La biblioteca Zucchini si rinnova e valorizza il proprio patrimonio librario

La biblioteca Carlo Zucchini vanta ormai 140 anni di storia, essendo stata fondata nel 1877 e attualmente annovera un patrimonio librario di oltre 120mila volumi di cui oltre 500 testate di riviste e periodici, disponibili alla consultazione e al prestito. Dal 1975 questo patrimonio è gestito interamente dalla Società Cooperativa di Cultura Popolare.

Data la rilevanza della biblioteca, del valore e dello stato di conservazione di un così consistente patrimonio librario si è reso necessario, in questi ultimi anni, un intervento di salvaguardia e riqualificazione che si è concluso a maggio 2017. Linea guida di questo intervento è stata la volontà di valorizzare massimamente il potenziale della biblioteca, senza disperderlo pur riducendo il nucleo in capo direttamente alla cooperativa e renderlo interamente fruibile ai cittadini (anche per la parte ad oggi non ancora catalogata).

Si è pertanto deciso di tenere in capo al nucleo della biblioteca Zucchini quelle che sono le sezioni caratteristiche e uniche della biblioteca, in particolare: storia locale, religione e storia dei movimenti cooperativi e cattolici nel nostro territorio, per un totale di circa 30mila volumi, che formeranno dunque il rinnovato patrimonio della biblioteca Zucchini. Questi volumi, più provati dalle condizioni di umidità nelle quali sono stati conservati, hanno subito un processo di asciugatura e pulitura.

Le donazioni alle biblioteche del polo romagnolo

Per quel che riguarda la destinazione del restante materiale è stato fatto un grande lavoro di valutazione di quanto presente nel Polo Romagnolo e si è cercato di completare testate e collane presenti in altre biblioteche ma incomplete, per far sì che all’interno del Polo fosse possibile avere collezioni complete e consultabili. Lo stesso è stato fatto per i testi e le monografie presenti in biblioteca.

Alcune sezioni intere sono state invece donate al Liceo Torricelli Ballardini di Faenza, dove costituiranno il Fondo Zucchini, integrando la biblioteca già esistente. Si tratta delle sezioni che corrispondono agli indirizzi del liceo, in particolare: diritto, psicologia e scienze sociali, educazione e pedagogia, filosofia, sindacato ed economia, narrativa (moderna e classica) e storia dell’arte per un totale di circa quattordicimila volumi. Questa scelta non solo permette di arricchire la biblioteca di un’istituzione scolastica che ha una storia secolare alle spalle ed è un punto di riferimento di primo piano per la città di Faenza, ma consentirà la fruizione a tutti i cittadini di un patrimonio librario così importante.

Oggetto delle donazioni volumi, numeri di periodici e pubblicazioni varie che, in questo modo, rimangono consultabili all’interno del Polo Bibliotecario Romagna e San Marino e integrano il patrimonio di numerose istituzioni, dislocate su tutto il territorio.

Massimo Isola: “Importante la specializzazione delle biblioteche”

“La Società Cooperativa di Cultura Popolare ha avuto la capacità di mettersi in discussione e guardare al futuro, in un mondo pieno di conservatorismi, facendo davvero un ottimo lavoro di conservazione della memoria. Infatti, se si ha veramente a cuore la storia di un’istituzione come la Biblioteca Zucchini – spiega Massimo Isola, vicesindaco e assessore alla Cultura del Comune di Faenza – bisogna saperla trasformare perché le esigenze, in questo settore, mutano molto velocemente. Oggi, con l’avvento della rivoluzione digitale, le funzioni delle biblioteche sono cambiate ed è mutato l’approccio dei cittadini all’utilizzo delle fonti. Una grande risposta a questi fenomeni può essere proprio la specializzazione delle biblioteche perché permette di condurre ricerche specifiche e tematiche, sviluppando suggestioni e connessioni e tutto questo non può essere in alcun modo sostituito dagli strumenti digitali. C’è dunque sempre più bisogno di una dimensione policentrica della cultura e la presenza dei libri della biblioteca Zucchini all’interno di varie istituzioni va in questo senso, permettendo di arricchire dei poli culturali già specializzati. È inoltre corretto, sempre in quest’ottica, che la biblioteca Zucchini mantenga il proprio focus su cooperazione, movimento cattolico-democratico e storia del primo Novecento. “

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