Venerdì 24 la presentazione di Small city, big stories: il visual journalism arriva a Faenza

Un progetto innovativo per mappare l’ecosistema professionale di Faenza. Dopo una prima presentazione tenutasi tra le mura del Gigacer Lab di Faenza nel dicembre 2016, il team di Small city, big stories presenterà nuovamente il progetto venerdì 24 marzo 2017 – alle ore 18 – presso il complesso dei Salesiani di Faenza (via San Giovanni Bosco 1), approfondendo in questo caso il metodo di lavoro utilizzato e le potenzialità del visual journalism applicato sulla scena locale.

Small city, big stories: le potenzialità del visual journalism

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Il progetto ha vinto il premio indetto dalla rivista Panorama “90 secondi per spiccare il volo”

Il progetto è stato sviluppato all’interno del Contamination Lab – il pre-incubatore di impresa lanciato nel 2014 dall’associazione Salesiani 2.0 – per mano di tre giovani faentini: Luca Gorini, Filippo Gianessi e Filippo Gorini, rispettivamente giornalista, visual designer e web developer. Scbs è un progetto all’avanguardia non solo dal punto di vista locale, ma anche nazionale, in quanto il visual journalism non è ancora molto diffuso in Italia, e anche in Europa ha iniziato a diffondersi solo negli ultimi anni. Infatti già a giugno il progetto aveva vinto il premio della rivista Panorama “90 secondi per spiccare il volo”, all’interno della sessione “Start up: innovare e rinnovarsi”.

Immersività e coinvolgimento, l’integrazione tra forma e contenuto

Una piattaforma interattiva con cui poter visualizzare oltre alle video interviste ad alcuni imprenditori locali, anche una massiccia analisi di dati e più in generale un percorso utente volutamente basato sull’immersività e il coinvolgimento. L’innovazione del progetto Small city, big stories non è infatti da ricercare nei contenuti del progetto, quanto nel modo in cui quest’ultimi vengono veicolati, proposti tramite visual journalism. La forza di Scbs infatti sta proprio nell’aver sfruttato i principi fondamentali del visual journalism, come l’integrazione tra forma e contenuto, l’inclusione di figure professionali un tempo estranee alle tradizionali redazioni giornalistiche e, non ultimo, il loro coinvolgimento in tutte le parti del processo decisionale – una formula, questa, che si è rivelata vincente e sostenibile.

Per approfondire i contenuti del progetto, rimandiamo all’intervista realizzata a dicembre 2016 da Buonsenso@Faenza.

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