Terre Naldi prende in gestione diretta la cantina del Polo di Tebano

Terre Naldi, la società interamente partecipata dal Comune di Faenza, da qualche settimana ha preso in gestione diretta la cantina vinicola del Polo di Tebano. La decisione è stata presa dopo la rinuncia di Astra, che ha gestito l’impianto fino al luglio 2017. «La nostra decisione di gestire direttamente la cantina è stata condivisa dall’amministrazione comunale – spiega l’Ad di Terre Naldi, Gianni Carapia – A mio avviso nel complesso la scelta va nella giusta direzione, come quando a suo tempo il Comune si trovò a dover decidere se continuare a puntare sul Polo di Tebano oppure prendere decisioni diverse. Alla fine l’amministrazione comunale scelse la prima strada e ora giustamente ha mantenuto la propria linea».

«Sul territorio faentino, il Polo di Tebano rappresenta un punto di riferimento importante per lo sviluppo dell’agricoltura, dalla ricerca alla produzione – aggiunge Carapia – La presenza del corso di laurea in vitivinicoltura ed enologia dell’Università di Bologna è elemento strategico e alimenta in termini motivazionali tutto l’insieme degli enti concentrati presso il Polo stesso. In tutto ciò, l’attività della cantina è fondamentale. Sappiamo che ora ci saranno da fare alcuni sacrifici in termini di investimenti economici e di impegno vero e proprio, ma ritengo che la scelta fatta sia comunque giusta, perché la cantina produttiva, in una realtà come il Polo di Tebano è un elemento indispensabile».

La cantina del polo di Tebano offre servizi per oltre 30 produttori locali

Gianni Carapia, Ad Terre Naldi.

Attualmente la cantina di Tebano si pone al servizio di oltre trenta piccoli produttori vitivinicoli locali, che non hanno una propria cantina ma intendo produrre il proprio vino. «Forniamo un aiuto fondamentale ai piccoli imprenditori agricoli locali, che possono così avere una cantina di riferimento dove fare delle piccole produzioni, dai 20 ai 150 ettolitri. Ogni produttore porta la sua uva per la vinificazione personalizzata, oppure può semplicemente fare delle prove, anche solo per 50 bottiglie. Sul nostro territorio non esiste un altro servizio di questo tipo, e se Terre Naldi non decideva di gestirlo direttamente, era destinato a perdersi. Oltre a questo servizio a mio avviso molto utile per i piccoli produttori non va dimenticato il fondamentale ruolo della cantina al servizio del corso di laurea. Sarebbe inverosimile ospitare un corso di laurea in enologia senza il supporto pratico delle esperienze che possono essere svolte in una cantina di produzione».

Sul piano pratico Terre Naldi ha rilevato il personale già in forza presso la cantina gestita da Astra, per cui di fatto, per i clienti non è cambiato nulla. «Nell’immediato stiamo cercando di apportare qualche piccolo investimento che possa sveltire e facilitare alcuni processi di lavorazione – aggiunge Carapia – Col tempo vedremo di mettere in atto una strategia di più lungo respiro. L’ipotesi di una cantina nuova, emersa negli anni scorsi, non è assolutamente andata persa. E’ chiaro che bisogna capire quale tipo di intervento è possibile fare. Certamente, una ristrutturazione sull’esistente può essere più abbordabile rispetto ad una costruzione ex novo. Anche perché non abbiamo bisogno di espanderci: dobbiamo mantenere le caratteristiche attuali per restare al servizio dei piccoli imprenditori. Magari vorremmo allargare il numero dei nostri clienti, che adesso sono già più di trenta. Ma nel periodo della vendemmia siamo purtroppo costretti a dire anche dei “no”, perché non abbiamo posto a sufficienza».

Continua il legame del Polo di Tebano col territorio

Intanto procede in modo appagante l’attività complessiva del Polo di Tebano, di cui Gianni Carapia è il coordinatore: «Sono molto soddisfatto della collaborazione esistente fa tutti gli enti presenti. Lo stesso coordinatore del corso dell’Università di Bologna, il professor Andrea Versari, è molto presente sul Polo, con attività, idee e suggerimenti utili al miglioramento e alla crescita. Inoltre, dal punto di vista dell’immagine, in questi anni abbiamo messo in campo diverse iniziative – dal concorso degli acquarellisti alla gara podistica, dall’anteprima dell’Arena delle balle di paglia al libro sulla storia di Tebano – per citarne alcune, che hanno fatto parlare del Polo e di Tebano in modo positivo, tentando, e penso che ci siamo riusciti, di invertire quella tendenza diffusa di pensiero negativo, che fino a qualche anno fa aleggiava sul Polo di Tebano».

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