Ambiente: l’analisi e le proposte dei giovani dal report di Faenza Futuro

Come i giovani faentini vedono la propria città dal punto di vista ambientale? Come vivono questo ambito, come vorrebbero migliorasse, quali proposte si possono fare per promuovere un cambiamento positivo. Attraverso gli incontri promossi dall’associazione Faenza Futuro, 101 giovani – 55 ragazze e 46 ragazzi – con un’età media di 21 anni hanno analizzato la gestione dei rifiuti, il verde pubblico e la mobilità e riportiamo qui parte del report che è stato presentato il 1° settembre scorso con le loro analisi e proposte. Indicazioni utili per chiunque si candidi ad avere un ruolo nella prossima Amministrazione della città. 

Tratto dal report ‘Faenza nel futuro, la città secondo i giovani’ a cura di A. Fuschini, A. Piazza, M. Randi.

Per quanto riguarda il tema Ambiente, promosso il verde pubblico, mentre viene vista in maniera più critica invece l’offerta dei trasporti alternativi ai mezzi privati. Riforestazione del centro storico, una borraccia di cittadinanza, incentivare il bike sharing: sono queste alcune delle proposte dei giovani per migliorare la città su questo tema «che è stato quello nel quale i giovani hanno avuto più facilità di esprimersi», spiegano i curatori. Nel grafico sopra le citazioni – positive o negative – sui vari ambiti del tema Ambiente così da avere anche graficamente un’immagine di come i giovani giudichino questo aspetto a Faenza. 

Gestione dei rifiuti

raccolta differenziata porta a porta

Il tema dell’ambiente – senza dubbio quello nel quale i partecipanti si sono orientati con maggiore disinvoltura e che ha suscitato maggiore interesse – ha visto la gestione dei rifiuti quale ambito più citato, presentandosi con un punto di vista condiviso negativo: i comportamenti individuali dei cittadini faentini (tra gli altri la scarsa disponibilità a differenziare e la quantità di rifiuti abbandonati lungo le strade) si sommano nella percezione ad alcune carenze organizzative nel servizio (la raccolta porta a porta poco diffusa a livello cittadino, la frequenza del picking che rimarrebbe troppo bassa), con ulteriore riferimento a un retroterra educativo generalmente poco sensibile e poco informato rispetto alle tematiche della sostenibilità ambientale.

Tra gli aspetti che secondo i partecipanti migliorerebbero sensibilmente la situazione si colloca la proposta di mettere più cestini per la raccolta differenziata nei parchi, dove invece vi sono solamente cestini per l’indifferenziata, così come la necessità di istituire un’isola ecologia più prossima al centro per superare il problema degli angusti spazi sia in ambito domestico (che rendono difficoltoso il porta a porta), sia la più ridotta ampiezza delle strade. Come proposta si registra inoltre il bisogno di incentivare sistemi di vuoto a rendere della plastica e del vetro.

Dove invece è attivo il “porta a porta” gli intervistati si dicono molto soddisfatti: si sostiene infatti che tale modalità di articolazione del servizio abbia portato a una maggiore efficacia nell’azione di riduzione dei rifiuti (sia in quantità che in qualità, ovvero aumento della differenziazione) e a una maggiore responsabilizzazione individuale (si tratta di quelle spinte “gentili” che portano a un onere sopportabile dal cittadino). Il tema dei rifiuti risulta quindi essere centrale nella percezione dei giovani cittadini coinvolti, con un forte bisogno di incentivare comportamenti individuali più responsabili.

Trasporto pubblico

auto traffico

I dieci gruppi hanno invece giudicato negativamente la situazione del trasporto pubblico locale. Sono stati individuati vari punti che destano perplessità: da un lato l’offerta non è vista come una vera e propria alternativa all’automobile e dall’altra non si integra con forme di mobilità sostenibile / mobilità pubblica (parcheggi per bici, altri vettori, scarso servizio della stazione dei treni, etc.). Mentre il percorso era in corso di svolgimento veniva inaugurata la seconda linea del Green-Go Bus (dal centro storico alla Casa della Salute ubicata nel Centro Commerciale Filanda) e i partecipanti, pur giudicando positiva tale azione, sottolineavano come questo servizio (sia questa nuova linea che la preesistente) non fosse totalmente integrato con gli altri vettori già in essere.

Viene vista ancora come poco sviluppato il sostegno alla mobilità elettrica (stazioni di ricarica per auto elettriche / micromobilità elettrica) e più a livello complessivo su questo fronte si riscontra uno scarso grado di conoscenza. La città inoltre soffre, in alcuni punti, di problemi legati all’aumento del volume di traffico veicolare (il cavalca-ferrovia che congiunge piazzale Sercognani con la Strada Provinciale 302 e la Strada Provinciale 8; la circonvallazione a monte che soffre, nelle ore di punta, di ingorghi e blocchi nelle rotatorie). A questo si associa secondo alcuni una scarsa manutenzione stradale, specie dei marciapiedi e delle vie di campagna.

Mobilità ciclabile

bicicletta lavoro

Il gruppo ha condiviso ed evidenziato come elemento positivo “ciclabilità” di Faenza, premettendo una valutazione positiva verso l’uso delle due ruote come alternativa all’auto privata (coerentemente con l’orientamento ambientalista che contraddistingue il gruppo di persone coinvolte). In primo luogo è emersa come condivisa l’opinione che i faentini siano disposti a utilizzare la bicicletta per i propri spostamenti in città, secondariamente si è sottolineato come elemento positivo la capillarità della rete di ciclopedonali, sviluppate in alcuni casi anche verso le frazioni e il forese. Bisogna sottolineare che sia per l’età media piuttosto bassa, sia per le modalità di frequentazione degli spazi urbani dichiarata durante la discussione, il campione dei partecipanti è un importante fruitore delle piste ciclabili – quindi soggetto interessato e direttamente coinvolto.

Tuttavia alcuni elementi prospetterebbero un margine di miglioramento secondo gli intervistati: sarebbero infatti necessari interventi di raccordo fra le piste ciclabili spezzate (viene citato un possibile anello ciclopedonale continuo delle mura cittadine) ed alcuni interventi di potenziamento (attraversamenti da mettere in sicurezza – es. via Firenze e corso Matteotti; cordoli da realizzare per distinguere la pista ciclabile dalla carreggiata – es. via Fornarina; ecc.), oltre alla maggiore manutenzione del manto stradale. Globalmente dalla discussione emerge che più che una maggiore estensione della rete ciclabile sarebbero proprio gli interventi di ricucitura e di potenziamento quelli più urgenti per la prossima Amministrazione.

Ambiente: 12 proposte da parte dei giovani

  1. Riforestare parte del centro storico a partire dalle piazze e dai corsi cittadini;
  2. Stimolare le persone a pulire i luoghi pubblici dando loro buoni e prodotti in cambio della cessione gratuita di tempo ed attrezzature;
  3. Organizzare campagne di raccolta di rifiuti in collaborazione con le scuole e a cadenza regolare, con turnazione tra gli istituti scolastici, al fine di garantire un servizio non alternativo, ma complementare, rispetto ai servizi comunali;
  4. Installare più cestini per la raccolta differenziata nelle strade e nei parchi e più cassettine con sacchetti per i cani, per incentivare un maggiore decoro urbano;
  5. Impiantare macchine che convertano il rifiuto prodotto da materie plastiche in buoni o monete (come avviene in altri paesi) per incentivare il riciclo;
  6. Consentire ed aiutare la nascita di un zero waste supermarket, ovvero un supermercato per lo sfuso che non usi imballaggi primari e secondari non riciclabili e che garantisca un impatto tendenziale zero sull’ambiente:
  7. Dare maggiori informazioni (con un sito ad hoc o un database) facilmente consultabile dal cittadino sulla qualità dell’acqua e dell’aria a Faenza;
  8. Aumentare le fontane pubbliche per consentire il rifornimento di borracce;
  9. Incentrare le nuove linee di trasporto pubblico locale da e per la stazione ferroviaria (con servizi, ad esempio, h24 o subordinati agli orari e alle corse ferroviarie);
  10. Estendere le linee del Green Go Bus alle zone residenziali più distanti, ad esempio al Borgo Durbecco – via Fornarina;
  11. Aumentare la tratta dei mezzi di trasporto elettrici e gratuiti presenti in città ed installare motorini o monopattini elettrici pubblici;
  12. Portare in città servizi di car sharingo bike sharing.

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