Area Graziola: quale futuro? La replica di Piroddi: “L’interesse non è la cementificazione”

Quale sarà il futuro dell’area Graziola di Faenza? Via Sant’Orsola diverrà veramente per le nuove generazioni dei faentini una “via Gluck” dagli alti grattacieli, come presentato in una sua nota stampa dal consigliere comunale di Rinnovare Faenza, Tiziano Cericola? Le domande sono legittime, viste le recenti manifestazioni di interesse presentate da privati, nella fattispecie la società agricola “Le Cicogne” posseduta dal Credit Agricole e dalla Fondazione Banca del Monte. Nelle settimane scorse il Pd faentino si era già dissociato da questo progetto urbanistico e l’assessore all’Ambiente Antonio Bandini (Mdp) aveva dichiarato che “in quell’area non servono nuove case”. Giovedì 11 luglio 2019 anche l’assessore all’Urbanistica, Domizio Piroddi replica sulla questione, affermando che non è suo interesse avviare una cementificazione dell’area. Ma come è nato questo rinnovato interesse per la Graziola? E chi sarà effettivamente a decidere se e come costruire nuove case in via Sant’Orsola?

La nuova legge urbanistica regionale “a consumo del suolo a saldo zero”

La manifestazione di interesse è stata presentata a seguito della nuova legge urbanistica regionale “a consumo del suolo a saldo zero” che è entrata in vigore l’1 gennaio 2018 e che, come indicato dal nome, limita fortemente le nuove urbanizzazioni a favore invece della riqualificazione urbana e della sostenibilità ambientale. Dall’entrata in vigore i Comuni hanno tre anni di tempo per avviare il procedimento di approvazione del nuovo Piano urbanistico generale (Pug), e ulteriori due anni per completarlo. In sostanza, prima dell’effettiva entrata in vigora delle nuove norme, ai Comuni viene data la possibilità, in questo periodo di transito, di completare eventuali progetti in cantiere o di avviarne possibili nuovi secondo le proprie linee programmatiche o delle necessità pubbliche. Lo strumento individuato per fare questo è il bando di manifestazione di interesse, a cui i privati sono invitati a partecipare e che molti Comuni hanno concesso per venire incontro a esigenze pubblico-private, prima delle limitazioni portate dalla nuova legge regionale. Una volta ricevute le proposte, l’amministrazione, tramite un confronto con gli interessati, valuterà la coerenza dei progetti in base agli indirizzi urbanistici e all’interesse pubblico.

Le critiche di Tiziano Cericola (Rinnovare Faenza)

«La proposta più attesa era quella relativa al comparto “Graziola” – spiega Cericola – dato che erano trapelate da tempo notizie di incontri, “riservati” o meno, avvenuti tra esponenti della Giunta e la proprietà (la società agricola “Le Cicogne”). L’attuale proposta prevede un intervento sul lato di via S. Orsola, su circa 16 ettari con edifici di varia natura (anche condomini fino a 4 piani) per 40mila mq utili per le costruzioni (il resto sono viabilità, parcheggi e verde): se consideriamo una superficie media di mq. 150 per ogni appartamento e/o villetta ne derivano circa 270 unità abitative, con una popolazione insediata di circa 800 persone. Il resto della proprietà verrebbe ceduta in parte ai Bacini Montani, per fare un invaso, e in parte al Comune per servizi e verde pubblico. La proposta è evidentemente sovra dimensionata, per cui ora l’assessore Piroddi deve incontrare la proprietà per cercare di ridurla, dovendo dare una risposta entro fine agosto per poi arrivare alla definitiva approvazione del progetto in settembre/ottobre nel Consiglio dell’Unione della Romagna Faentina».

Domizio Piroddi: “I privati hanno il diritto di fare proposte, ma non è questo il progetto che vorrei per l’area Graziola”

Dall’amministrazione fanno sapere che «è legittimo che un privato presenti un proprio progetto; ma fin dall’amministrazione De Giovanni, passando per Casadio e Malpezzi, si è sempre stati contrari a un’urbanizzazione dell’area Graziola». Inoltre è arrivata anche la replica dell’assessore Piroddi al consigliere Cericola. «A seguito del bando per verificare l’esistenza di eventuali istanze per Accordi Operativi in aree di Psc e Rue – spiega Piroddi – sono pervenute varie richieste da parte di privati, che in completa autonomia e nei loro diritti hanno fatto le loro proposte. Queste saranno analizzate dall’amministrazione e poi votate dal consiglio comunale per confutarne sia la rispondenza ai dettami normativi urbanistici e sia all’opportunità dell’interesse pubblico. Per fare un esempio, il privato avrebbe potuto anche chiedere la costruzione di 100 grattacieli alti 200 metri, senza che ciò avesse potuto comportare un qualsivoglia diritto in capo al proponente».

L’ultima parola spetterà al consiglio comunale di Faenza

«Quello che farebbe piacere al sottoscritto, invece – prosegue Piroddi – sarebbe vedersi realizzato, nell’area di proprietà dell’azienda agricola “Le Cicogne”, il raddoppio del già esistente campo da golf, per farlo arrivare ad avere 18 buche, cioè un campo regolamentare che Faenza merita, oltre alla realizzazione di un importante maneggio pubblico che manca, purtroppo, a Faenza. Questi sono i miei desideri per l’area “Graziola” e per i quali si sta confrontando con la proprietà. Non certo la cementificazione dell’area in questione». Dopo il confronto tra amministrazione e azienda agricola, in programma lunedì 15 luglio, la palla passerà poi al consiglio comunale: è questo in realtà l’organo che deciderà, con il proprio voto, l’effettivo futuro di quest’area. La responsabilità se trasformare o meno via Sant’Orsola in una nuova “via Gluck” sarà del sindaco e dei 24 rappresentanti dei cittadini di Faenza.

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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