Dall’Argentina a Faenza in residenza d’artista: le opere di Elizabeth Dychter in mostra

Da Buenos Aires a Faenza per scoprire i segreti della ceramica, imparare nuove tecniche e dare vita a progetti innovativi nel segno dell’arte. E’ partita in questi giorni la residenza d’artista al Faenza Art Ceramic Center (Facc) di Elizabeth Dychter, ospite per un mese nel centro dell’associazione in palazzo Muky. Elizabeth ha scelto Faenza per lavorare con la porcellana e con materiali migliori di quelli disponibili nel Paese d’origine. Al Facc realizzerà un progetto dedicato alle donne, alla loro bellezza ma anche al decadimento portato da malattie tumorali, che in Argentina rappresentano una vera e propria piaga. «Per anni con l’arte ho raccontato la storia di mio padre, fuggito in Argentina dall’Olocausto in Polonia – spiega l’artista – Ho colto questa opportunità a Faenza per lavorare a un nuovo progetto in una città bellissima e ricca di stimoli artistici».

L’artista presenta ‘Tetas’: il bisogno di lasciare un’eredità

Apparentemente ironica e irriverente, Elizabeth Dychter lascia una riflessione più profonda di quella apprezzata visivamente dallo spettatore. Il seno, strumento femminile di grande potere si presenta in due istallazioni sotto il titolo spoglio “Tetas”. La bellezza e la decadenza, l’amore e il dolore, la vita e la morte, tutto riassunto nella stessa “teta”. Nata e cresciuta a Buenos Aires, figlia di un sopravvissuto all’Olocausto, sapeva fin da subito cosa significava la trasmissione della memoria e il valore della vita. Dopo un percorso di più di 30 anni, ricco di successi e riconoscimenti, l’artista approfondisce sempre intorno a quel bisogno di lasciare un’eredità. L’inaugurazione della mostra, a cura del Facc, si terrà il 1° giugno, alle ore 18 a Officina Matteucci (corso Mazzini, 62) e resterà aperta fino all’8 giugno.

La residenza d’artista al Faenza Art Ceramic Center

Il lavoro di Elizabeth Dychter è il risultato di un mese di residenza artistica al Faenza Art Ceramic Center eseguendo un lungo processo tecnico con la porcellana, sviluppando e includendo nuovi concetti con la collaborazione dei tecnici e curatori di questo centro. È così che il Facc aggiunge un nuovo tassello a questa fertile alleanza, sensibile, culturale e artistica tra i continenti con un punto di riferimento: la città di Faenza.

La mostra di Elizabeth Dychter a Officina Matteucci: inaugurazione l’1 giugno 2019

Le opere saranno in mostra nel nuovo spazio faentino per l’arte contemporanea: Officina Matteucci che vanta una ricca identità artistica e storica; riconosciuto Centro Nazionale della lavorazione di intere generazioni Matteucci del ferro battuto, dal 1640 al 1960. Oggi, Officina Matteucci è seguita e curata da quattro giovani faentini, una squadra di lavoro con ampie capacità professionali.

Orari apertura

– 01/06 sabato 18.00 – 21.00 / con bicchiere di vino / inaugurazione
– 02/06 domenica 10.30 -12.30 e 16.00 – 18.30
– resto settimana su appuntamento ( numeri da chiamare : stefano 346
9581945 , michele 334 2321746 , Martha 333 7228967 )
– 08/06 sabato 10.30 – 12.30 e 16.00 – 21 / con aperitivo / chiusura

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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