Un anno con Dante: 5 consigli per il 2021

“Portare Dante alle persone”: questo l’obiettivo delle celebrazioni dantesche a Faenza in occasione del 700° anniversario della morte del poeta. Mostre, letture, conferenze e spettacoli adatti a tutte le età che coinvolgeranno assieme istituzioni pubbliche e associazioni culturali lungo tutto il 2021. Un programma che cercherà di essere flessibile, utilizzando anche strumenti digitali, per rispondere al meglio alla situazione pandemica. Non grandi eventi, ma una programmazione diffusa e quotidiana che vedrà al centro Assessorato alla Cultura, Biblioteca Manfrediana e varie associazioni coordinate dai giovani Veronica Bassani (Fatti d’Arte) e Michele Donati (Independent Poetry). La prima iniziativa è organizzata dalla Biblioteca Manfrediana di Faenza: “Un anno con Dante”. Cittadini e appassionati di Dante potranno essere protagonisti di brevi pillole video di letture dalla Commedia che saranno pubblicate sul canale Youtube della Manfrediana.Per condividere una video lettura si può contattare manfrediana@romagnafaentina.it o il numero di telefono 0546 691700.

dante 2021

Il 25 marzo sarà invece inaugurata in biblioteca Dantedì, esposizione nella sala del Settecento di edizioni dantesche e di materiale documentario, tra cui l’incunabolo del 1477 stampato a Venezia, l’edizione più antica presente in biblioteca.Non mancherà il coinvolgimento delle scuole: sarà distribuita una “scatola interattiva” di Dante per bambini e ragazzi, in collaborazione con il prof. Stefano Drei che al liceo Torricelli spiegava Dante in maniera giocosa, utilizzando ad esempio origami e “bignami di Dante”.

5 consigli per incontrare Dante nel 2021

dante Alighieri

In occasione dell’anno dantesco, ecco cinque consigli per riscoprire nel modo giusto Dante e la sua poesia.

1. Leggere la Commedia come un’opera unica e non come “insieme di canti”.

Spesso a scuola la Commedia viene insegnata come un insieme di canti giustapposti e autonomi (il canto di Paolo e Francesca, il canto di Ulisse…), e ci si dimentica invece che quella che Dante racconta è un’unica grande storia. A leggere la Commedia solo nel primo modo, si rischia di perdere tanto del fascino di quest’opera che vede invece dialogare tra loro canti diversi (non si può comprendere del tutto la bellezza del folle volo’ di Ulisse senza avere in mente in parallelo i versi di Purg II, 13-36 che descrivono l’angelo “che remo non vuol, né altro velo / che l’ali sue”) e perderemmo il senso stesso del viaggio di Dante personaggio. Un po’ come se guardassimo solo alcune puntate sparse di un’accattivante serie tv e non riuscissimo a cogliere i tanti dettagli che danno valore alla trama e allo spessore dei personaggi.

2. Non fermarsi alla Commedia.

Se non avesse scritto la Commedia, Dante sarebbe stato considerato comunque il più grande poeta della sua epoca. L’anno dantesco può essere l’occasione per ridare valore non solo all’Inferno, al Purgatorio e al Paradiso (già questi ultimi due comunque poco letti), ma a tutte le sue opere. Dalla Vita Nova al Convivio ai dissing con altri poeti, come Cecco Angiolieri, ai quali ‘rispondeva per le rime’. Anziché rileggere per l’ennesima volta i primi versi della Commedia, l’anno dantesco può essere l’occasione per riscoprire testi meno noti ma significativi.

3. Salvare Dante dalla “vivisezione”

L’“Appello all’Unesco per liberare Dante dei dantisti” è del prof. Francesco Benozzo, pubblicato nel 2013. Un pamphlet ironico e provocatorio che mette in luce la tendenza degli accademici italiani a vivisezionare la Commedia come asettici chirurghi per raccontarci quali libri, presunti, avrebbe letto Dante per scrivere quella terzina, senza portar alcun reale valore aggiunto se non sfoggi di erudizione. Anziché perdere tempo in vuote pubblicazioni intertestuali, più utile dedicarsi a letture di più ampio respiro: quest’anno ci hanno lasciato due grandi studiosi come Emilio Pasquini e Marco Santagata ai cui studi vale la pena dedicare l’attenzione.

4. Pensare in terzina dantesca

Non sarebbe esistita la Commedia se Dante non avesse inventato la terzina dantesca: è questa la chiave che gli ha permesso di dar vita a un flusso creativo e ritmico impensabile prima. Oltre ai grandi personaggi e temi raccontati nella Commedia può avere senso riservare spazio agli aspetti più materiali della poesia, che ci ricorda come le grandi idee passino anche attraverso innovazioni tecniche.

5. Non avere paura della complessità

Dante ci regala qualcosa di cui abbiamo un gran bisogno: riuscire a confrontarci con la complessità del mondo. Dante crea “una grande realtà virtuale”, come scrive la prof.ssa Teodolinda Barolini, all’interno della quale la poesia ci porta al confronto senza sconti con il divino, la politica, l’arte, la grandezza e bassezza dell’umanità. In un mondo liquido e frammentato, tanto nelle idee quanto nel distanziamento sociale, un viaggio che ha senso affrontare con lui senza paura.

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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