Con.Ami: arriva la diffida di Malpezzi alla sindaca di Imola Manuela Sangiorgi

La sindaca di Imola, Manuela Sangiorgi, dopo la nomina del nuovo Cda del Con.Ami – in una seduta surreale tenutasi giovedì 17 gennaio 2019 con solo due sindaci presenti – riceve ora la diffida da parte degli altri sindaci dei Comuni facenti parte al consorzio. Ed è proprio il sindaco di Faenza, Giovanni Malpezzi, a guidare questa procedura contro provvedimenti considerati ‘illegittimi’ secondo la statuto del Con.Ami, ma che la sindaca ha ‘superato’ facendo riferimento a una norma del codice civile (riferita però alle Spa, non ai consorzi, ndr). Nel concreto, Malpezzi diffida la presidente dell’assemblea Con.Ami – la sindaca Sangiorgi – riguardo alle decisioni prese nel corso della seduta del 17 gennaio scorso, e diffida anche i neo designati al Cda – Stefania Forte alla presidenza e i consiglieri Sara Cirone,  Luciano Pirazzoli e Giulio Cristofori – ad accettare le nomine.

La sindaca di Imola non fa retromarcia e si difende sottolineando come il suo gesto necessario contro gli altri 22 sindaci soci del consorzio che per mesi «hanno fatto solo ostruzionismo». Nell’agosto 2018, con le dimissioni dell’ex sindaco di Imola, Stefano Manara, sono decaduti anche i tre componenti del Cda Con.Ami e sui nuovi nomi non si è mai trovata l’intesa. L’impasse, secondo Sangiorgi, dura da quell’agosto senza nessuna motivazione reale da parte degli altri sindaci (in maggioranza Pd, mentre Imola da giugno è amministrata dal Movimento 5 Stelle ndr) se non di natura politica. «Con l’elezione di giugno c’è voglia di cambiamento», afferma la Sangiorgi e suo dovere è garantire le attività del Con.Ami superando le vecchie logiche politiche.

Padovani (Lega): “Con.Ami, Malpezzi smetta di difendere il partito politico, e tuteli gli interessi dei cittadini”

Contraria alla decisione del sindaco Malpezzi, è la Lega Faenza. «L’unica cosa certa del caos nato attorno alla vicenda Con.Ami è che a rimetterci saranno solo ed esclusivamente i cittadini, per questo chiedo al sindaco di Faenza di smettere di fare barricate puramente politiche, e provi a mediare per il bene degli interessi dei faentini» con queste parole esordisce il capogruppo della Lega in consiglio comunale Gabriele Padovani. Che spiega: «Ogni anno a Faenza spettano circa 700mila di dividenti derivanti dagli utili del Con.Ami, ma tutto ciò potrebbe non avvenire per via di questa aspra discussione politica. Il nuovo CdA nominato dalla sindaca di Imola sarà tema di ricorso da parte del Partito Democratico, perciò se il CdA deliberasse il dividendo verso Faenza, questo potrebbe essere congelato o eliminato per via del ricorso. Non possiamo permetterci di perdere soldi utili per la comunità per discussioni meramente politiche»

Ma Padovani vuole anche sottolineare che “anche il gruppo Lega in Consiglio Comunale ha votato a favore del cambio di Statuto del Con.Ami, per una semplice motivazione, cioè che Faenza avrebbe avuto più voce in capitolo, e non avrebbe dovuto dipendere dalle esclusive decisioni di Imola.” Conclude Padovani: «Spero vivamente che Malpezzi capisca che questo braccio di ferro non porterà nulla di buono a Faenza, anzi rischia di impoverire le casse comunali. E’ stato eletto dai faentini per garantire i loro interessi, non è stato eletto per garantire gli interessi del partito. Se si prosegue così, gli unici a rimetterci, saranno solo ed esclusivamente i cittadini.”

Pd: “Il sindaco Malpezzi si è adoperato a tutela dei faentini e della democraticità”

«Come Partito Democratico faentino esprimiamo forte preoccupazione per i futuri investimenti sul territorio, primi fra tutti il sistema di potabilizzazione Castel Bolognese–Solarolo–Riolo Terme che vale 12 milioni di euro, insieme agli ulteriori interventi per l’adeguamento della rete fognaria, solo per fare alcuni esempi. Allo stesso tempo restiamo allibiti di fronte alle dichiarazioni della Lega faentina, nell’improbabile tentativo di dare un colpo al cerchio e uno alla botte per non compromettere da una parte l’asse con i 5 stelle a Imola e dall’altra di mostrare preoccupazione per gli interessi di Faenza. Se fosse realmente vero, ci attendiamo un chiaro e coerente sostegno all’azione dei 22 sindaci per ripristinare le condizioni di un corretto dialogo istituzionale all’interno dell’assemblea del Con.Ami, sulla base di uno Statuto modificato in ottemperanza al decreto “Madia” con il voto favorevole della Lega stessa.

«Il Con.ami – conclude la nota del Pd Faenza – è un consorzio di fondamentale importanza nella gestione delle reti e dei servizi di pubblica utilità, esempio concreto di come gli enti locali di un territorio molto vasto siano stati capaci di lavorare insieme superando le logiche di campanile nel nome dell’interesse comune dei cittadini e dei territori amministrati. L’auspicio è che il principale azionista, oggi rappresentato dalla sindaca 5 stelle, riacquisti il senso della realtà e del proprio ruolo istituzionale, abbandonando infantili pregiudizi politici. Il Con.ami non è una succursale della Casaleggio & Associati, ma patrimonio dei cittadini».

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