Lavoro: l’analisi e le proposte dei giovani dal report di Faenza Futuro

Come i giovani faentini vedono la propria città dal punto di vista del lavoro? Come vivono questo ambito, come vorrebbero migliorasse, quali proposte si possono fare per promuovere un cambiamento positivo. Attraverso gli incontri promossi dall’associazione Faenza Futuro, 101 giovani – 55 ragazze e 46 ragazzi – con un’età media di 21 anni hanno analizzato le opportunità lavorative, il settore produttivo e il raccordo tra domanda e offerta; e riportiamo qui parte del report che è stato presentato il 1° settembre scorso con le loro analisi e proposte. Indicazioni utili per chiunque si candidi ad avere un ruolo nella prossima Amministrazione della città.

Tratto dal report “Faenza nel futuro, la città secondo i giovani” a cura di A. Fuschini, A. Piazza e M. Randi.

Sul tema Lavoro, c’è un discreto ottimismo sulle possibilità lavorative offerte dalla città, mentre l’alternanza scuola-lavoro viene vista con luci e ombre a seconda della realtà in cui si viene inseriti. Una delle proposte principali dei giovani è quella della promozione di un workshop, da parte dell’Amministrazione, che possa mettere i giovanissimi, anche studenti delle superiori, a contatto con società e imprese virtuose del territorio.

Offerta Lavorativa

lavoro personal branding

Come premessa si deve constatare che un discreto ottimismo anima il campione dei partecipanti al percorso di approfondimento con riferimento all’offerta che il territorio propone circa le (future) opportunità di lavoro. Nel complesso si tende perciò ad affermare che a Faenza e nel territorio vicino chi è intenzionato a lavorare può farlo, in un contesto generale di buona tutela dei diritti dei lavoratori. Al tempo stesso sono evidenziate delle criticità per quanto riguarda l’esperienza più diretta avuta dai giovani: per chi cerca lavori part time o stagionali durante il periodo estivo si ritiene che le proposte spesso avvengano perlopiù con contratti precari, sottopagati o, addirittura, senza alcun riferimento alle norme di legge e contrattuali vigenti. In secondo luogo, i partecipanti ritengono che la città richieda figure specializzate (quali ingegneri, laureati in informatica o in discipline scientifiche, lavoratori con pregressa esperienza professionale in settori qualificati) o di formazione tecnica (si cita la grande “occupabilità” dei diplomati dell’istituto tecnico), mentre minore è la disponibilità di posti di lavoro per diplomati nel terziario (commercio e servizi), dove invece vengono richiesti maggiormente i laureati anche per mansioni non propriamente di concetto. E’ stato infatti sottolineato da alcuni che il territorio faentino offre minori opportunità per i laureati in materie umanistiche e giuridiche.

Formazione

Romagnatech

Il primo elemento emerso – data l’alta percentuale di under 21 presenti nel campione – sul tema della formazione è il sistema dell’alternanza scuola lavoro, sul quale le opinioni si dividono: da un lato, alcuni hanno riconosciuto in esso la prima possibilità di entrare in contatto con aziende del territorio e farsi quindi conoscere, in questo senso i percorsi di alternanza sono utili per l’ingresso nel mondo del lavoro; dall’altro invece vi è chi boccia l’esperienza formativa dell’alternanza perché o non ha aggiunto nulla alle competenze o alle abilità dello studente impegnato (essendo stato assegnato a posizioni o contesti lavorativi poco qualificanti), dall’altra perché l’attività di tutoraggio sul lavoro non è stata svolta in maniera proficua. Si caratterizza come problematica anche la percezione sulle possibilità di formazione a conclusione del ciclo scolastico delle superiori: pur essendo presenti in Emilia-Romagna non pochi percorsi d’istruzione post diploma quali Ifts o Its, il campione aveva poche informazioni su queste opportunità. L’offerta viene giudicata non sufficiente in termini quantitativi e non commisurata alla domanda. Mancavano inoltre delucidazioni sui costi a carico del partecipante e sugli incentivi concessi alle aziende per far eventualmente proseguire la formazione del dipendente neoassunto. Viene invece giudicato positivo per gli stessi intervistati la presenza di due incubatori di startupcome il Contamination Lab organizzato dalla Fondazione Banca del Monte e Cassa di Risparmio Faenza presso Faventia Sales, l’incubatore Torricelli preso l’hub di Romagna Tech e alcune iniziative promosse dalle associazioni di categoria territoriali.

Tessuto produttivo

robot automazione lavoro

Il gruppo d’indagine ha considerato in maniera più chiaramente positiva il tessuto produttivo locale, dove spiccano realtà medio-grandi in simbiosi con l’economia della regione: nel dettaglio Faenza, secondo i partecipanti, si caratterizza per società vocate all’export attive in settori quali la meccanica, la meccatronica, i materiali ceramici e l’agroindustria (vengono spesso citate le imprese di maggiori dimensioni attive in città). Si ha quindi una visione della realtà produttiva come solida, con particolare riferimento al settore industriale. Tuttavia, sempre a detta del gruppo, alcuni ambiti potrebbero essere migliorati. Tra questi troviamo la sostanziale crisi delle attività non specializzate (commercio al dettaglio tra i primis, a partire dalle attività del centro storico; ma anche il mondo della coltivazione diretta e di alcune tradizionali attività di ristorazione) e la carenza di opportunità di lavoro in imprese innovatrici orientate verso settori emergenti, che si ritengono non sufficientemente presidiati (informatica, meccatronica).

Lavoro: 9 proposte da parte dei giovani

  1. Organizzare dei workshopper avvicinare i giovani ai lavori emergenti, in collaborazione con i centri di ricerca e le imprese del territorio;
  2. Promuovere incontri volti a migliorare la capacità del singolo di posizionarsi nel mondo del lavoro e per conoscere le possibilità lavorative del territorio e dei territori limitrofi;
  3. Promuovere corsi per la gestione del risparmio e delle liquidità;
  4. Ampliare le varietà di corsi universitari in città;
  5. Valorizzare corsi di alta formazione post diploma (IFTS ed ITS) diffondendone maggiormente informazioni circa la loro esistenza; promuovere l’istituzione di un ITS a Faenza;
  6. Incentivare i corsi che mettano in comunicazione con il crescente distretto delle lavorazioni del carbonio;
  7. Migliorare i collegamenti infrastrutturali e di trasporto pubblico con i paesi vicini per incentivare il turismo;
  8. Instaurare un dialogo con le città vicine (si pensi ai Comuni dell’Unione) o lontane (come le città gemellate), promuovendo Faenza anche per le attività all’aperto che può offrire (quali mountain bike, trekking, trial, equitazione), al fine di creare una sinergia vera di territorio;
  9. Creare una piattaforma per freelancerin modo che chiunque, in base alle proprie capacità, possa fare piccole mansioni, con maggiore trasparenza.

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

Rispondi

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.