Variante di Castel Bolognese, opera indispensabile ma critiche al progetto

Variante di Castel Bolognese: una soluzione auspicata da tempo e sulla quale si vuole fare la scelta migliore per far sì che nessuno risulti svantaggiato. Il 20 febbraio 2018 sono state due note a stampa dalla lista civica Cambiamo Insieme e da Prima Castello. «Auspichiamo che la progettazione del tracciato minimizzi al massimo l’impatto sulle zone circostanti e che tenga conto del traffico proveniente dalla vallata del Senio – afferma Lucio Borghesi della lista civica Cambiamo Insieme – Come spesso abbiamo avuto modo di evidenziare la Variante per Castel Bolognese è un’opera indispensabile, con importanti vantaggi per la salute pubblica: il traffico veicolare leggero diminuirebbe; il traffico pesante potrebbe essere interamente deviato; l’inquinamento acustico diminuirebbe e ambientale diminuirebbero; i cittadini potrebbe muoversi più serenamente nel centro urbano; i palazzi limitrofi alla via Emilia subirebbero meno danni; la salute dei cittadini ne trarrebbe un enorme beneficio; si potrebbero ricavare spazi per gli utenti deboli della strada. Salvaguardare la salute pubblica è sicuramente l’obiettivo più importante, adottando sempre le migliori soluzioni. Intendiamo proseguire su questa strada con la massima trasparenza e collaborazione, ascoltando tutte le campane e puntando all’obiettivo finale».

Cavina e Berti: “Il progetto proposto taglierebbe ben 25 attività agricole, necessario un confronto”

«Un’infrastruttura che aspettiamo da più di 50 anni e che sta muovendo i primi passi. La variante di Castel Bolognese sta per diventare realtà, ma il progetto attuale non è funzionale»: con queste parole esordiscono il capogruppo della lista civica Prima Castello Marco Cavina e l’ex candidato a sindaco Jacopo Berti. «Il progetto attuale, come dimostrato da alcuni imprenditori agricoli qualche giorno fa sui quotidiani locali – proseguono i due esponenti di Prima Castello – taglierebbe ben 25 attività agricole, limitando quindi la loro produzione, la loro appetibilità e aumentando i costi. Non possiamo mettere in difficoltà degli imprenditori, solo per fare le cose il più velocemente possibile. Sappiamo che gli agricoltori e le associazioni di categorie hanno avanzato altre ipotesi di variante ad Anas e Regione, quest’ultima si è soffermata sulla proposte valutandole come fattibili. Chiediamo quindi alla giunta comunale di farsi promotrice di un dibattito costruttivo con la cittadinanza, la minoranza e le associazioni di categoria, per trovare la soluzione migliore».

«Noi siamo favorevoli alla Variante – terminano Cavina e Berti – sarebbe un’ottima soluzione ai problemi di congestione della Via Emilia e all’inquinamento. Però non possiamo accettare un progetto che distrugge gli affari di numerosi imprenditori che hanno sempre contribuito al bene del paese. Noi siamo disponibili a un confronto costruttivo, aspettiamo un responso dell’amministrazione, sperando che non faccia orecchie da mercante aspettando l’esito delle elezioni del 4 marzo».

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