L’omaggio al Premio Faenza alla Biennale di Vallauris

“Terra d’Italia”, all’interno della 25^ Biennale di Vallauris (in Francia), è la mostra a cura di Claudia Casali, direttrice del Mic di Faenza, che Vallauris dedica all’Italia, paese ospite di questa edizione. La biennale di Vallauris, nata nel 1968, ha ricevuto fin dai suoi inizi il patrocinio di Pablo Picasso che dal 1948 lavorava a Madoura, per realizzare ceramiche. Egli diede un fondamentale impulso alla rinascita della scultura e della produzione ceramiche nel sud della Francia e fu il promulgatore di importanti iniziative tra cui, per l’appunto, la Biennale. La mostra, prevista dal 28 giugno al 4 novembre 2019, è un omaggio anche al Premio Faenza, che proprio lo scorso anno ha celebrato i suoi 80 anni, 60 edizioni.

La mostra a cura della direttrice del Mic, Claudia Casali

«L’evoluzione della scultura ceramica italiana (e non solo) – spiega Claudia Casali – è profondamente collegata a questo evento che negli anni ha visto la partecipazione di importanti artisti che si sono distinti per differenti linguaggi artistici». Due sono le tematiche che in questa mostra vengono affrontate: l’evoluzione della figurazione e la gestualità nella materia. «La figurazione è sempre stato un leitmotiv dell’arte italiana e, nella scultura essa è stata maggiormente trattata da artisti quali Arturo Martini già dagli anni ’30. – spiega Claudia Casali – In questo periodo infatti la ceramica trova ampio riscontro artistico proprio grazie ad autori quali Martini, rappresentati nelle principali Biennali veneziane. A lui si devono le più poetiche interpretazioni della materia fittile, coraggiosamente affrontate nelle grandi dimensioni. Da Martini nasce un filone interessante che negli anni ha visto molti interpreti esprimersi in questa tematica, per arrivare alle nuove generazioni iperrealiste».

Gli artisti da annoverare in questa sezione sono: Salvatore Meli, Fausto Melotti, Aligi Sassu, Luigi Ontani, Mimmo Paladino, Guerrino Tramonti, Della Porta, Enrico Baj, Ugo Nespolo, Giuseppe Ducrot, Andrea Salvatori, Alessandro Gallo, Paolo Polloniato, Mattia Vernocchi.

Un omaggio agli 80 anni del Premio Faenza

«La materia è stata trattata nella sua declinazione informale soprattutto a partire dalla metà degli anni ’50. – continua Claudia Casali – Artefice massimo di questa espressione è Lucio Fontana, qui rappresentato con una ‘icona’ classica, la ‘Corrida’, un tema ampiamente affrontato dagli artisti e che si colloca a metà tra la figurazione e l’informale. Dalle elaborazioni teoriche di Fontana provengono tutte le manifestazioni che si sono succedute soprattutto negli anni ’60. Il gesto supporta la materia e diviene forma espressiva per eccellenza, raggiungendo manifestazioni anche attuali”. Gli artisti presenti in questa sezione sono: Lucio Fontana, Carlo Zauli, Nanni Valentini, Alfonso Leoni, Giacinto Cerone, Alessandro Roma, Nero/Alessandro Neretti, Silvia Celeste Calcagno, Salvatore Arancio, Sissi. Uno spazio della mostra sarà dedicato alla ceramica interattiva di Nicola Boccini.

Terra d’Italia verrà affiancata da un omaggio al design ceramico che dagli anni ’50 ha avuto in Italia la sua massima espressione, connotato con il termine “Made in Italy”. Grazie al prezioso lavoro svolto dall’architetto Gio Ponti con le biennali monzesi (poi triennali milanesi), con la rivista “Domus” e prima ancora con il rilancio dell’industria Richard Ginori, la ceramica ha avuto un significato centrale nella rinascita delle manifatture ceramiche industriali, nell’oggettistica e nei rivestimenti, affermandosi in tutto il mondo per il suo eccellente design. Verranno proposti oggetti di design creati da Ettore Sottsass, Matteo Thun, Ambrogio Pozzi, Denis Santachiara, Antonia Campi, Bianco Ghini, Ugo La Pietra, Luisa Bocchietto, Diego Dutto, Franco Raggi, Pietro Gaeta, Marco Ferreri, Mimmo Paladino.

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