Parco Bucci: due associazioni in gara. Il Comune ricorre all’Anac per possibili condizionamenti

Due associazioni in lizza per aggiudicarsi il bando di gestione del Parco Bucci e del Parco della Rocca di Faenza. A riferirlo è la stessa amministrazione comunale manfreda che precisa in una sua nota del 13 febbraio 2018 che «opererà, come sempre, per garantire la massima correttezza e trasparenza della procedure di aggiudicazione e affidamento del servizio, secondo le normative vigenti». La specifica arriva dopo che nei giorni scorsi diverse associazioni ambientaliste del territorio hanno evidenziato “pericoli di condizionamento” nella scelta e «paradossalmente – afferma il Comune – tali prese di posizione rischiano di trasformarsi esse stesse in pressioni indebite che sarebbe stato opportuno evitare». «Anche a seguito delle centinaia di email giunte sul tema – continua la nota dell’amministrazione comunale – tali dall’aver intasato alcune caselle istituzionali di posta elettronica, l’Amministrazione comunale rende noto di aver provveduto ad inviare una specifica comunicazione all’Anac (Autorità nazionale anticorruzione) evidenziando la situazione venutasi a creare e il rischio che questa possa condizionare la serenità con la quale la commissione aggiudicatrice dovrà valutare i progetti di gestione del parco Bucci e del parco della Rocca». Il nuovo bando di gara del Parco Bucci e Parco della Rocca – dopo che il primo bando aveva dato esito negativo per motivi formali dell’unico partecipante – era aperto a tutte le associazioni di volontariato e di promozione sociale delle provincie di Ravenna e Forlì-Cesena con esperienza nel campo di gestione dei parchi anche acquatici.

Parco Bucci Faenza: le precisazioni dell’amministrazione

Nel comunicato divulgato dall’amministrazione, si rigettano inoltre le critiche riguardanti il decesso di alcuni animali come il cigno bianco Ginevra («in linea generale – risponde l’amministrazione – possono essere ricondotti alla normale fisiologia della fauna e alle difficili condizioni estive, specie nei picchi di calore, che si verificavano nel parco prima del funzionamento a regime dei nuovi impianti») e della gestione complessiva del Parco Bucci («Un percorso totalmente trasparente che punta a coinvolgere nuove specifiche competenze tecnico-professionali e a rafforzare la divulgazione di una cultura ambientale consapevole, sotto la supervisione e il controllo attento da parte del Comune che manterrà in ogni caso la gestione diretta delle alberature»). Infine per quanto riguarda l’Oasi delle Cicogne, si precisa che è stato «il Comune di Faenza a rinunciare al titolo autorizzativo di istituzione Cras (centro recupero avifauna selvatica) all’inizio del 2017, stante l’analisi del reale funzionamento del Cras (come numero di recuperi di animali/anno) e la presenza di un altro centro Cras nel territorio di Ravenna, che non giustificavano più il mantenimento del centro e gli investimenti necessari. Si è invece ritenuto di riconvertire più efficacemente l’Oasi in centro didattico».

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