Giorno della Memoria 2018: le iniziative faentine

Testimonianze storiche, proiezioni di film, arte e cultura: per tutto il mese di gennaio le nuove generazioni si metteranno a confronto con il passato nel corso degli eventi del Giorno della Memoria 2018, iniziative in cui gli studenti non saranno semplici spettatori ma veri e propri protagonisti con il compito di tramandare a tutta la cittadinanza il senso di quello che è stato. Dalla scuola primaria agli istituti superiori – attraverso viaggi d’istruzione, ricerca storica e rielaborazione artistica – i giovani del territorio sono invitati a riflettere e far riflettere sulla Shoah, a ricordo di tutte le vittime della tragedia nazista. Dopo la posa della pietra d’inciampo dedicata ad Amalia Fleischer, gli eventi dedicati al Giorno della Memoria proseguono per tutto il mese di gennaio alternando incontri rivolti alle scuole ad altri aperti a tutta la città.

Protagonisti di questi appuntamenti i giovani delle scuole faentine: non solo semplici spettatori, ma veri e propri protagonisti che si sono messi in gioco viaggiando, raccogliendo esperienze visitando i “luoghi della memoria”, i campi di sterminio. Al ritorno hanno dialogando con i loro coetanei su quale significato abbiano per loro nomi come “Auschwitz”, “Mauthausen”. Per consultare tutti gli appuntamenti del Giorno della Memoria si rimanda al sito del Comune di Faenza.

Giorno della Memoria Faenza: tante iniziative dedicate alle donne

Al centro degli eventi di quest’anno ci sono le donne: dalla già citata Amalia Fleischer alla figlia di Pietro Nenni passando per quattro poetesse capaci di raccontare con la forza della scrittura la tragedia della Shoah. Tra gli eventi aperti alla cittadinanza, si segnala sabato 20 gennaio alle ore 10 l’inaugurazione al salone delle Bandiere della Residenza municipale della mostra “Auschwitz dalla memoria alla materia”, a cura di sei studenti delle classi 5AA e 5BA del liceo Torricelli-Ballardini e della professoressa Elena Romito. Lunedì 22 gennaio alle 18 al Ridotto del teatro Masini si terrà l’incontro “Donne nel cuore del Novecento” a cura di Piero Stefani, ebraista e biblista, con letture e musiche. La scrittura poetica sarà al centro dell’evento di giovedì 25 gennaio (ore 20.30) alla Biblioteca comunale Manfrediana “Donne e Shoah”, storie di quattro poetesse a cura dell’associazione culturale Augusto Bertoni. Tra i relatori: Chiara Cenni, Alberto Fuschini, Nicola Oriani e Mattia Randi, letture a cura dell’associazione Acsè. Sempre in Biblioteca comunale si terrà lunedì 29 gennaio la presentazione del libro di Antonio Tedesco Vivà. La figlia di Pietro Nenni dalla Resistenza ad Auschwitz” con intervista all’autore a cura della 3B liceo Classico.

Shoah: il ricordo del 27 gennaio 1945

Il termine “olocausto” è stato utilizzato per la prima volta da Elie Wiesel, sopravvissuto ad Auschwitz nonché premio Nobel per la letteratura, in riferimento ai crimini e allo sterminio di massa perpetrati dai nazi-fascisti nei confronti del popolo ebraico e di altre “minoranze”. Questo termine, che ebbe ampia diffusione nel dopoguerra, fu però rifiutato verso la fine degli anni ’70 dalla comunità internazionale per varie ragioni, tra cui il significato biblico di “sacrificio rituale”, e la banale semplicità che aveva assunto sia nell’ambito giornalistico che filmico, specialmente nel cinema americano. Al contrario il termine Shoah, “distruzione”, risultò essere il più appropriato per il fatto che non portava in sé risvolti religiosi ma rispecchiava la caratteristica comune a tutti, totale, orizzontale dell’enorme tragedia a cui si riferisce e che colpì non solo il popolo ebraico, ma anche minoranze religiose (testimoni di Geova), etniche (zingari) e gli “indesiderati” (oppositori politici, asociali, omosessuali, apolidi). Shoah racchiude quindi un insieme di storie nella Storia e ognuna gode del medesimo diritto delle altre di essere tramandata. Il Giorno della Memoria è stato istituito in ricordo del 27 gennaio 1945, data in cui vennero abbattuti i cancelli del campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau.

Foto tratta da Wikipedia

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