Corso di barman: responsabili di fronte all’assunzione di drink

Speciale cogestione liceo Torricelli-Ballardini 2018

Quello del “Barman” è probabilmente uno dei corsi più sottovalutati e considerati di minore importanza rispetto ad altri, perché si pensa che sia solo un’occasione per trattare di drink e bevande alcoliche. In realtà i due ragazzi che hanno guidato il corso – Enrico Michele Giovannini e Marco Frassineti – si sono impegnati a spiegare agli studenti l’importanza di sapere cosa beviamo e a “giudicare” solo quando abbiamo le conoscenze per farlo. I ragazzi che hanno tenuto il corso erano due baristi di noti locali faentini e hanno spiegato quanto sia preciso il lavoro che c’è dietro un drink, alcolico e non, a partire dalle dosi di ogni ingrediente fino all’importanza dell’aspetto che deve avere il bicchiere quando viene servito, facendo capire che spesso il cliente si lamenta del troppo ghiaccio o del fatto che non viene messa la cannuccia, ignorando che il barista deve seguire una sorta di “schema” per ogni tipologia di drink, che può prevedere o meno, ad esempio, la cannuccia.

I ragazzi che hanno gestito il laboratorio: Enrico Michele Giovannini (sinistra) e Marco Frassineti (destra)

Al corso erano presenti circa una quindicina di ragazze, e il numero ristretto di presenti ha permesso ai due ragazzi di interagire in prima persona facendo assaggiare quattro tipi di drink analcolici che hanno preparato sul momento sottolineando la motivazione di ogni ingrediente che veniva man mano aggiunto. Credo che sia utile a livello informativo riproporre anche gli anni prossimi questo corso proprio perché è un argomento che interessa sempre di più i giovani, anche quelli più piccoli, che sono sempre di più a stretto contatto con contesti che prevedono la vendita e l’assunzione di drink.

Federica Spano

 

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