Sinodo dei Giovani: il 30 settembre apertura con il presidente Cei Gualtiero Bassetti

Non un Sinodo ‘sui’ giovani, ma ‘con’ i giovani, protagonisti di un percorso che li porterà a dialogare con la Chiesa per indicare nuove strade capaci di consolidare la relazione tra la diocesi e le nuove generazioni. Entra nel vivo la fase celebrativa del Sinodo diocesano dei Giovani, lanciato nella sua fase preparatoria nel settembre dello scorso anno: domenica 30 settembre 2018 si apriranno ufficialmente i lavori del Sinodo con la messa in Cattedrale (ore 18) presieduta dal cardinale Gualtiero Bassetti, arcivescovo della diocesi di Perugia e presidente della Cei. Da questa celebrazione partiranno poi una serie di incontri fino a maggio 2019 che vedrà coinvolti i 120 sinodali, giovani rappresentanti delle unità pastorali, associazioni e movimenti (oltre ad alcuni adulti) che sintetizzano le varie realtà della Chiesa locale. In occasione della messa serale del 30 settembre, per quel giorno tutte le altre celebrazioni serali della diocesi saranno sospese, proprio per vivere in maniera ecumenica questo evento.

Il 30 settembre alle 18 messa in Cattedrale con Gualtiero Bassetti

Un percorso con degli obiettivi ben specifici evidenziati fin dal titolo di questo Sinodo, “Chiamati alla Gioia”. «Si tratta dell’evento centrale su cui verteranno gli eventi della diocesi di quest’anno – afferma mons. Mario Toso, vescovo della diocesi di Faenza-Modigliana – Siamo convinti che tutti siano chiamati alla gioia, intesa come pienezza di vita che si fa dono e, nel farlo, sperimenta la gioia vera. È un’esperienza che ci esalta come persone e ci avvicina al Signore». Tramite la gioia, il Sinodo vuole riaccendere l’entusiasmo dei giovani nel mettersi in gioco nel proprio cammino di fede e di ricerca del bene comune.

Chiamati alla Gioia: un Sinodo per ascoltare e parlare con i giovani della diocesi

Sinodo dei Giovani Faenza
Da sinistra: don Francesco Cavina, mons. Mario Toso, Matteo Linguerri, don Tiziano Zoli.

Durante la fase preparatoria del Sinodo i giovani sono stati ascoltati attraverso incontri, questionari e focus group in occasioni formali e informali, anche in pub e locali: i risultati di questa ricerca sono stati sintetizzati da un Report a cura di Davide Girardi (Iusve) che ha fornito le linee guida su cui verteranno i lavori del concilio. «Questo Sinodo vuole essere un’occasione per i giovani di vedere la Chiesa sollecita nei loro confronti, pronta ad ascoltarli perché l’invito della gioia possa essere accolto – prosegue il vescovo – E per comunicare gioia devono prima vederla sul nostro volto, noi dobbiamo essere in mezzo a loro. Inoltre tutto questo deve avvenire tramite un ascolto continuo con persone capaci di comprendere il loro linguaggio». Da qui, una riflessione sui nuovi mezzi di comunicazione con i quali interagire con le nuove generazioni, sempre con il fine di ottenere un incontro reale con loro e non ‘un like’ in più.

I 120 sinodali consegneranno al vescovo una serie di proposte sulla relazione tra i giovani e la Chiesa

«Tenendo in considerazione i risultati della ricerca condotta tra i giovani della diocesi, da ottobre a maggio, una domenica al mese – spiega don Francesco Cavina, segretario generale del Sinodo – ci troveremo in Seminario con i 120 sinodali e ci confronteremo di volta in volta su quattro gruppi di lavoro: Chiesa, Vocazione, Società e Missione. Al termine di questo percorso, i sinodali consegneranno al vescovo una serie di proposte che indicheranno poi gli orientamenti futuri della diocesi». Le assemblee sinodali si svolgeranno al seminario vescovile nelle domeniche 14 ottobre, 11 novembre, 2 dicembre, 13 gennaio, 3 febbraio, 10 marzo, 7 aprile; in orario serale dalle 20 alle 22. L’ultima assemblea, domenica 5 maggio 2019, si terrà nella Cattedrale aperta a chiunque desideri partecipare, e sarà il momento della votazione finale di tutte le proposte emerse fino ad allora.

“Sarà l’evento centrale della diocesi di Faenza-Modigliana per il prossimo anno”

Un cammino all’interno del quale non solo i giovani, ma tutte le realtà diocesane sono chiamate a confrontarsi, con eventi paralleli aperti a tutta la cittadinanza. Un’altra forma di accompagnamento del lavoro del concilio sarà quello delle lampade del Sinodo che fino al 2 giugno 2019 percorreranno tutte e 87 le parrocchie della diocesi. «Si tratta di un’occasione vera per mettere mano là dove non credevo di poterlo fare, all’interno della Chiesa, di cui ora mi sento pienamente parte – commenta Matteo Linguerri, giovane sinodale della segreteria generale del Sinodo – Vorrei che tutti i 120 sinodali si sentissero come mi sento io e trasmettano questa passione alle proprie comunità per riaccendere l’entusiasmo. Questo Sinodo è un passo avanti che fa la Chiesa verso noi giovani e sono convinto che darà frutto».

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