Le “Prospettive” di Angelo Spagnolo: eleganza e purezza delle forme

«Il futuro? Lo stavo vivendo già negli anni ’60 e ’70, c’era grande fermento e ricordo con grande piacere quegli anni: io e diversi colleghi abbiamo capito che c’era bisogno di sperimentare e farlo in un contesto aziendale per me è sempre stato più appagante rispetto a farlo in maniera solitaria, rinchiuso in un laboratorio distante dalle altre persone». Un artista che ha sempre saputo indicare nuovi orizzonti, Angelo Spagnolo, capace di interpretare il futuro nell’arte non come qualcosa di distante ma come qualcosa che è già adesso presente e che l’artista deve saper cogliere. Durante Argillà Italia, la mostra mercato internazionale della ceramica in corso a Faenza dal 31 agosto al 2 settembre 2018 sarà possibile ammirare al Ridotto del teatro Masini l’esposizione “Prospettive, excursus tra le forme dell’utile”, il percorso artistico portato avanti in oltre cinquant’anni di attività da Angelo Spagnolo. Dalle prime opere degli anni ’60 fino a quelle che lo hanno portato a ottenere numerosi riconoscimenti internazionali. Nonostante una carriera già ricca di tante soddisfazioni, un artista deve essere sempre pronto a indicare le strade da percorrere e negli ultimi mesi ha iniziato un percorso di ricerca con Botteganove: alcuni dei pezzi esposti ad Argillà sono freschi di realizzazione, come i mosaici in grès porcellanato che già sono pronti a decorare sale e arredi in tutta Europa.

Tra arte, ceramica e design, la mostra Prospettive ad Argillà

Un’esposizione a cura di Elena Agosti al tempo stesso compiuta e piena di sviluppi, quella di Prospettive. Angelo Spagnolo, classe 1944 di Marostica, frequenta e si diploma all’istituto statale d’arte di Nove sotto la direzione di Andrea Parini, proseguendo poi con il magistero a Venezia. Ancora studente collabora con la ditta Sica di Nove, di cui, nel 1968, gli viene affidato il ruolo di coordinatore artistico e consulente tecnico. Inizia così per Angelo Spagnolo un percorso originale capace di coniugare la ricerca artistica all’interno di un contesto aziendale, a stretto contatto con team di collaboratori. «Prospettive è un excursus storico della mia carriera professionale – spiega l’artista – da quando ero studente e andavo in fabbrica a esercitarmi a 17 anni fino ad oggi».

La mostra offre un viaggio nell’innovazione stilista del distretto ceramico di Nove e, nei lavori di Angelo Spagnolo, ogni oggetto nasce da un’idea e si sviluppa a partire da un disegno e la successiva modellazione dell’argilla in un’ottica di ottenerne l’essenza. Uno stile riconoscibile per la purezza delle forme e l’equilibrio delle proporzioni. In mostra troviamo anche i primissimi oggetti realizzati progettati per la Sica (poi Sicart, ndr) all’inizio degli anni Sessanta. Le qualità di Angelo Spagnolo emergono fin da subito in quel contesto, sia dal lato artistico sia tecnico, sapientemente tenute insieme in una prospettiva quasi rinascimentale. Come in una bottega dell’Italia del ‘400, Angelo è riuscito a crearsi una squadra fatta di collaboratori e colleghi di cui potersi fidare per gettare nuove basi all’arte e al design dell’azienda. «In quel tempo non era scontato ragionare in questo modo – spiega Spagnolo – la mia attività non si fermava solo all’ideazione, ma seguivo tutto il processo con i miei collaboratori. Ho sempre sentito il bisogno di avere delle maestranze attorno e la cosa che più mi dava soddisfazione in quello che facevo era che attraverso le mie idee davo possibilità di lavoro ai miei collaboratori». E così, anche grazie alla spinta creativa di Spagnolo e al titolare dell’azienda particolarmente illuminato, la fabbrica aveva modo di andare verso la creazione di oggetti più ricercati: da centrotavola a tazze passando per pannelli e oggetti di arredo, un nuovo modo di concepire il design era sbarcato a Nove.

Una ricerca artistica portata avanti di squadra

La realizzazione compiuta della figura dell’artigiano. Entrare nella fabbrica e vedere i carrelli pieni di oggetti ideati, perfezionati e realizzati dopo tanto lavoro appagava Angelo Spagnolo più di qualunque altra cosa. «Forse questa cosa mi ha penalizzato un po’ dal punto di vista puramente creativo e artistico, ma ognuno ha il proprio carattere…». Nell’ambito della ceramica di Nove, i pezzi realizzati da Spagnolo non vengono compresi subito – come fossero ‘troppo avanti’ rispetto agli orizzonti d’attesa del pubblico – ma vennero poi riscoperti riscuotendo un grande successo, arrivando nelle più importanti fiere internazionali di settore. Su richiesta del direttore del museo del design di Monaco di Baviera, Spagnolo nel 1989 ha concesso alcuni pezzi all’istituto.

Nuove forme e tecnica: il Progetto 22 per il Premio Faenza

Progetto 22, 1976, premiato al 34° Premio Faenza.

Faenza è legata ad Angelo Spagnolo anche per un pezzo a cui lui tiene particolarmente, capace di raccontare molto dell’artista. Si tratta del “Progetto 22”, un centrotavola del 1976 in terraglia smaltata premiato nella sezione design al 34° Concorso del Premio Faenza. «Per me è importante sia per la novità della forma – spiega l’artista – sia per quanto riguarda la parte tecnica. Fino allora questi pezzi si foggiavano con una certa tecnica e non c’era possibilità di ottenere un piano negativo e uno positivo di questo tipo. Mi sono inventato una tecnica particolare tramite pressione e la stessa giuria era davvero incuriosita per questa novità».

“Quando vidi per la prima volta i colori del Giorgione rimasi folgorato”

Quasi tutti pezzi unici le opere esposte in Prospettive. A guidare la ricerca artistica sono in particolare i “colori tonali” e i contrasti tra superfici lisce e ruvide. «A 15 anni – racconta Spagnolo – da Marostica andavo in bicicletta fino a Castelfranco Veneto, saranno circa venti chilometri, il tutto per vedere una pala di Giorgione che purtroppo nei manuali scolastici riuscivo a vedere solo in bianco e nero. Ero davvero curioso di vedere finalmente quei colori e sono entrati davvero nella mia anima. Ancora nelle mie ultime opere i toni di colore sono sempre presenti». Vede ancora il futuro, Angelo Spagnolo. In particolare la sua ricerca si sta focalizzando sul mosaico da rivestimento che ha già avuto numerose richieste in Europa. Come antiche pale rinascimentali, i nuovi pannelli realizzati da Spagnolo dai toni di colori affascinanti  hanno una forza visiva capace di trasportare in un futuro che forse era già qui, ma solo agli artisti è concesso vederlo.

a cura di Samuele Marchi

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