UOMO INFORMATO, MEZZO SALVATO – Gli scout faentini organizzano un dibattito fra i candidati sindaco

UOMO INFORMATO, MEZZO SALVATO

Considerazioni sul dibattito fra i candidati organizzato dai giovani dei gruppi scout Faenza 1 – Faenza 4

Centinaia di giovani nel cortile e nella sala conferenze del complesso dei Salesiani a Faenza. Per parlare di… partecipazione politica ed elezioni comunali! Non proprio un rave party, specie nel periodo in cui il dibattito pubblico si divide fra rimborsi ai pensionati e riforme scolastiche di cui si fatica a comprendere l’impatto concreto oltre le polemiche. E quando a Faenza si parla soprattutto di zingari, strade asfaltate e piste ciclabili, utilizzo di photoshop da parte di candidati sindaco. Ma i Rover e le Scolte (ragazzi dai 17 ai 20 anni) dei gruppi scout Faenza 1 e Faenza 4 ci hanno provato lo stesso. Infatti i clan “Il ruscello” e “La carovana” hanno organizzato un incontro rivolto principalmente ai loro coetanei per fermarsi a riflettere sul proprio ruolo riguardo alle elezioni amministrative del 31 maggio. Prima di trattare della serata in sé, però, ci piacerebbe raccontarvi la storia di come questo evento sia nato.

UN SENTIERO CORAGGIOSO

I ragazzi del clan Faenza 4 hanno inserito questa iniziativa alla fine di un lungo percorso, cominciato più di un anno fa con una serie di esperienze forti a contatto con “storie di coraggio” provenienti dalla comunità di Sasso (Marradi). Hanno incontrato le persone che vivono là, sono entrati in contatto con l’Altro e hanno realizzato un piccolo libretto per raccontare la loro esperienza”: “#dietrolangolo” (Tempo al libro editore). Non contenti, dopo la Route Nazionale dell’estate 2014 a San Rossore hanno continuato il loro percorso di approfondimento delle tematiche politiche e sociali con un secondo “capitolo”, sulle mille sfaccettature della partecipazione dei cittadini (partendo da un’inchiesta rivolta a 100 faentini).

Non da meno sono stati i ragazzi e le ragazze del Faenza 1, che da quella Carta del Coraggio, scritta da un “parlamentino” rappresentativo dei ragazzi di clan di tutta Italia, hanno tratto lo spunto per fare una proposta a Faenza: l’istituzione di un Consiglio dei ragazzi (presto ne parleremo più in dettaglio). La Carta del Coraggio infatti, pur non essendo un documento associativo dell’AGESCI in senso stretto, esprime una serie di sensibilità, bisogni e proposte che i Clan del Paese hanno segnalato e si sono impegnati a discutere ed approfondire. Fra i temi: il radicamento e la conoscenza dei bisogni del territorio, la promozione della legalità, la cittadinanza attiva, la lotta contro il pregiudizio che “tutta la politica faccia schifo”. Belle parole, ma come fare a concretizzare tutto questo nella nostra città? La risposta dei ragazzi è stata chiara: dare vita ad un’assemblea di giovani under 20 che possa relazionarsi costantemente con la Giunta comunale.

Questi gli step che hanno portato all’evento del 20 maggio, iniziato con un aperitivo sotto il porticato dei Salesiani (con tanto di banchetto di autofinanziamento con spritz, in perfetto stile scout), e proseguito poi con un dibattito con i 9 candidati a sindaco per la città di Faenza. Il Faenza 4 ha mostrato un video in cui tutti i candidati sottolineano l’importanza del voto, e hanno lanciato il loro hashtag #iovotoperchè per lottare contro l’apatia e l’astensionismo giovanile. Il Faenza 1 ha proiettato invece il video che promuove l’idea del Consiglio dei ragazzi. E poi è seguito il dibattito, con domande uguali per tutti e un tempo standard di pochi minuti per rispondere.

IL DIBATTITO

Tanti e vari i temi toccati dal dibattito, anche se tutti con un taglio speciale sui giovani. A dire la verità l’impatto non è stato dei migliori: saranno stati freddi, saranno stati stanchi, i candidati hanno faticato a proporre grandi visioni sulle politiche giovanili. Poco di rilevante oltre ai 3 giorni da sindaco di Grillini per premiare giovani talentuosi, alla nuova gestione della Casa della musica per Malpezzi e a un (fumoso?) laboratorio urbano dove incontrarsi e conoscersi per Necki. In ogni caso tutti e 9 hanno molto apprezzato l’invito e lodato l’iniziativa dei due gruppi scout. Bene hanno fatto poi gli scout a richiamare i candidati a rispondere “sul pezzo”, con proposte concrete e realizzabili, non attaccando solamente la giunta uscente (sport sempre molto praticato in Italia, e Faenza non fa eccezione). Comprensibile l’appoggio del pubblico a tale richiamo. Pubblico che è stato però giustamente bacchettato in un paio di occasioni in cui il chiacchiericcio di fondo, forse causato dall’inevitabile ripetizione di molte proposte simili, era diventato particolarmente rumoroso. Tornando quindi ai contenuti, sul tema dei beni culturali l’intervento di Visani è ruotato su un amarcord legato alle visite con la maestra a Palazzo Milzetti, mentre Bosi ha proposto che il MIC (che impatta per oltre un milione di euro sulle casse comunali) sia gestito dal Ministero della Cultura. Malpezzi ha ribattuto che l’acquisto da parte dello Stato centrale al momento non sia possibile, proponendo piuttosto la creazione di una fondazione che raggruppi i musei delle ceramiche, Malmerendi e Milzetti. Sul tema del lavoro tutti i candidati di centrodestra (Grillini, Cericola, Padovani) hanno proposto importanti sgravi per le nuove imprese e per imprese che decidono di assumere giovani lavoratori, mentre sul tema degli eventi musicali il MEI è stato attaccato pesantemente da Santarelli e Grillini – che ne hanno criticato la gestione “bloccata” da parte di Sangiorgi. E infine il tema sicurezza, la Berdondini ha dipinto una Faenza in cui le ragazze non possono uscire da sole la sera a causa della criminalità (“queste belle ragazze qui!” indicando le scolte presenti), mentre Santarelli ha illustrato al pubblico come il venerdì sera i polacchi si spacchino le bottiglie in testa, mentre il sabato sono i marocchini ad accoltellarsi al ventre. Insomma, per alcuni candidati una vera emergenza. Sulla domanda finale, sul tema delle politiche sociali a contrasto della marginalità, Padovani ha esplicitato molto chiaramente la sua preferenza per diritti a chi è cresciuto sul territorio: “certi diritti ce li hai solo se rispetti i tuoi doveri, e la precedenza va data a chi paga qui le tasse da generazioni”.

Insomma, un dibattito ricco di prospettive differenti (e con 9 candidati ci mancherebbe) che potete trovare quasi integralmente su FaenzaWebTv. Sarà riuscito a riavvicinare una bella fetta di giovani alla politica comunale? Noi lo speriamo. Sicuramente il tentativo dei gruppi scout Faenza 1 e Faenza 4 è degno di lode.

Per concludere, azzardiamo una valutazione sulla performance serale dei candidati sindaco:

BERDONDINI: la pasionaria. Traspare la voglia della professoressa di dire la sua, di rapportarsi ai giovani in cui sinceramente crede, di ricordare le belle esperienze passate di una Faenza che funzionava. Appunto, passate. La politica si nutre di futuro e di proposte positive, più difficile far sognare tirando in ballo il programma (disatteso?) di Malpezzi 2010.

BOSI: il Pizzarotti pacato, forse troppo. Classiche idee da M5S, coerenti nel tempo per il gruppo faentino: ambientalismo, lotta agli sprechi, lotta alla casta. Ma dov’è la carica propulsiva, un po’ di sano entusiasmo? Il candidato M5S non sfonda, ma fa bene il suo mestiere e ne esce positivamente.

CERICOLA: serissimo. Tante idee, approfondite, non banali, di un sano centrodestra liberale. Però la narrazione da “Canzone monotòna” non aiuta, e il pubblico si distrae. La politica è complessa, è vero, ma a volte bisogna renderla un po’ pop. Se no si rischia l’irrilevanza.

GRILLINI: direttamente da Saint Tropéz. E’ cool Grillini. Alla mano nelle risposte, si trova a proprio agio nei tempi e ha sempre qualcosa da dire. Copre a destra anticipando Padovani, ma non esita a strizzare un occhio allo sport e ai rioni come il più civico dei civici farebbe. Ma ha la stoffa per essere davvero l’unica alternativa a Malpezzi, come dice il suo slogan? Il centrodestra è affollato, e se c’è la folla bisogna alzarsi in punta di piedi per farsi vedere.

MALPEZZI: tranquillo. Il sindaco uscente cita i dati, va nel dettaglio, padroneggia la tematica. E ci mancherebbe: è da 5 anni che risponde a chiunque su Facebook. Certo non dipinge la sua idea di Faenza 2020, ma lui è il sindaco ragioniere, che fa tornare i conti, che non promette sogni irrealizzabili. Forse per vincere gli basta questo.

NECKI: persino troppo tranquillo. Se per Malpezzi essere rilassato è un bene, si può dire la stessa cosa del candidato della sinistra? Forse siamo noi abituati a vedere Landini sbraitare nei cortei, o Vendola affabulare con il suo tono da intellettuale, ma sembra che Necki non sfrutti la prateria che avrebbe a sinistra. Le cose di sinistra le dice, ma a volte le bisbiglia. Insomma sinistra radicale sì, ma sarà anche radicata?

PADOVANI: vulcanico. Si trova stretto nei minuti impostigli, il candidato della Lega. Stizzito, alla fine dei due minuti che gli sono concessi, agita il microfono. Certo che anche lui sa dove premere: sicurezza, lavoro che manca, zingari in primis. E poi gli serve davvero metterci del suo? La Lega ormai è un tutt’uno con Salvini, e il Matteo di destra ha una presenza continua che fa scivolare in secondo piano il rappresentante faentino. Che può vivere di rendita.

SANTARELLI: ha delle potenzialità. Santarelli è bravo a parlare, fa discorsi di una destra vigorosa: preferenza nazionale, italianità, largo ai giovani (o alla giovinezza?). Però il contenitore di Forza Nuova lo limiterà un po’ nelle urne. Elettori con pregiudizi, dirà lui.

VISANI: la montagna partorì un topolino. Il peggior nemico di Malpezzi su FB fatica nel dibattito. Anche lui a disagio con i minuti contati, fatica a proporre cose concrete e scivola spesso nell’analisi politica degna del tavolino del bar. E’ colpa dell’establishment? Mah, forse l’uomo della strada a sto giro è troppo improvvisato.

Andrea Piazza

5 pensieri riguardo “UOMO INFORMATO, MEZZO SALVATO – Gli scout faentini organizzano un dibattito fra i candidati sindaco

  • 24 maggio 2015 in 13:54
    Permalink

    Carina la valutazione sulla performance dei candidati sindaco!
    Provo anch’io (dopo aver visionato i filmati per ore ed ore) a dare le mie pagelle.
    Sicuramente sono giudizi “di parte” e trancianti…prendeteli dunque per quel che sono.

    Berdondini: folcloristica e appassionata. La vorrei vedere ancora in consiglio, ascoltarla a volte fa sorridere e a volte fa riflettere.
    Bosi; deciso e determinato. Esercita il ruolo di portavoce con lucidità e ragionevolezza. L’uomo giusto nel momento giusto. Volete vedere un Massimo Bosi appassionato? Non c’è problema: dal min. 8.55 a questa pagina: https://youtu.be/ywtAj85tZbw?t=8m55s
    Cericola: perfetto nei panni del commercialista, molto meno in quelli da sindaco.
    Grillini: perfetto nel ruolo di opposizione, incalzante e pungente.
    Malpezzi: l'”usato sicuro” per chi si accontenta e NON gode. Perfetto nel ruolo di portatore d’interessi delle lobbies.
    Necki: bel’addormentato nel bosco svegliatosi solo qualche mese prima delle elezioni. Ricordiamoci che questi candidati sindaco hanno tutti un gruppo alle spalle. Il suo, dov’era in questi 5 anni?
    Padovani: tanto fumo, poco arrosto. Seppur già eletto in consiglio comunale, in questi 5 anni proprio non s’è visto. Ha curato bene il suo campo, vogliamo fargli fare il sindaco? Sotto il vestito (pardon, la felpa!)… niente.
    Santarelli: quel che si dice… una “sicurezza”. Nient’altro. Slogan e invettive non sono sufficienti per stare in consiglio, ma basteranno forse per qualche voto.
    Visani: speso troppo impreparato, forse per un gruppo inconsistente alle spalle o per scarso background culturale. Perfetto per il ruolo di fustigatore delle inefficienze della pubblica amministrazione. Solo su Facebook però.

    Risposta
  • 25 maggio 2015 in 10:41
    Permalink

    Grazie Marcello per il tuo contributo. Discutere e dire il proprio parere per aiutare le persone a capire è proprio ciò che serve per arrivare preparati a queste elezioni. Grazie per il tuo apporto. Due piccole domande: cosa intendi quando definisci che chi vota per Malpezzi “NON gode” ? Parli della passione politica di Malpezzi? Riguardo Santarelli definisci che è “una sicurezza”; intendi per l’ennesima candidatura o altro? Grazie ancora. La redazione.

    Risposta
  • 27 maggio 2015 in 0:05
    Permalink

    Ciao! Innanzitutto, la playlist è stata completata e gli interventi sono sempre a questa pagina https://www.youtube.com/playlist?list=PLQDLsJlPI68Ho7gfhO-5GboEX8-_LcKWG

    Riguardo a Malpezzi, dicendo che è “l’usato sicuro per chi si accontenta ma NON gode”, non mi riferisco a lui direttamente ma a gran parte del suo elettorato. Mi spiego: penso che, specialmente nella nostra terra, storicamente vissuta con governi di centro-sinistra, molte persone hanno sviluppato una sorta di accondiscendenza passiva verso i loro “governanti”. Una sorta si sindrome di Stoccolma applicata alla politica: non ci fanno più effetto, non ci indignano più gli episodi di nepotismo, gli affidamenti di incarichi in base alla tessera o vicinanza di partito, gli appalti pilotati per favorire le cooperative amiche o gli amici degli amici. Si accettano queste pratiche accontentandosi, alla meglio, che più o meno i servizi funzionino. Ma penso, o almeno spero, che ci si accorga di essere in un “mercato” drogato di politica, che la libertà di impresa è condizionata, che avere delle “conoscenze” ti facilita le cose e non averle te le complica… e che NON è il mondo in cui tutti vorremmo vivere. Ogni genitore manda suo figlio a scuola o all’università sperando che il tempo e i soldi spesi possano dargli le COMPETENZE per affrontare al meglio il mondo del lavoro. Il MERITO è quello che gli chiediamo quando gli facciamo dei regali. E accettiamo così, di buon grado, che incarichi dirigenziali e commesse vengano assegnate per appartenenza politica? Io non penso proprio che si goda per questo. Piuttosto lo si accetta come un dato di fatto, immutabile. Ecco, devo dire che… non è così! Che gli assessori possono essere scelti per curriculum, che gli incarichi in aziende partecipate possono essere scelti in funzione di competenze coerenti con l’incarico, che strumenti come il Bilancio Socio-Partecipativo e i referendum propositivi e abrogativi a quorum zero possono contribuire a ridare POTERE a chi finora è stato escluso dai processi decisionali.
    Questo si chiama Empowerment di Comunità (da Wikipedia: “A livello di comunità, l’empowerment fa riferimento all’azione collettiva finalizzata a migliorare la qualità di vita e alle connessioni tra le organizzazioni e le agenzie presenti nella comunità. Attraverso l’empowerment di comunità si realizza la “comunità competente”, in cui i cittadini hanno “le competenze, la motivazione e le risorse per intraprendere attività volte al miglioramento della vita”. Le strategie di empowerment di comunità sono volte a favorire il processo di crescita di potere nei cittadini tramite la partecipazione di questi ad esperienze significative.”).
    E’ questo che io chiamo… GODERE!

    Riguardo a Santarelli, dire che è “una sicurezza e nient’altro” mi riferisco, per l’appunto, all’unico “cavallo di battaglia”che può cavalcare, facile, populista e demagogico: la sicurezza ( o meglio, la percezione dell’insicurezza della gente). E le proposte?……………Zero. E comunque inapplicabili a livello di Comune. Volete un esempio? https://youtu.be/0SsNOIkU6l0?t=13m30s E lui avrebbe delle “potenzialità”? Giusto per raccogliere qualche voto.
    Marcello Berlini – candidato consigliere Movimento 5 Stelle Faenza

    Risposta
  • 27 maggio 2015 in 2:33
    Permalink

    esempio di (presunto) nepotismo: http://www.movimento5stellefaenza.it/2015/05/malpezziinauguratutto-il-m5s-inaugura-tutte-le-opere-e-le-azioni-non-fatte-dalla-giunta-atto-quinto-bar-dei-salesianimen-sana/

    esempio di affidamento di incarico in base alla tessera o vicinanza di partito http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/05/28/dimette-manager-dellidv-promosso-senza-requisiti-vertici-della-holding-comunale/244348/

    esempio di (presunti) appalti pilotati per favorire le cooperative amiche (non riguardante il comune di Faenza ma comunque la nostra “rossa” regione) http://www.huffingtonpost.it/2015/04/13/clp-concordia_n_7056126.html

    Risposta

Rispondi