Il 10 luglio 1944 veniva ucciso Bruno Neri

Bruno Neri era un calciatore professionista faentino. Ha iniziato la carriera nella città manfreda per arrivare poi, all’età di 19 anni, alla Fiorentina nell’allora serie B. per proseguire poi al Torino e in nazionale. Fervente antifascista, dopo l’esperienza calcistica, entra nella resistenza. Il 10 luglio 1944 è sorpreso da un battaglione tedesco nei pressi di Gamogna e perde la vita in combattimento.

Bruno Neri Nazionale
Bruno Neri con la maglia della nazionale italiana

Chi era Bruno Neri

Bruno Neri nacque a Faenza nel 1910 e fin da subito fu riconosciuto come un ottimo calciatore, ma non solo: Neri era attento alla cultura e lettore accanito, frequentava musei e pinacoteche e questo gli permetteva di dialogare con i pensatori del tempo, fra i quali il poeta di Marradi Dino Campana, suo amico.  A livello calcistico all’età di 14 anni siede in panchina nella squadra della sua città.  All’età di 16 anni è già titolare nel Faenza, che nel 1926/27 disputa il campionato di Seconda Divisione. Nel 1929 passò alla Fiorentina, dove militò fino al 1936, anno in cui andò alla Lucchese. Fu un calciatore del Torino dal 1937 al 1940 totalizzando in granata ben 65 presenze e una rete. Giocò nella nazionale con Piola e Meazza. 

. La sua avversione alla dittatura fascista fu manifestata in diverse occasioni: rimane sicuramente celebre l’immagine del 1931 nella quale, in occasione dell’inaugurazione dello stadio fiorentino che sarà poi noto come Artemio Franchi, fu l’unico a non voler fare il saluto romano per omaggiare le autorità del regime.

Decise di entrare nella resistenza per combattere il nazifascismo e divenne vicecomandante del Battaglione Ravenna con il nome “Berni”. Il 10 luglio 1044, all’eta di 34 anni, cadde in uno scontro a fuoco con i nazifascisti nei pressi di Gamogna.  Tra gli sportivi che si impegnarono nella Resistenza fu il caso più noto.

Il MEI e ANPI Faenza ricordano il partigiano Bruno Neri

Bruno Neri è ricordato con una targa a Torino piazza San Gabriele da Gorizia a Torino, che ha recentemente subito atti vandalici, così come denunciati  in una nota  da Francesco Aceti, direttore del Polo Culturale, Bibliotecario ed Ecomuseo del Rame, Lavoro e Resistenza di Alpette (in provincia di Torino). Ecco perchè il 10 luglio alle ore 11 presso il Toret, la Fontanella,  di Piazza San Gabriele da Gorizia – Torino, su iniziativa delle locali sezioni Anpi Leo Lanfranco e Nicola Grosa con l’adesione di varie entità  fra cui le Circoscrizioni 8 San Salvario-Nizza-Lingotto-Filadelfia e 2 Santa Rita-Mirafiori Nord-Mirafiori Sud, si svolgerà una cerimonia in suo ricordo che prevede fra l’altro il ripristino della targa e della sua foto.  Allo stesso il 10 luglio al’Eremo di Gamogna grazie all’Anpi di Faenza e a Ca’ di Malanca e ad altre realta’ si terra’ una cerimonia in ricordo del suo martirio di fronte alla sua targa che lo celebra.

Francesco Ghini

Vivo a Faenza e mi occupo di ricerca biomedica e comunicazione scientifica. Ho conseguito un dottorato di ricerca in Medicina Molecolare presso l'Istituto Oncologico Europeo di Milano e numerose partecipazioni a conferenze internazionali come speaker. Parallelamente, ho seguito come direttore artistico la realizzazione dell'evento Estate di San Martino a Piacenza (2012 e 2013) e ho maturato una forte esperienza nell'ambito della comunicazione e dello storytelling. Nel 2014 ho aperto Buonsenso@Faenza e da questa esperienza, nel 2018, è nata l'agenzia Buonsenso Comunicazione. Amo il teatro, i film di Cristopher Nolan, i passatelli e sono terribilmente curioso.

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