Small city big stories: inaugura il progetto faentino di visual journalism

Un progetto innovativo per mappare l’ecosistema professionale di Faenza. Lunedì 19 dicembre alle ore 18:30 al laboratorio Gigacer di Faenza (via Pistocchi, 16,) verrà presentato il progetto di visual journalism Small City Big Stories. Il progetto è stato sviluppato all’interno del Contamination Lab – il pre-incubatore di impresa lanciato nel 2014 dall’associazione Salesiani 2.0 – per mano di tre giovani faentini: Luca Gorini, Filippo Gianessi e Filippo Gorini, rispettivamente giornalista, visual designer e web developer. SCBS è un progetto all’avanguardia non solo dal punto di vista locale, ma anche nazionale, in quanto il visual journalism non è ancora molto diffuso in Italia, e anche in Europa ha iniziato a diffondersi solo negli ultimi anni. Infatti già a giugno il progetto aveva vinto il premio della rivista Panorama “90 secondi per spiccare il volo”, all’interno della sessione “Start up: innovare e rinnovarsi”.

Small city big stories: una mappa dell’ecosistema professionale faentino

backstage-3L’obiettivo di SCBS è semplice, mappare l’ecosistema professionale della città. Aziende, artigiani e startup di cui probabilmente il comune cittadino non è a conoscenza, ma che nel loro peculiare ambito sono delle grandi realtà professionali, anche ben oltre il livello locale. Lo scopo è quindi intuitivo, costruire una mappa – una specie di linea metropolitana virtuale della città – con il meglio dell’imprenditorialità faentina. Quello che è davvero innovativo invece è il mezzo tramite cui queste storie vengono raccontate: il visual journalism. «Gli strumenti del visual journalism sono volti ad una maggiore comprensione da parte del fruitore – spiega Luca Gorini – Ciò avviene integrando diversi linguaggi: video, fotografie, infografiche. Non è complesso, abbiamo fatto uno studio accanito su questo concetto, per rendere la piattaforma il più possibile usabile. È completamente fruibile da tutti, il visual journalism è solo il sottobosco di ciò che si vuol far conoscere: una maniera semplice, immediata, adatta ad un pubblico ampio che va dai 20 ai 70 anni, e che permette un largo raggio di manovra». La tradizionale redazione si rinnova, inglobando figure prima estranee: giornalisti, visual designer e web developer collaborano, ognuno col proprio bagaglio di conoscenze e abilità, per dare forma a un progetto multimediale e immersivo. È il singolo utente che poi si cala nell’ecosistema e ne trae ciò che gli serve, ha la totale libertà di esplorare la mappa virtuale senza alcun percorso obbligato da seguire. «Il progetto all’inizio conterrà 15 video interviste, e tre verranno aggiunte più avanti – continua Luca Gorini –  Sono prodotti che rimangono lì, di qualità, fruibili quando serve. Le interviste sono di venti minuti l’una circa. Il progetto non è vincolato ad un unico percorso, è una rete. Si può guardare a pillole».

Visual journalism: un modello esportabile

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Il progetto ha vinto il premio indetto dalla rivista Panorama “90 secondi per spiccare il volo”

Il tema e i soggetti sono stati decisi dall’associazione Salesiani 2.0, che ha scelto protocollo di intervista e intervistati. «Non è un’inchiesta, è giornalismo fino a un certo punto – puntualizza Luca Gorini – Tutto il packaging è stato fatto seguendo l’idea del visual journalism, con l’integrazione tra forma e contenuto. Volevo approfondire le mie conoscenze sul visual journalism, un linguaggio complesso che le università ancora non insegnano. Lo usano solo grandi istituzioni, per progetti molto costosi. Ho visto in questo tema una possibilità di applicare questo linguaggio: lo abbiamo accettato nella misura in cui fosse stato esplicitato proprio con questo tipo di linguaggio». SCBS è stato inoltre studiato per essere esportabile verso altre città, per questo sulla rispettiva piattaforma è possibile scaricare, tra le altre cose, un report dettagliato che illustra il metodo di lavoro seguito, nella speranza che altri giovani creativi possano confrontarsi con il visual journalism, proprio perché «se è vero che il cambiamento è l’unica costante del giornalismo, allora è arrivato il momento di assecondarlo».

Small city, big stories: video

Small city, big stories – Preview from Small city, big stories on Vimeo.

 

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