Consulta degli stranieri: pochi giorni alla scadenza. Criticità e opportunità

Uno strumento per favorire l’inclusione sociale degli stranieri. Scade il 19 settembre 2017 il termine per presentare richiesta di partecipazione al nuovo consiglio della Consulta delle cittadine e dei cittadini stranieri non comunitari e apolidi residenti nel Comune di Faenza. Le candidature vanno presentate dalle associazioni o gruppi composti prevalentemente da stranieri immigrati operanti nel territorio del Comune di Faenza o che svolgono attività in favore dell’integrazione sociale dei cittadini stranieri. Le domande, sottoscritte dai rappresentanti legali delle varie associazioni, vanno indirizzate al Servizio Archivio – Settore legale del Comune di Faenza (piazza del Popolo 31), tramite consegna diretta negli orari di ufficio (tutti i giorni dal lunedì al venerdì dalle 8.30 alle 13.30 e il martedì e giovedì pomeriggio dalle 14.30 alle 16.30), spedizione postale o e-mail (all’indirizzo di posta elettronica certificata del Comune: comune.faenza@cert.provincia.ra.it).

In Emilia-Romagna sono 7 le Consulte degli stranieri attive

A Faenza la Consulta degli stranieri nasce nel 2008, a partire dalla legge regionale 5/2008 e, dopo essere stata attiva nella scorsa legislatura, è ancora in attesa di partire per quella attuale, visto che i bandi finora non hanno ottenuto riscontro di partecipazione. Nel 2016 in Emilia-Romagna sono in totale 7 le consulte attive, e 4 quelle in via di attivazione, tra cui Faenza. Attraverso l’istituzione di questi organi di consultazione la Regione voleva che favorire la partecipazione e l’esercizio di diritti politici «La Consulta degli stranieri ha valore di rappresentanza per coloro che non possono votare e vuole essere uno strumento per favorire la partecipazione degli stranieri alla vita pubblica – spiega l’assessore Andrea Luccaroni – si propone di essere un piccolo motore dal quale l’amministrazione, parlando con i rappresentanti delle comunità straniere, mantiene un canale aperto con loro. Lo scopo è favorire l’inclusione sociale, termine, questo, che preferisco a quello di ‘integrazione’».

Opportunità da cogliere o strumento inutile?

Il regolamento è stato modificato a dicembre del 2015 e prevede che le candidature siano presentate da associazioni di stranieri presenti sul territorio. «Prima si prevedeva un meccanismo elettivo – sottolinea Luccaroni – ora si favorisce di più l’aspetto propositivo delle associazioni». Per Gabriele Padovani, capogruppo della Lega Nord in consiglio comunale, «il nuovo regolamento non fa altro che mettere in luce tutte le criticità dello strumento della Consulta. Come per le elezioni di quartiere – continua Padovani – l’amministrazione si è dimostrata incapace di favorire una reale partecipazione tra i cittadini, probabilmente perché si tratta di strumenti in realtà privi di reale significato». «Ammetto che attivare dei canali con le associazioni è stato più difficile del previsto – replica Luccaroni – probabilmente per mancanza di comunicazione, e finora gli esiti non sono stati quelli sperati. Rimango convinto però che questa sia la strada giusta e un’opportunità da cogliere, se vogliamo favorire veramente l’inclusione sociale».

«Bandi che vanno deserti, soldi pubblici buttati e domande di adesione con il contagocce. Se gli stranieri di Faenza non hanno interesse ad essere rappresentati nella loro Consulta, tanto voluta dall’amministrazione Pd, cancelliamola». La proposta provocatoria era arrivata nei giorni scorsi dal consigliere regionale della Lega Nord, Andrea Liverani, e dal consigliere comunale Ln, Jacopo Berti, alla luce di quello che dalla Lega considerano un «flop evidente della Consulta degli immigrati: dopo che il precedente bando riguardante la manifestazione di interesse è andato deserto, in attesa di quello che sarà riproposto il 19 settembre» «Il Comune di Faenza – attaccano i due esponenti leghisti – ospita circa 5mila e cinquecento stranieri, provenienti per la maggior parte (1.938 di loro) dall’Africa. A queste persone, l’amministrazione ha fatto nel 2008 il “regalo” di una Consulta dedicata, in cui parlare di tutte le questioni riguardanti la loro integrazione e le loro condizioni di vita. Hanno talmente tanti problemi da discutere – ironizzano Liverani e Berti – che non riescono a mettersi d’accordo per trovare i loro rappresentanti su di una platea di oltre cinquemila persone».

Andrea Luccaroni: “La Consulta degli stranieri è importante per allacciare relazioni”

Cosa ha portato in concreto la Consulta degli stranieri nella scorsa legislatura? «Negli anni passati – specifica Luccaroni – la Consulta aveva ruolo di consulenza per gli stranieri, faceva servizio di supporto tecnico e amministrativo per rispondere alle loro problematiche. Questa cosa è stata in seguito presa a carico dal centro servizio per stranieri dell’Unione. Inoltre organizzava il Forum dell’Immigrazione, appuntamento biennale che era occasione di riflessione su argomenti differenti: dallo stato delle meigrazioni allo scambio culturale, fino alla conoscenza reciproca tra le diverse comunità».

«Non attivare la Consulta – conclude Luccaroni – significherebbe privarsi di un canale importante di collegamento fra le comunità. Ci tengo a precisare che la Consulta non rappresenta uno sforzo economico per l’amministrazione, ma vuole mettere in questo progetto energie per cercare il dialogo. È importante entrare in relazione con associazionismo locale e con le persone per costruire una rete che renda solida tutta la comunità. Inclusione significa ‘allacciare relazioni’ e lo fai partendo dalle persone che hanno voglia di farlo».

Per approfondire: Intervista a Noura, candidata alla Consulta degli stranieri

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