Baristi non si nasce ma si diventa: il 24 maggio l’aperitivo conclusivo del progetto

Dalla preparazione del caffè all’accoglienza dei clienti passando per tutti i lavori necessari per la gestione di un bar: dodici ragazzi con disabilità intellettiva-relazionale (Claudia, Giovanni, Anna, Giulia, Giusy, Federica, Flavia, Alberto, Luigi, Maria Luisa, Andrea e Massimiliano) hanno accettato la sfida lanciata da Yarno Rossi, titolare del bar ‘Cafè Solito Posto’, a confrontarsi con il lavoro di barista e con le piccole e grandi difficoltà che esso comporta. L’aperitivo conclusivo del corso-progetto “Baristi non si nasce ma si diventa”, venerdì 24 maggio 2019 alle ore 19 al bar “Cafè Solito Posto” (via Da Maiano, 36) a Faenza.

Un percorso svolto in collaborazione con diverse associazioni di Faenza

Nato dallo spirito d’iniziativa di Yarno e dalla sua sensibilità alla tematica dell’“inclusione lavorativa”, il progetto ha preso forma con la collaborazione di due associazioni faentine, la Grd – Genitori Ragazzi Down -, e l’Asdd, Associazione sportiva Dilettantistica Disabili, oltre alla cooperativa sociale San Vitale di Ravenna. Per due mesi i commessi del negozio-laboratorio “La Bottega della Loggetta” (in piazza 2 Giugno) e i ragazzi dell’Associazione sportiva Dilettantistica Disabili hanno partecipato a lezioni teorico-pratiche che li hanno coinvolti in prima persona in un vero e proprio corso baristi.

Lezioni teorico-pratiche e stage formativo al Cafè Solito Posto

La prima fase del corso, svoltasi presso la “sala macchine” messa a disposizione da “Mokador”, ha visto impegnato tutto il gruppo nell’apprendimento delle tecniche di base per la preparazione del caffè (e delle sue varianti), e di altre bevande, quali tè, tisane, spremute, nonché di semplici cocktail; non solo, i ragazzi si sono cimentati nella “gestione del cliente” e nel servizio al bancone e ai tavoli, il tutto sempre sotto la guida esperta di Yarno (formatore), coadiuvato da Jennifr e Cinzia, rispettivamente, educatrice della Grd e operatrice dell’Asdd.

L’aperitivo conclusivo di Baristi non si nasce ma si diventa il 24 maggio

La seconda fase ha poi consentito al gruppo di sperimentare sul campo quanto fin qui appreso, con uno stage presso il “Café Solito Posto”. Reso possibile anche grazie al prezioso aiuto di Mokador, Centrale del Latte di Cesena, Imola Bevande e l’Ascom Faenza, che hanno abbracciato il progetto e permesso di realizzarlo. Yarno e i ragazzi impegnati nel percorso formativo hanno scelto di invitare tutta la cittadinanza per far vedere quanto hanno appreso e mettere in pratica “Baristi non si nasce ma si diventa” nella speranza che molti baristi faentini accolgano la sfida di ospitare come tirocinanti gli aspiranti baristi.

In mostra le foto di Alessandro Cattani

Durante la serata e nei giorni seguenti verranno esposte le foto di Alessandro Cattani nella mostra intitolata “All inclusion Sports”. Il ricavato del buffet e degli spritz verrà devoluto all’associazione Grd e al progetto “Si Può Fare” che ha realizzato La Bottega della Loggetta (negozio in Piazza 2 Giugno, 7) dove ragazzi lavorano.

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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