Con.Ami, la sindaca Sangiorgi elegge il suo Cda: ora è scontro aperto con i Comuni

Dalla situazione di stallo per la nomina del nuovo Cda allo scontro aperto: da una parte il Comune di Imola e dall’altra i 22 Comuni del Con.Ami (il consorzio che gestisce le reti dei servizi – gas e acqua – oltre alla discarica Tre Monti per 23 Comuni tra E-R e Toscana, ndr). Per superare l’impasse – appellandosi all’articolo 114 del Tuel (Testo unico per gli enti locali) – nella seduta straordinaria di giovedì 17 gennaio 2019 la sindaca di Imola Manuela Sangiorgi e presidente dell’assemblea del consorzio formata da 23 Comuni del territorio, ha votato in completa autonomia e con il suo solo voto favorevole, il nuovo presidente Con.Ami e tre membri del Cda: Stefania Forte alla presidenza, e i consiglieri Sara Cirone – in rappresentanza dell’area faentina -, l’imprenditore Luciano Pirazzoli e l’avvocato Giulio Cristofori.

Manca il numero legale, ma la sindaca Sangiorgi si appella a un articolo del codice civile

La seduta, come mostra il video, si svolge in meno di dieci minuti, fra consiglieri increduli (il sindaco di Castel del Rio, Alberto Baldazzi, di Castel San Pietro, Fausto Tinti e di Sant’Agato sul Santerno, Enea Emiliani – in diretta telefonica) che si sono appellati alla mancanza del numero legale per la votazione vista l’assenza del numero legale. Infatti, il comma dell’art. 26 dello statuto Con.Ami, dichiara che nonostante il capitale finanziario del consorzio sia posseduto dal Comune di Imola per il 65%, le votazioni, per risultare valide, devono svolgersi in un’assemblea che contempli almeno il 70% delle quote di partecipazione e la metà dei Comuni presenti.

Assemblea Con.Ami: il video di Tutto Imola

Ecco quanto dichiara lo statuto Con.Ami: «L’elezione del presidente avviene a scrutinio palese, sulla base di una proposta sottoscritta da almeno un quinto degli enti consorziati, con il voto favorevole di tanti soci che rappresentino almeno il 70% delle quote di partecipazione e almeno la metà degli enti consorziati, nonché con il voto favorevole dei Comuni consorziati che hanno in essere contratti di servizio con società partecipate da Con.Ami e nelle quali non sono direttamente soci».

Giovanni Malpezzi: “Oggi è scoppiata una guerra tra i 22 Comuni del consorzio e il Comune di Imola”

La Sangiorgi ha così forzato la mano, e con “parere acquisito” si appella all’art. 2369 del codice civile – che però regola espressamente le sedute per Spa e non società consortile come Con.Ami. Dopo l’interrogazione presentata in Regione Emilia-Romagna dai consiglieri regionali Pd, arriva in serata la replica del sindaco di Faenza, Giovanni Malpezzi, che, in risposta a un’interpellanza del Pd nel consiglio comunale di ieri sera (ndr 17 gennaio 2019), afferma con dure parole: «Oggi è scoppiata una guerra fra i 22 comuni del consorzio Con.Ami e il Comune di Imola». Uno scontro aperto su un consorzio dal notevole peso economico e che vale 300 milioni di euro di patrimonio e che realizza un utile pari a quasi 10 milioni di euro all’anno.

Con.Ami: come si è arrivati allo scontro

Il sindaco Malpezzi nel suo intervento elenca i passaggi dell’accaduto: «Il 15 gennaio la sindaca Sangiorgi ha convocato in via d’urgenza l’assemblea consortile con ordine del giorno la votazione per il rinnovo delle cariche e omettendo la richiesta di inserimento di una mozione di sfiducia nei suoi confronti. L’assemblea, convocata quindi con sole 24 ore di preavviso, è avvenuta il 16 gennaio, con la presenza di quindici sindaci. In questa seduta la sindaca non si è presentata senza avvisare nessuno e senza dare giustificazione: un modo disdicevole e non accettabile nelle relazioni istituzionale. Il 17 gennaio vi è la seconda convocazione, non ha senso se non è previsto un quorum deliberativo più basso. Il tempo della mediazione politica è finito – conclude Malpezzi – domani parleranno gli avvocati».

Francesco Ghini

Foto di copertina tratta dal video di “Tutto Imola”

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