Italcanditi e Investindustrial: chi c’è dietro la chiusura di Ortofrutticola del Mugello

Continua il presidio dei lavoratori e delle lavoratrici di Ortofrutticola del Mugello, storica azienda marradese di cui è stata annunciata la chiusura il 26 dicembre scorso. Buonsenso Faenza ha riassunto cosa è successo finora e oggi traccia il profilo delle imprese coinvolte.

Italcanditi, l’azienda bergamasca a capo di Ortofrutticola del Mugello

Italcanditi di Pedrengo, specializzata nella produzione di semilavorati per l’industria alimentare, è l’azienda proprietaria di Ortofrutticola del Mugello. Nata nel 1963 da Angelo Goffi, ha alle spalle una solida crescita data dalle scelte lungimiranti nell’ambito della ricerca e dello sviluppo. Già nel 2016 la famiglia Goffi si era mossa per trovare una società interessata alle sue quote, trovandola solo all’inizio del 2019 con l’entrata di Investindustrial, a cui ha ceduto il 70% del capitale. L’obiettivo imprenditoriale era definito nelle parole dell’amministratore delegato Maurizio Goffi – ruolo che ricopre tuttora – ossia di «acquisire altre società che ci consentano di crescere in termini di giro d’affari per poi entrare in Borsa».

Da quel momento l’azienda ha iniziato una strategia di espansione su nicchie di mercato per la produzione di ingredienti base per l’industria alimentare: a settembre 2019 ottiene le quote di maggioranza di Prodotti Rubicone (preparati per la gelateria), con sede a Bertinoro; l’anno dopo è la volta di Ortofrutticola del Mugello, grazie al quale aumenterà la produzione di marron glacés, che all’epoca rappresentava il 50% della produzione europea; nel novembre dello stesso anno compra Comprital Group, iniziando a operare anche nel settore della gelateria.

Investindustrial, il fondo di investimento da 11 miliardi di euro

Investindustrial è un fondo di investimenti “private equity”: per private equity si intende il coinvolgimento di un investitore in un progetto imprenditoriale non ancora quotato in borsa, non solo con il proprio capitale, ma anche nelle scelte strategiche della società acquisita o partecipata.

Il suo fondatore, Andrea Bonomi, classe 1965, è nipote d’arte: sua nonna Anna Bonomi Bolchini, conosciuta come “la signora della finanza” fu insignita dell’onorificenza come Cavaliere del lavoro nel 1968 per il suo impegno in campo industriale. Dopo gli studi e un inizio di carriera a New York, dove è nato, è tornato in Italia negli anni Novanta: qui ha raccattato ciò che era rimasto dell’azienda di famiglia – la BI.Invest, la cui storia meriterebbe un articolo a parte, e forse anche un film – per fondare Investindustrial. Il fondo, che comprende investitori provenienti da tutto il mondo ma i cui soci sono prevalentemente italiani, ha un portfolio che va dall’industria alimentare alle cliniche per la fertilità, passando per il settore automotive.

Con il suo fondo e le varie società di investimento che fanno capo a lui, Bonomi è come il prezzemolo: l’ultima azione, dicembre 2021, è l’ascesa a Wall Street della famosa azienda di moda Ermenegildo Zegna; nel 2015 ha riportato in Italia le scarpe di Sergio Rossi, per poi vendere l’azienda originaria di San Mauro Pascoli a giugno dello scorso anno alla cinese Fosun; Investindustrial controlla il marchio Jacuzzi (le vasche da bagno) e il nome è associato anche a La Doria, Chicco, Ducati, Gardaland e Gruppo Illy. Nel 2020 ha gestito 11 miliardi di euro, posizionandosi come leader europeo nel settore degli investimenti finanziari, con 150 dipendenti in tutto il mondo.

L'entrata in borsa di Zegna con la SPAC formata con Investindustrial Acquisition Corp. Bonomi è l'uomo alla destra della donna.
L’entrata in borsa di Zegna con la SPAC formata con Investindustrial Acquisition Corp. Bonomi è l’uomo alla destra della donna.

L’interesse di Investindustrial per il comparto alimentare non è una novità, ma frutto della tendenza del mercato: il Made in Italy è un brand che si fonda sulla cultura della moda e culinaria del nostro Paese, caratterizzato da solide imprese che rappresentano, quindi, un’opportunità di guadagno per investitori internazionali. Proprio come nel caso di Ortofrutta del Mugello.

Maria Rivola

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