I 13 film da non perdere nelle rassegne estive 2020 a Faenza e dintorni

Con l’attuale emergenza sanitaria, il mondo dell’intrattenimento cinematografico è andato incontro ad un inevitabile stop. Il lockdown ha insegnato a noi cinefili appassionati quanto ancora di più possiamo amare il piacere di andare in sala, sedersi al buio in buona compagnia e godere di una proiezione su grande schermo. Ma ci ha anche permesso di recuperare opere che non avevamo mai visionato, tornare indietro nel tempo e studiare le origini della settima arte e la sua evoluzione nel tempo.

Nell’attesa che il cinema torni nella sua piena forma, tra noleggi in streaming e in home video, c’è ancora la possibilità di recuperare uscite recenti che magari qualcuno si è lasciato sfuggire. A Lugo all’Arena del Carmine (del circuito Cinemaincentro) e all’Arena Cinema Europa di Faenza, sarà possibile vedere alcune delle opere qui brevemente accennate, ma a breve uscirà anche il calendario dell’Arena Borghesi Cinema che quest’anno si terrà in piazza della Molinella. Il cinema non potrà mai essere sostituito, per cui riscopriamo (con le dovute attenzioni) la bellezza della sala.

I 13 film da vedere questa estate 2020

C’era una volta a… Hollywood di Quentin Tarantino

C'era una volta a Hollywood tarantino

L’ultimo film partorito dalla mente del cineasta di culto è una cartolina cinematografica pregna di nostalgia, sottile malinconia, frizzante ironia ed è un omaggio sentito ad un’epoca ormai andata, caratterizzata dal brutale omicidio a casa Tate, che ancora una volta per Tarantino diventa occasione di riscatto. Difficile non innamorarsi dell’atmosfera sognante ed appassionata.

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Joker di Todd Phillips

Joaquin Phoenix impersona Arthur Fleck e ci conduce in un viaggio di disfacimento psichico sempre più forte, mediante una performance attoriale immensa. Il suo Joker è plasmato dall’indifferenza altrui, dalla malattia mentale e dall’isolamento, dall’impossibilità di trasformare una risata di sofferenza in una risata autentica, a meno di non indossare un completo rosso ed iniziare a vendicarsi del mondo intero.

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Parasite di Bong Joon-ho

Un caso più unico che raro, il film coreano che ha conquistato sia Hollywood che Cannes è indubbiamente uno dei migliori mai visti negli ultimi anni. Un cocktail di commedia, dramma familiare, thriller e suspence tenuti insieme da un regista eccezionale che sa perfettamente quello che fa. Una parabola moderna, politica e sociale, che difficilmente si può scordare.

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L’ufficiale e la spia di Roman Polański

Uno dei maestri del cinema ricostruisce un pezzo di storia di uno dei suoi paesi natale, quella Francia di fine ottocento durante l’“affare Dreyfus”, a rischio verso il crimine razziale. Al colonnello Piquard il duro compito di dare importanza alla verità, denunciando l’uso irragionevole del potere e l’annullamento dell’etica morale e professionale del periodo. Un biopic preciso e calcolato, una vera finezza di mestiere.

Un giorno di pioggia a New York di Woody Allen

Allen torna a farsi ispirare dalla sua città-musa e sceglie protagonisti giovani per raccontare una vicenda che sa molto più di ottimismo e speranza rispetto ad alcuni dei suoi ultimi lavori, pur senza rinunciare al suo classico tono sarcastico. La pioggia, i piano bar, Charlie Parker e le piccole cose che da sempre affascinano l’autore sono presenti più che mai in questa leggera ed intelligente love story, dove il contrasto sole-pioggia serve anche a inscenare l’impossibilità di una relazione tra due protagonisti.

Sorry We Missed You di Ken Loach

Loach non si risparmia e ci dà in pasto un film davvero duro da digerire: un dramma familiare condizionato dalla difficile situazione lavorativa dei coniugi e dai problemi adolescenziali di un figlio che risente dell’arduo clima instauratosi. Una denuncia importante che Loach, da politico ed attivista, porta avanti senza pietà, raccontando un mondo indifferente e che pensa solo al proprio tornaconto.

Richard Jewell di Clint Eastwood

A pochi mesi dal bellissimo Il corriere – The Mule, Eastwood regala un altro gioiellino al suo pubblico. Una vicenda reale che mette in luce le contraddizioni della polizia e della stampa americana nel momento in cui un “eroe” diventa l’additato. La cosa più interessante è proprio l’eroe scelto dal cineasta: un personaggio non convenzionale, un perdente dal buon cuore e dalla spiccata ingenuità che si ritrova addosso qualcosa di più grande di lui.

Jojo Rabbit di Taika Waititi

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Altra deliziosa commedia ambientata nel Terzo Reich, dove un bambino della Gioventù Hitleriana, costantemente accompagnato dal suo Hitler immaginario, esce gradualmente dalle sue convinte ideologie nazifasciste. Parrebbe l’incipit di un film drammatico, invece la comicità di Waititi, la fantasia del giovanissimo protagonista e un ritmo incalzante e sempre spensierato lo rendono uno dei film più divertenti sul tema, senza mai sottovalutare ciò di cui si sta parlando.

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1917 di Sam Mendes

Più un’esperienza ed un esperimento che un film, il lungometraggio proposto da Mendes è un “unico” piano sequenza tra le trincee della Grande Guerra. Pochissimi dialoghi, pochissima trama, solo un’azione che si sviluppa nell’arco di due giorni. Un viaggio nell’inferno della guerra, forse a tratti un po’ artificioso, ma sicuramente coinvolgente e spettacolare.

Pinocchio di Matteo Garrone

Ennesima trasposizione dal classico di Collodi, che Garrone porta in scena realizzando uno dei suoi sogni più ambiti. Sebbene sia ormai stato visto in tutte le salse, vale la pena di dare un’occhiata all’impresa nostrana di Garrone, in cui le interpretazioni di alcuni tra i migliori attori italiani, le scenografie rurali e un trucco stupefacente ed artigianale riescono appieno a rendere fedeltà alla favola del burattino di legno.

Favolacce di Damiano e Fabio D’Innocenzo

Da poco uscito sulle piattaforme di streaming digitali, il film dei fratelli D’Innocenzo è un’altra favola, molto più nera e pessimistica, che mette in scena famiglie disagiate e bambini dagli occhi affossati e sterili. Un racconto corale che nasconde un certo disprezzo per la disumanità consumata nei piccoli nuclei delle case e che trova nei semplici momenti quotidiani la sua essenza.

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I miserabili di Ladj Ly

L’opera di Victor Hugo impiegata come base per parlare di un’altra epoca: la nostra, in cui i quartieri di periferia parigini ospitano bande multietniche in tensione e anarchia dilagante, a tratti soppressa da una polizia in seria difficoltà. Non esistono cattive erbe ma solo cattivi coltivatori, per cui giudicare diventa impossibile se non si agisce a monte.

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Cena con delitto – Knives Out di Rian Johnson

Un delitto, una riunione di famiglia, un brillante ed eccentrico detective, una lista di sospettati ognuno col proprio alibi. L’incipit alla Agatha Christie e la struttura quasi da “Cluedo” rimandano immediatamente ai classici gialli ben radicati nella nostra mente. In realtà Johnson ha in serbo un film ancora diverso: un’opera straordinariamente ironica e zeppa di colpi di scena che cambiano la prospettiva (nostra e dei personaggi) in pochi attimi.

A cura di Alessandro Leoni

Alessandro Leoni

Sono nato a Faenza nel 1993. Mi sono diplomato presso l’istituto tecnico agrario “G. Scarabelli” a Imola, e al momento studio Tecnologie Alimentari presso l’Università di Bologna – Sede di Cesena. Sono attore nella compagnia teatrale “Amici dell’Europa” da circa una decina d’anni nell’ambito prosa; ho fatto esperienza anche nell’operetta e nel musical collaborando, tra gli altri, con la “Compagnia del Cancello”. Nel tempo libero mi interesso di cinema, di cui sono molto appassionato, e pratico kung fu.

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