Con Faentival l’archeologia per un mese è protagonista a Faenza

Archeologi e ricercatori pronti a scendere in campo non solo per indagare, mappare e analizzare il territorio faentino come mai era stato fatto prima ma anche per promuovere un festival archeologico con un mese di attività, dal 28 settembre al 27 ottobre 2019, per appassionare i faentini alla storia della propria città. Dopo diversi anni di attività sulla Bassa Romagna, il progetto “Archeologia dei paesaggi di Ravenna” dell’Università di Bologna, diretto dal prof. Andrea Augenti, inizierà a indagare dal punto di vista archeologico anche il territorio faentino con il progetto Faventia. Questi nuovi studi permetteranno di ricostruire gli assetti del popolamento antico e valorizzare il patrimonio storico e archeologico locale. Ad accompagnare le ricerche sul campo sarà poi la prima edizione di Faentival, una manifestazione della durata di un mese (28 settembre – 27 ottobre), con vari eventi riguardanti la storia, l’archeologia e la ceramica del territorio faentino.

Un mese di conferenze ed eventi per scoprire il mestiere dell’archeologo

Organizzata con il supporto dell’associazione Argylls Romagna Group, è stata pensata per far conoscere il progetto Faventia, ma anche il mondo dell’archeologia a 360 gradi. «Sempre di più nel nostro lavoro è importante divulgare tra le persone le ricerche che facciamo – spiega il 27enne archeologo Michele Abballe, uno dei promotori di Faentival – e da qui è partita l’idea di un festival per far conoscere il nostro progetto ma anche per promuovere in generale la storia e l’archeologia con attività a portata di tutti e accattivanti». Il primo appuntamento di Faentival sarà il 28 settembre, alle ore 16, al palazzo dei Celestini, negli spazi della ex biblioteca Carlo Zucchini, via Castellani 25, dove verrà presentato alla cittadinanza il progetto.

Invitare a cena un archeologo: alcune proposte innovative del festival

Michele Abballe (a destra) mentre compie studi di Geofisica sui Pirenei.

Conferenze, dunque, ma non solo: durante il festival sarà possibile scoprire cosa fa realmente un archeologo andando oltre l’immaginario di un esploratore dotato di frusta e pistola alla Indiana Jones. I più piccoli potranno simulare uno scavo archeologico o ricostruire vasi antichi riemersi dalla terra, mentre i più grandi potranno ospitare un archeologo a cena che illustrerà le proprie ricerche in maniera informale e conviviale. «Si tratta di un format nuovo – precisa Abballe – che prende spunto dalla Giornata dell’archeologia che da qualche anno si propone in Europa e che quest’anno si terrà domenica 6 ottobre. Aldilà degli stereotipi, vogliamo far toccare con mano cosa significa il nostro mestiere, un lavoro appagante e importante, in grado di rivelare le nostre radici e l’evoluzione dei nostri territori». E proprio la passione per l’archeologia ha portato Michele a viaggiare in luoghi vicini e lontani: ottenuta la magistrale attualmente è infatti un giovane ricercatore in Belgio, all’università di Gent, e sta portando avanti una tesi di dottorato sull’evoluzione del paesaggio che l’ha portato a investigare, con il team del prof. Augenti, il territorio faentino.

Per la 1^ volta uno studio sistematico del paesaggio di Faenza nei secoli

Per quanto riguarda le ricerche sul campo, l’area oggetto di indagine è il territorio di pianura a nord della via Emilia (indicativamente verso Granarolo e Cotignola, ndr). In totale nel corso di tre anni saranno indagati circa 63 kmq e per la prima campagna sul campo saranno impegnati dieci operatori tra dottorandi e studenti universitari. Se negli ultimi anni i castelli e i siti collinari sono stati studiati e approfonditi, come nel caso di Rontana, mancava un’operazione simile per quanto riguarda il territorio di pianura. «Il contesto faentino non è mai stato studiato a livello sistematico – prosegue l’archeologo – Si conoscono vari siti, ma non sono mai stati approfonditi. In gran parte si tratta di insediamenti pre-romani o romani (villaggi o villae ricche di materiali da studiare) mentre sul periodo medievale si hanno meno informazioni. Per nostro interesse, ci interessa in particolare proprio il periodo post romano. Speriamo di trovare i siti alcuni castelli: in Bassa Romagna abbiamo ottenuto ottimi risultati per esempio per quanto riguarda il castello di Zaganora, che era noto fin dagli anni ’60, ma solo con gli scavi del 2009 è stato approfondito».

In Bassa Romagna le ultime ricerche sul campo hanno infatti potuto permettere di riscrivere la storiografia precedente. «Molti siti post-romani sembrano scomparire nel XII-XIII sec., ossia il periodo in cui si affermano castelli e villaggi. Sembra che chi detenesse in quel momento il potere sul territorio – conti, chiese e monasteri – abbia spinto la popolazione a concentrarsi in alcuni siti. Gli abitanti del territorio di Bagnacavallo, per esempio, furono invitati a vivere all’interno del castello: c’è un accentramento dunque in alcuni siti mentre invece altri in campagna sembrano scomparire. Con questo progetto vorremmo capire se è successa la stessa anche qui, a Faenza».

Al via il crowdfunding per sostenere Faentival

Proprio in questi giorni è partito poi un crowdfunding sulla piattaforma produzionidalbasso.com, un modo attraverso cui tutti, nei prossimi due mesi, possono sostenere il progetto attraverso donazioni con l’obiettivo di raggiungere quota 2mila euro.

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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