Alla scoperta dell’astronomo Giovanni Battista Lacchini: Faenza ricorda i 50 anni dalla scomparsa

L’astronomia al centro, ma non solo: geologia, innovazione, laboratori didattici. Partirà a breve la 17esima edizione della Settimana della cultura scientifica e tecnologica a Faenza: tante iniziative con le quali avvicinare la gente ai grandi uomini del passato e delle scoperte che hanno cambiato (e cambieranno) il nostro mondo. La Settimana ha avuto una sorta di preview la mostra sui “Terremoti” inaugurata sabato 25 febbraio alla Casa Museo Raffaele Bendandi e proseguirà a partire da mercoledì 1 marzo con tanti eventi rivolti ad adulti e bambini. Al centro di questa edizione faentina il 50esimo anniversario di Giovanni Battista Lacchini, noto astrofilo faentino scomparso nel 1967. Le tante iniziative – che proseguiranno per tutto marzo, aprile e maggio – sono realizzate dall’Assessorato all’Istruzione del Comune di Faenza, dalla Palestra della Scienza e da tante realtà del mondo della scuola e dell’innovazione che hanno deciso di collaborare per arricchire con tanti contributi la Settimana scientifica.

Agli eventi parteciperà anche l’astronauta Umberto Guidoni

«Questa Settimana è ormai diventata una vera e propria tradizione per Faenza – spiega Bruno Casadio della Palestra della Scienza – cerchiamo di portare in evidenza le ricchezze territoriali. Quest’anno abbiamo deciso di focalizzare le iniziative sulla ricorrenza dei 50 anni dalla scomparsa di Giovanni Battista Lacchini, il grande astrofilo faentino». Per l’occasione saranno organizzate conferenze e seminari – a cui parteciperà anche l’astronauta Umberto Guidoni – organizzati dal Gruppo Astrofili in collaborazione con la Palestra della Scienza e col liceo scientifico Torricelli. Giovedì 9 marzo alle ore 21 si terrà la conferenza con Umberto Guidoni al Museo Malmerendi, mentre sabato 11 e domenica 12 marzo si terrà il convegno, sempre al Malmerendi. Sabato 18 marzo invece verrà inaugurata alle 10:30 al Palazzo delle Esposizioni la mostra “L’astronomia attorno a noi” che rimarrà aperta fino al 2 aprile.

Giovanni Battista Lacchini e l’osservatorio “Urania Lamonia”

Astronomo appassionato e autodidatta. Nato a Faenza nel 1884 con l’aiuto di piccoli strumenti nel 1911 pubblicò i suoi primi risultati che lo resero noto nel campo dell’osservazione analitica delle stelle variabili. Nel periodo 1911 – 1921 divenne membro della American Association of Variable Star Observers (AAVSO), inviando puntualmente ogni mese il suo prezioso contributo che gli valse il titolo di Socio Fondatore. Inoltre per la sua particolare competenza, nel 1922 fu nominato membro della Commissione per le stelle variabili dell’Unione Astronomica Internazionale (IAU). Nel 1920 costruì un osservatorio in muratura sul tetto della sua abitazione con il quale riuscì a migliorare ed intensificare le attività di osservazione e ricerca fino al 1928. La profonda amicizia con il faentino Lamberto Caffarelli, lo portò a seguire i suoi consigli e chiamare l’osservatorio “Urania Lamonia“; Urania quale dea dell’astronomia e Lamonia poiché sorgeva in adiacenza al fiume Lamone.

La sua produzione scientifica è costituita dalla documentazione regolarmente pubblicata di oltre 58mila osservazioni di stelle variabili. Ha prodotto numerosi articoli comparsi nelle più qualificate testate astronomiche nazionali ed internazionali. Ha disegnato il primo Atlante Celeste, pubblicato in quattro edizioni (1948, 1954, 1960, 1969), ripetutamente stampato fino al 1980. Giovanni Battista Lacchini è scomparso a Faenza il 6 gennaio 1967.

Settimana della cultura scientifica: laboratori e visite guidate

Non solo mostre, convegni e approfondimenti storici. La Settimana della cultura scientifica e tecnologica organizzerà anche tanti laboratori ed eventi collaterali rivolti ad adulti, bambini e famiglie in cui si potrà imparare a costruire meridiane e orologi solari. Oppure si potrà visitare alcune startup innovative del territorio. «Si è cercato di coinvolgere la nostra città – conclude Bruno Casadio – e questa si è dimostrata in passato molto ricettiva».

2 pensieri riguardo “Alla scoperta dell’astronomo Giovanni Battista Lacchini: Faenza ricorda i 50 anni dalla scomparsa

  • 18 marzo 2017 in 23:57
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    Mi permetto di puntualizzare le inesattezze . Nato a Faenza nel 1884, appassionato di studi naturalistici ed astronomici da sempre, con l’aiuto di piccoli iniziali strumenti si dedicò allo studio delle stelle variabili coi parametri suggeriti dalla American Association of Variable Observers (AAVSO ) tra i fondatori della quale fu nello stesso anno e alla quale appartenne fino alla morte. Dal 1912 le pubblicazioni internazionali dei suoi studi nel campo delle stelle variabili . Ma si occupò anche di altro ovviamente. Fu in costante corrispondenza scientifica coi maggiori Astronomi Italiani , Tedeschi ed Americani, esprimendosi molto bene anche in francese, inglese e tedesco, fin dal secondo decennio del secolo scorso .Nel 1922 fu nominato membro della Commissione per le stelle variabili dell’Unione Astronomica Internazionale (IAU). Nel 1918 costruì un osservatorio in muratura sul tetto della casa in Borgo Durbecco denominata, in accordo con il suggerimento dell’Amico Lamberto Caffarelli, ‘ Urania Lamonia ‘. Nel 1928 ricevette ufficialmente il titolo di astronomo honoris causa per la qualità e la quantità delle pubblicazioni scientifiche prodotte, e fu assegnato col ruolo di assistente, quindi di aiuto ai regi osservatori di Catania, poi di Pino Torinese quindi di Trieste fino al 1952, età del pensionamento.I trasferimenti si resero necessari necessari sempre per motivi famigliari. Importante la collaborazione col prof Horn d’Arturo direttore dell’Osservatorio di Bologna nella produzione fotometrica, spettroscopica e nell’avvio del primo telescopio con specchio a tasselli nonché nella redazione della rivista Coelvm e del relativo almanacco, ancora ricordati da tanti studenti .
    Ha disegnato il primo Atlante Celeste spettroscopico pubblicato in quattro edizioni (1948, 1954, 1960, 1969), ripetutamente stampato fino al 1980. Giovanni Battista Lacchini è scomparso a Faenza il 6 gennaio 1967.
    Vittoria Lacchini

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  • 25 luglio 2017 in 21:13
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    Urania non è una dea ma una Musa, ho apprezzato comunque la revisione delle affermazioni originali

    Giovanni

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