Il questore Russo incontra i sindaci dell’Unione: “Primaria la lotta alla criminalità”

Contrasto ai fenomeni di criminalità, a partire dai furti a danno delle abitazioni e delle aziende. Sono questi i temi prioritari di cui ha discusso nella mattinata di giovedì 30 giugno il nuovo questore della provincia di Ravenna, Rosario Eugenio Russo, durante il primo incontro con il sindaco di Faenza, Giovanni Malpezzi. All’incontro hanno partecipato anche altri sindaci dell’Unione della Romagna faentina: Nicola Iseppi di Casola Valsenio, Alfonso Nicolardi di Riolo Terme, Daniele Meluzzi di Castel Bolognese e Fabio Anconelli di Solarolo.

Il neo questore Russo è in carica dal primo giugno 2016

Accompagnato dalla dirigente del commissariato di Polizia di Stato di Faenza Silvia Gentilini, il questore Russo – subentrato il 1º giugno scorso a Mario Mondelli in pensione per raggiunti limiti di età – è stato accolto nella Residenza municipale di Faenza dal sindaco Malpezzi e dall’assessore alla sicurezza del Comune di Faenza Andrea Luccaroni.

Il questore si è detto soddisfatto delle azioni specifiche di controllo nel faentino avviate mesi fa, la cui efficacia è dimostrata dal calo statistico degli episodi criminosi, e ha annunciato al contempo la prosecuzione dei servizi straordinari sul territorio. Proposito molto apprezzato dal sindaco Malpezzi e dagli altri sindaci, che hanno colto l’occasione per ribadire il ringraziamento agli agenti e a tutto il personale della Polizia di Stato per la dedizione e l’impegno sempre dimostrato, nonostante la cronica carenza di risorse.

Russo ha infine espresso grande apprezzamento per l’attuale sede del Commissariato di Polizia di Faenza, definendola una delle migliori mai incontrate per funzionalità e spazi a disposizione, ringraziando l’amministrazione comunale per il contributo di oltre 100mila euro all’anno per l’affitto.

Chi è Rosario Eugenio Russo

Nato a Catania nel 1956, Russo è laureato in giurisprudenza. Entrato nell’amministrazione della Polizia a settembre del 1981, è stato assegnato alla questura di Verona nell’aprile del 1982. Dal 1992 al 2000 ha diretto la Digos della questura di Verona, ottenendo importanti successi in delicate indagini, tra cui vanno ricordate quelle che hanno condotto all’arresto dei membri del cosiddetto “Veneto serenissimo governo” e le indagini che hanno portato all’arresto di Franco Freda e allo scioglimento del movimento “fronte-nazionale” di ideologia neofascista. Nell’agosto del 2004 è stato trasferito alla questura di Rimini con l’incarico di vicequestore vicario, incarico ricoperto fino a giugno 2010, data di ammissione al corso di alta formazione della scuola di perfezionamento per le forze di polizia e alla promozione a dirigente superiore della Polizia di Stato.

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