Hera: ai domiciliari due funzionari di Faenza e Massa Lombarda per concussione e induzione indebita

A tre anni dall’apertura del fascicolo d’indagine, il Gip di Ravenna rende esecutiva la richiesta di gli arresti domiciliari nei confronti dei funzionari di Hera SpA Andrea Galliani, faentino residente a Casola Valsenio e Roberto Gambetti, ex assessore ai lavori pubblici di Massa Lombarda, indagati per concussione e induzione indebita. I due funzionari avrebbero infatti preteso soldi e altri beni dalle imprese sulle quali dovevano vigilare, per eseguire opere destinate a fornire servizi pubblici ai cittadini.

 

La denuncia partita da un imprenditore del faentino

Il fascicolo di indagine è stato aperto nell’aprile 2014 quando un imprenditore del faentino, sfiancato dalla crisi e non più in grado di far fronte alle richieste dei due funzionari, decise di presentarsi spontaneamente alla Guardia di Finanza. I fatti denunciati erano relativi ad episodi che risalivano a circa dieci anni prima. Sono partiti così ulteriori accertamenti che hanno riscontrato condotte simili tenute dai due accusati anche con altri imprenditori. Tutti gli episodi denunciati alla GdF risalgono al periodo dal 2004 fino al 2016, durante il quale i due indagati avrebbero preteso denaro e altre utilità dalle ditte che dovevano controllare per l’esecuzione di lavori pubblici appaltati da Hera.

 

Oltre a mazzette, anche beni materiali destinati a parenti e amici

Lungo e variegato è l’elenco dei favori ottenuti da due funzionari, sfruttando il loro ruolo e la possibilità di incidere sui pagamenti legati allo stato di avanzamento dei lavori. Oltre a mazzette in denaro, ammonterebbe  – anche se è difficile ipotizzare – a centinaia di migliaia di euro il valore di articoli elettronici, ristrutturazioni e materiale di varia natura, ricevuto dalle aziende e destinato agli stessi e alle persone a loro vicine. Tra questi, anche la richiesta che pare i due avessero mosso ai titolari di due ditte per sponsorizzare un evento Pd: un’ipotesi di accusa che però non è stata accolta dal gip Antonella Guidomei tra i motivi di custodia cautelare.

 

Hera: “massima collaborazione, ma sottolineiamo l’estraneità ai fatti”

“Nel ribadire la massima collaborazione con la magistratura anche nel caso in esame, il Gruppo Hera si dichiara completamente estraneo ai fatti”, scrive il gruppo in una nota. “Si segnala che l’azienda, già ai tempi in cui è venuta a conoscenza dei fatti – prosegue – si è costituita nel marzo 2016 attraverso i propri legali, nell’ambito del procedimento, quale persona offesa. La società ha predisposto la sospensione cautelativa dal lavoro dei due dipendenti”. L’indagine delle Fiamme Gialle è ora sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Ravenna, nelle persone del procuratore capo Alessandro Mancini e del sostituto procuratore, Monica Gargiulo.

Rispondi