell’ordine del giorno sul Parco delle ginestre proposto dal gruppo consiliare l’Altra Faenza e portato all’attenzione della cittadinanza da un comunicato di Legambiente che aderiva, come altri cittadini, all’iniziativa 300 alberi in più a Faenza, organizzata dall’associazione Fuori dal Coro, in collaborazione con il Servizio giardini del Comune di Faenza, il 19 novembre 2017. La gestione del Parco è finora stata carente e lo ha lasciato all’abbandono e al degrado, con l’aggiunta poi di un inutilizzato “percorso salute”.

Il parco delle Ginestre è stato ricavato da una ex cava

Il parco delle Ginestre si trova nei pressi di Oriolo dei fichi, un minuscolo borgo in cima a una collina che domina la pianura e sorge ai piedi di una torre di avvistamento, residuo di un antico fortilizio dei Manfredi, signori di Faenza fino a tutto il XV secolo. La torre è stata restaurata ed è aperta al pubblico nei fine settimana a cura di una locale associazione di produttori che propongono ai visitatori assaggi di vini, olio e altri prodotti locali. A poca distanza, tra i vigneti, si trova il parco pubblico “delle Ginestre”, ricavato da una ex cava rinaturalizzata. «Il luogo – aveva spiegato l’associazione ambientalista nel novembre scorso – induce alcune considerazioni sulle sue attuali condizioni ambientali, effetto degli interventi di bonifica della ex cava Salita, realizzati tramite un progetto che aveva l’obiettivo del recupero naturalistico dell’area. L’attuale parco, inaugurato nella primavera 2005, è invece il risultato di una serie di errori che contrastano con la finalità naturalistica del progetto. Il nome stesso del parco denota casualità – aggiungono -: le ginestre sono piante che nelle nostre zone crescono prevalentemente su terreni aridi e argillosi come i calanchi; qui invece il parco sorge su un terrazzamento di sabbie gialle che, prima della cava, era ricoperto da un bosco di querce e castagni. Il recupero naturalistico di una cava prevede il mantenimento di uno o più tratti di pareti scoperti dall’escavazione; un motivo è quello didattico, al fine di leggere la stratigrafia del suolo e quindi la storia geologica della zona».

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