Istituto Oriani: stop ai cellulari (anche durante l’intervallo)

Cellulare ‘in cassaforte’ durante le ore scolastiche. A più di un mese dalla ripresa delle attività didattiche dopo la pausa estiva, all’Istituto Oriani di Faenza, con il suono della campanella, l’inizio delle lezioni coincide quotidianamente con il deposito di smartphone e altri device in apposite custodie non solo durante le ore di lezione ma anche nel corso degli intervalli, come pure nei laboratori e in palestra, in reciproca e responsabile sorveglianza, per i tratti di tempo e spazio di competenza, da parte di docenti e degli stessi alunni. Non appena in classe, sin dal primo giorno di lezione sono state impartite precise istruzioni da parte degli insegnanti, aggiornando sulle nuove misure condivise con il collegio dei docenti e confermate dal Consiglio di Istituto. Sono queste le nuove direzioni del Tecnico faentino, aggiornate anche sul regolamento di istituto: il dirigente scolastico, Fabio Gramellini, ha infatti condiviso con la platea dei docenti una scelta fondamentale per il benessere e la salute degli studenti, che rientra a pieno titolo nel regolamento della scuola nel contesto dell’autonomia didattica.

All’inizio delle lezioni gli studenti depositano il cellulare nelle custodie

Se anni addietro l’interdizione ha avuto una sospensiva solo in alcuni momenti dell’orario scolastico (come gli intervalli), dal nuovo anno 2019-20 il cellulare sarà possibile solo ed esclusivamente per motivi didattici, su permesso dell’insegnante. Quindi, nessuno spazio al caso, nessun margine di tolleranza ai trasgressori se non alla didattica, che deve certo andare di pari passo con azioni costruttive incisive e sostenitrici delle politiche finalizzate a preservare gli studenti, in piena età evolutiva, da abitudini che permettono l’instaurarsi di relazioni problematiche con la tecnologia. «Una scelta di campo – affermano dall’istituto – tesa a potenziare comportamenti positivi sia nell’interazione fra pari che con gli adulti, nella linea della legalità, nella partecipazione attiva alla progettualità educativa, nella gestione di situazioni conflittuali e nella comunicazione chiara ed efficace. Ma anche a smantellare certi comportamenti negativi, tendenti a leggere proprio nella tecnologia una possibilità per vivere e dominare la realtà, quasi con un’illusione di potere tra le mani, che può essere spinto fino alla sensazione estrema di onnipotenza».

Smartphone e giovani: viene controllato 70 volte al giorno

Ben oltre il 50% dei ragazzi tra i 15 e i 20 anni manifesta importanti problematicità nel ritagliarsi una pausa nella esposizione alle nuove tecnologie, fino al punto da arrivare a controllare in media lo smartphone più di 70 volte al giorno. Con picchi sempre più crescenti, fino a 110 volte al giorno. In sintesi sono questi alcuni tra i dati allarmanti emersi da alcuni sondaggi online condotti dall’associazione Di.Te. (Associazione Nazionale Dipendenze Tecnologiche, Gap e Cyberbullism) su un campione di 500 persone di età compresa tra i 15 e i 50 anni. E sono questi i dati che, a partire dal nuovo anno scolastico, hanno condotto l’Istituto Tecnico Oriani a riflettere su opportune scelte in campo educativo e didattico.

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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