Tiziano Cericola presenta un esposto sui contratti dei dipendenti della scuola Sarti

Contratti collettivi per gli insegnanti di musica non rispettati: è questa l’accusa lanciata dal capogruppo di Rinnovare Faenza in consiglio comunale, Tiziano Cericola, all’assessorato alla Cultura di Faenza, che non ha vigilato su questa situazione. «Da vari anni il Comune ha affidato alla Scuola Arti e Mestieri Angelo Pescarini, con sede a Ravenna, la gestione della scuola di musica Sarti; il gestore, oltre alle rette degli allievi, riscuote dal Comune un contributo annuale di 288mila euro, oltre a godere dell’uso gratuito dei locali e degli strumenti musicali. La convenzione prevede (art. 23) che il gestore “è obbligato a osservare le norme e prescrizioni dei contratti collettivi nazionali e territoriali stipulati in vigore per il settore e per la zona nella quale si eseguono le pretazioni di lavoro”; l’inosservanza di tale obbligo comporta la risoluzione di diritto della convenzione stessa (art. 33), con il diritto del Comune di affidare l’incarico ad un nuovo gestore e di chiedere i danni al vecchio (art. 35)».

Secondo Cericola non sono state applicate le regole dei contratti collettivi i nazionali

«Facendo un accesso agli atti – spiega Cericola – abbiamo notato però che il gestore non ha applicato le regole del Ccnl, ma ha instaurato rapporti di lavoro precario: collaborazione coordinata e continuativa, professionali con p.Iva e anche di tipo occasionale. Stiamo parlando di docenti che svolgono lezione durante tutto l’anno scolastico, con orari prefissati, che partecipano ai vari organi interni della scuola, ecc.; inoltre si tratta di contratti che scadono il 30 giugno di ogni anno e che vengono poi sempre riattivati dal mese di ottobre in avanti, in un ciclo continuo, che per molti docenti dura da oltre dieci anni. Il danno è duplice: da un lato il Comune ha erogato un contributo calibrato sul fatto che il gestore doveva applicare ai docenti il Ccnl, con i relativi maggiori oneri, dall’altro il gestore ha risparmiato sul costo del lavoro, utilizzando dei contratti non legittimi».

Cericola: “Si tratta di un danno erariale per il Comune, che non ha vigilato”

Sotto accusa di Cericola, l’assessore alla Cultura Massimo Isola. «L’assenza di controllo – conclude Cericola – ha comportato un danno erariale, in quanto il Comune doveva sospendere l’erogazione del contributo al gestore: per questo motivo abbiamo presentato un esposto alla Procura della Corte dei Conti affinchè indaghi e faccia chiarezza. Inoltre abbiamo presentato l’esposto anche all’Ispettorato del Lavoro, perché anche il gestore ha delle pesanti responsabilità in questa vicenda e non è giusto che a rimetterci siano solo i docenti, cioè i lavoratori; sarà l’Ispettorato a dire se i docenti hanno o meno diritto al risarcimento economico per l’ingiusto inquadramento contrattuale».

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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