Consorzio Solco: “La nostra accoglienza funziona”, nuovo bando vinto a Russi

Il modello di accoglienza migranti del consorzio Solco (insieme a cooperativa Il Mulino e associazione Farsi Prossimo) si aggiudica il bando indetto dal Comune di Russi. «La ‘questione migranti’ è trattata solo tramite i pochi episodi di cronaca, generalizzandoli in modo sbagliato, ma non si parla mai della realtà di questo fenomeno» – esordisce Antonio Buzzi, presidente del Consorzio Solco. «Il modello di accoglienza messo in campo dal consorzio Solco (in questo caso insieme alla propria associata, cooperativa sociale Il Mulino) ne è un esempio – si legge in una nota a stampa – come dimostrano la recente aggiudicazione del bando indetto dal Comune di Russi e una lettera arrivata da un proprietario immobiliare di Russi, M.A., che ha affittato alla cooperativa la propria abitazione al fine di ospitare alcuni ragazzi richiedenti asilo politico».

«Il modello di accoglienza che abbiamo proposto e che portiamo avanti già da diverso tempo – continua Buzzi – è di fatto un sistema integrato che ha come obiettivo principale quello di accompagnare il migrante nel percorso di autonomia, emancipandolo dal bisogno di ricevere assistenza. A questo proposito i migranti vengono accolti in piccoli nuclei abitativi di 4-5 persone, in appartamenti distribuiti sul territorio. Oltre al ‘tetto’ ci impegniamo a fornire diversi servizi, che vanno a favorire l’integrazione dei migranti nella comunità, quali: assistenza alla persona, servizi per l’integrazione, attività di volontariato, corsi di orientamento professionale, empowerment, accompagnamento al lavoro e all’inserimento sociale e abitativo». Ma più che con la sua descrizione è facile capire l’efficacia e la “bontà” di questo modello di accoglienza attraverso le parole del sign. M.A. di Russi che pochi giorni fa ha inviato alla cooperativa Il Mulino la seguente lettera.

Lettera aperta: La verità prima di tutto – Migranti

Quando mi fu proposto a suo tempo, da parte del sindaco di Russi Sergio Retini e della cooperativa “Il Mulino” associata al Consorzio Solco di poter ospitare un certo numero di migranti, certamente, già fin dall’inizio, ebbi molte perplessità motivate da un luogo comune: non fidarti, creano grossi problemi, ti distruggono la casa, favorisci la delinquenza… e, addirittura, qualche politico ha colto l’occasione per fare illazioni provocatorie quasi “puerili”!

La mia esperienza, all’onor del vero, è che i ragazzi che ho ospitato sono stati rispettosi, educati e volenterosi nel desiderare di poter lavorare!

Mi hanno dimostrato un grande rispetto, tanto che mi chiamavano “padre”, giacché nella LORO cultura le persone anziane sono tenute in grande considerazione…

Quando ho dato loro l’opportunità di avere un poco di terreno per farne un orto, hanno preso questo gesto con grande entusiasmo, piantando pomodori, carote, zucchine, peperoncini, melanzane, cetrioli, erba cipollina e quant’altro. (FOTO)
Così pure si prestavano ad imparare, alternandosi, ad usare il tagliaerba…(FOTO)
Altri hanno cercato e trovato lavoro in altri ambiti es. come lavapiatti, alcuni lavoravano presso un mulino, altri come camerieri oppure addetti ad una impresa di traslochi, altri ancora in agricoltura. Addirittura qualcuno allenava giovani russiani ottenendo, del resto, ottimi risultati nel campionato specifico di categoria ed era individuato, durante le trasferte, come “l’allenatore romagnolo scuro”…

Da un mese si sono trasferiti in un’altra struttura e la sorpresa è che l’equipe degli operatori della cooperativa Il Mulino che gestiscono l’attività di accoglienza dei Richiedenti Asilo, sono intervenuti per assicurare il recupero di eventuali danni tinteggiando tutta la casa, compresi i radiatori, sostituendo totalmente la cucina con una “nuova”, levigando i pavimenti, ecc.
Quindi ci sono ancora delle Cooperative, come “Il Mulino” e il “Solco”, che rispettano sia i migranti e sia chi li ospita.

Ringrazio “Il Mulino” e il “Solco” per il modo con cui stanno conducendo l’assistenza ai migranti “volenterosi”, i quali meritano il nostro rispetto perché, a volte, ci insegnano umiltà, pazienza… e dignità!

Grazie,
M.A.

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