Dagli all’untore 2.0: quando notizie parziali e nomi sbagliati appaiono sui social faentini

Faenza per qualche ora è tornata indietro nel tempo. Vengono in mente gli anni bui del Seicento e la peste descritta da Manzoni quando Renzo, a Milano per cercare Lucia, si avvicina per strada a una vecchia in preda al terrore del contagio per chiedere informazioni sulla via del Lazzaretto. Viene però scambiato per un untore e la vecchia comincia a gridare richiamando una folla inferocita. Cambiano i media, ma il risultato di queste grida appare efficace come e più di allora: adunare la folla attorno contro un presunto nemico, ieri gli untori, oggi un istituto scolastico e i suoi insegnanti. Martedì 25 settembre 2018 una pagina fb locale alle 9.46 del mattino ha infatti diffuso la notizia di “un controverso episodio” avvenuto in una scuola elementare faentina: un bambino di terza elementare sarebbe tornato a casa da scuola “picchiato da un bambino straniero” con “il labbro tumefatto e un dente in meno, senza alcuna segnalazione da parte dei docenti” alla famiglia. Per testimoniare l’episodio viene pubblicata la foto del labbro del bambino, sicuramente molto d’impatto, capace di suscitare le reazioni forti degli utenti.

A Faenza nuovo episodio di cattiva informazione sui social

Ecco arrivare “il grido” della vecchia manzoniana: senza chiarire nei dettagli l’episodio e senza avere alcun tipo di riscontro da parte della scuola, la pagina fb scrive già un proprio giudizio netto, capace di indirizzare i commenti dei lettori: «un bimbo senza più un dente e con un labbro gonfiato come un pallone, avrebbe sicuramente meritato ben altra attenzione da parte della dirigenza della scuola elementare faentina». La scuola ‘incriminata’ viene indicata in maniera indiretta in un secondo post (poi rettificato) in cui viene riportato un comunicato stampa della Lega faentina. Nel testo venivano infatti indicate le le iniziali del nome della dirigente scolastica, ed era facile così risalire a Paola Fiorentini, dirigente dell’istituto Matteucci. Nome in realtà sbagliato – l’episodio non è avvenuto in quella scuola, come verrà confermato in seguito – e frutto di un errore da parte del comunicato leghista. Ma l’urlo ormai è esploso, e la folla si accalca.

Centinaia di commenti su una notizia parziale e non accertata con la giusta serietà

Nel giro di poche ore non mancano di arrivare i commenti degli utenti, a reclamare giustizia con formule più o meno censurabili: viene condannato l’operato dell’istituto, la dirigente e gli insegnanti sulla base di una verità per nulla accertata e che meriterebbe ben altra serietà nel rispetto di tutti: diretti interessati e anche lettori. “Scuola di merda, vergogna”, “Sempre stranieri, iniziano da piccoli”, “E’ gravissimo, non mi capacito di questa cosa”, “Denunciare il fatto!”. Ed è la stessa dirigente dell’istituto incriminato ingiustamente, Paola Fiorentini, a dover intervenire nell’arena virtuale, scrivendo, tra un insulto e l’altro «La dirigente, di cui le iniziali, e tutto il personale della scuola denunciano l’articolo in quanto non è mai stato riferito alla scuola, non c’è stato NESSUN contatto con la famiglia, né alcuna denuncia di infortunio. Seguirà querela all’autorità giudiziaria».

La Lega si scusa per l’episodio

Dal reale al virtuale: sugli stessi post arrivano, oltre alle risposte della dirigente accusata, anche i commenti di quella che dice essere la mamma che ha scattato la foto, del consigliere della Lega Gabriele Padovani e dello stesso gestore della pagina che dà degli ‘imbecillotti’ agli utenti che hanno osato mettere in dubbio la totale veridicità della notizia. La folla curiosa e inferocita si accalca attorno a quello che sta succedendo

«Faccio un grande e personale mea culpa per quanto accaduto ieri (martedì, ndr) sulla questione del bambino mandato a casa con un dente rotto dopo un diverbio a scuola – ha commentato Gabriele Padovani, capogruppo della Lega nel consiglio comunale faentino – la nostra operazione d’indagine ha toppato e abbiamo accusato un istituto e una dirigente innocente. Tutte le mie più sentite scuse, ma il problema all’interno di alcune scuole rimane attuale». «Gli esponenti leghisti, sempre spavaldi, stavolta sono pronti a una repentina quanto clamorosa retromarcia – commenta Maurizio Randi, segretario del Partito Democratico di Faenza – per ottenere il ritiro della querela presentata nei loro confronti e nei confronti della pagina facebook di pseudo-informazione locale che per prima ha diffuso la non-notizia. Il tutto potrebbe concludersi con una risata e uno sberleffo. Se, quanto accaduto, non fosse a nostro avviso molto grave e indice di un modo irresponsabile di fare politica». Nel frattempo, la folla pian piano si è dissipata e nei prossimi giorni la verità – nella sua interezza – sarà sviscerata nelle sedi opportune. Ma quando resteranno solo i fatti, interesserà più a qualcuno?

Samuele Marchi e Francesco Ghini

Un pensiero riguardo “Dagli all’untore 2.0: quando notizie parziali e nomi sbagliati appaiono sui social faentini

  • 5 ottobre 2018 in 13:44
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    Ciao Samu, ciao Francesco,non so quanti saremo, ma a me interesseranno sempre i fatti per potere decidere e SCEGLIERE con la mia testa, quindi grazie per cercare di riportare sempre i fatti separati dalle opinioni. maurizio

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