Restart, educare con l’arte del restauro

Tratto da “Il Piccolo”

Recuperare allo stesso tempo oggetti antichi e giovani in difficoltà con la costanza, la precisione e la competenza che impone l’arte del restauro. È da questa idea di partenza che nasce il progetto Restart, ideato da tre giovani faentini – Mattia Carroli, Riccardo Drei, Matteo Zinzani – e che si propone di mettere in pratica concretamente un “lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale”. Grande stimolo alla realizzazione concreta del progetto è venuto al termine della Settimana sociale di Cagliari dell’ottobre scorso, che aveva come fulcro l’analisi e la messa in pratica del lavoro libero, creativo, partecipativo e solidale indicato da papa Francesco. «A Cagliari – spiega Riccardo Drei – abbiamo ascoltato alcune parole che abbiamo ritrovato nella nostra idea e ci siamo focalizzati così sul realizzare il lavoro che vogliamo: non condizionato, capace di metterci in gioco, collaborativo e con una passione educativa di fondo».

Educare i giovani attraverso il lavoro, e al tempo stesso recuperare oggetti che altrimenti andrebbero persi

Dall’idea alla sua concretizzazione, partendo da diversi fattori di bisogno: intervenire per recuperare oggetti che altrimenti andrebbero persi (come si riscontra in molte strutture diocesane); e tanti giovani che invece faticano a trovare una propria dimensione tanto nel lavoro quanto come persone. Nasce così a Faenza Restart, associazione di promozione sociale che vuole mettere al centro la crescita dei giovani attraverso la riscoperta del lavoro manuale e del restauro in particolare, un’arte che necessita di precisione, competenza e costanza. Il tutto in collaborazione con artigiani e professionisti in pensione che possano, attraverso l’insegnamento, trasmettere alle nuove generazioni il loro patrimonio di valori e di competenze professionali. In questo modo l’associazione vuole sostenere i giovani nella loro crescita umana e lavorativa.

Restart: da momenti formativi a collaborazioni per il recupero di oggetti antichi

I ragazzi potranno mettersi in gioco in diversi settori: recupero, restauro e trasformazione di oggetti antichi e nuovi; esecuzione di piccole lavorazioni; collaborazione con falegnamerie e botteghe; partecipazione a momenti formativi. «Tra i valori che come Restart vogliamo trasmettere – specifica Drei – c’è soprattutto l’idea di lavorare bene e di offrire dei servizi di valore non perché a realizzarli sono state persone bisognose, ma perché effettivamente si tratta di un servizio valido». L’associazione al momento avrà sede nei locali del Seminario (viale Stradone, 30). Come si svilupperà questo progetto nel futuro? «Gli ambiti di intervento potenzialmente sono tanti – risponde Drei – sicuramente ci piacerebbe lavorare molto a contatto con enti legati al design e col mondo universitario. Riteniamo anche sia molto importante far lavorare i ragazzi a contatto con la natura».

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