Al San Pier Damiano Hospital un nuovo robot germicida per sanificare gli ambienti

Un robot germicida per sanificare tutti gli ambienti dell’ospedale è in dotazione a San Pier Damiano Hospital di Faenza, grazie ad una donazione della Commissione Europea relativa a una call specifica per alcune tipologie di strutture coinvolte nella lotta al Covid-19. L’iniziativa nasce nell’ambito degli sforzi per contrastare la diffusione del coronavirus e fornire agli Stati membri le attrezzature necessarie. A spiegare l’importanza delle funzionalità di questo innovativo sistema robotico di sanificazione è la dott.ssa Valentina Di Gregori, vice direttore sanitario e Clinical Risk Manager della Clinica San Pier Damiano: “Il robot è proprio quanto avremmo desiderato maggiormente per sconfiggere le infezioni più importanti, anche quelle virali, come il Covid per cui il robot nasce. Infatti il robot distrugge anche molti dei più resistenti enterobatteri che, come sappiamo, sono monitorati dall’ OMS e dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (Ecdc) quali cause di aumentata mortalità intraospedaliera. Ecco perché il robot potrà anche essere utilizzato in periodi extra pandemici per migliorare la disinfezione degli ambienti dedicati ai pazienti in isolamento con infezioni multiresistenti e fare in modo che non vengano contaminati operatori e ulteriori pazienti.”

Azione germicida in grado di uccidere il 99,9% di batteri, virus

Il robot è dotato di lampade UV-C dall’azione germicida in grado di uccidere il 99,9% di batteri, virus e miceti.  A due metri di distanza sono sufficienti 24 secondi di esposizione per uccidere il virus sulle superfici. I raggi UV-C non esistono in natura e non possono essere attivati in presenza di persone per evitare i rischi dell’esposizione a queste fonti luminose, come ad esempio le ustioni della pelle. Per questo motivo sono stati coinvolti tutti i responsabili del servizio di prevenzione e protezione della clinica e delle aziende in appalto in modo da preservare e tutelare la salute dei lavoratori che verranno formati ed entreranno in contatto con la macchina. Il robot possiede particolari sensori per rilevare movimento e posizione degli oggetti, così da evitare gli ostacoli e da bloccarsi durante la rilevazione del movimento della porta della stanza in cui lavora, attraverso l’uso di un joystick in dotazione assieme al tablet di comando. Dallo stesso tablet è possibile rivedere le statistiche di utilizzo e monitorare i tempi e i luoghi d’azione.

“Da sempre poniamo una forte attenzione alla disinfezione e sanificazione della struttura, ancora di più in questo momento, in ossequio alle direttive nazionali – spiega Lorenzo Venturini, amministratore delegato di San Pier Damiano Hospital . La nostra Direzione Sanitaria studia protocolli con le aziende Universitarie per potenziare e migliorare lo stato di sicurezza della Struttura di ricovero. Sin dagli esordi, l’epidemia da Covid-19 è stata contrastata a partire dal lavoro della nostra azienda di servizi GVM Servizi, che ha garantito un lavoro di sanificazione serio e puntuale e ha fornito proprio nel periodo Covid un incremento dei servizi per permettere a tutti i pazienti, al personale sanitario e non, una maggiore sicurezza, evitando la trasmissione del virus tramite contatto con le superfici. Nel contempo la struttura sta mettendo in atto innovazioni sicure per tutelare la salute dei nostri operatori ed è per questo che, assieme alla Direzione Sanitaria, valutiamo tecnologie, presidi e dispositivi medici che possano essere privi di rischi per l’uomo ed anche per l’ambiente, tema a noi altrettanto caro.“

Samuele Marchi

Giornalista, sono nato a Faenza e dopo la laurea in Lettere all’Università di Bologna frequento il master in 'Sviluppo creativo e gestione delle attività culturali' dell’Università di Venezia/Scuola Holden. Ho collaborato con diverse testate locali e nazionali come Veneto Economia, Alto Adige Innovazione, Cortina Ski 2021, Il Piccolo, Faenza Web Tv. Ho partecipato all'organizzazione del congresso nazionale Aiga 2015 e del Padova Innovation Day. Nel 2016 ho pubblicato il libro “Un viaggio (e ritorno) nei Canti Orfici” (Carta Bianca editore) dedicato al poeta Dino Campana. Amo i cappelletti, tifo Lazio e, come facendo un puzzle, cerco di dare un senso alle cose che mi accadono attorno.

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