Casa dell’Arte Muky-Matteucci: così Muky lascerà in eredità uno spazio dedicato all’arte in città

Un grande atto di generosità per la comunità di Faenza. Wanda Berasi, conosciuta da tutti come Muky, ha ufficializzato la volontà di donare parte del suoi immobili alla Fondazione Mic, nello specifico l’area ubicata tra Piazza 2 Giugno e via Maioliche. Il progetto si chiamerà Casa dell’Arte Muky-Matteucci e i suoi spazi saranno dedicati ad un Museo, alle residenze d’artista e alla didattica della ceramica. Una parte del museo accoglierà una mostra permanente dedicata ai lavori di Muky e Domenico Matteucci, suo compagno di vita e di lavoro. Il progetto nasce con un’ottica internazionale e accoglierà artisti provenienti da tutto il mondo, con l’obiettivo di valorizzazione della cultura ceramica e di promozione dell’arte come strumento di pace.

Il gesto di Muky aprirà le porte della ceramica faentina al mondo e viceversa

Una donazione di cui si è parlato per la prima volta il 9 ottobre 2016, quando Muky espresse la volontà di rendere effettivo questo lascito alla sua scomparsa. A distanza di un anno, è arrivata poi la formalizzazione dell’atto di donazione davanti ad un notaio che vede come destinatario la Fondazione MIC e, in caso questa dovesse cessare di esistere un giorno, il Comune di Faenza. Lunedì 19 marzo, il Consiglio Comunale procederà all’accettazione ufficiale di questa donazione. “Ringraziamo tutti Muky per questo atto di generosità che dà una prospettiva alla cultura ceramica nel territorio, in sinergia con la Fondazione MIC – spiega il sindaco Giovanni Malpezzi”. Un gesto di grande generosità che “sarà cruciale nella trasmissione della cultura del Novecento ad oggi, non sempre di facile attuazione – afferma il vicesindaco e assessore alla cultura Massimo Isola. “Questo però diventa possibile se alla base c’è una programmazione. Muky anche questa volta ci ha dato una lezione e ha pensato, con la lungimiranza e la capacità progettuale che le sono proprie, di organizzare in anticipo questo passaggio”.

Un progetto pensato per la valorizzazione dell’arte e della ceramica tra mostre e didattica

La Casa dell’Arte Muky-Matteucci comprenderà un’area adibita al Museo dell’Arte Muky-Matteucci (MAMM) rivolta a mostre ed eventi temporanei e al percorso artistico di Muky e Matteucci. “Muky ha fortemente espresso il desiderio che sia un luogo aperto a tutti gli artisti, senza alcuna discriminazione”, spiega il presidente della Fondazione Mic Eugenio Emiliani. La Casa dell’Arte comprenderà anche uno spazio dedicato alla vita di Muky, che verrà ubicato in una porzione della sua attuale abitazione, progettata dall’architetto Tomba. Qui ci sarà un’esposizione di vestiti e cappelli personali dell’artista, a rappresentazione del mutamento del ruolo della donna all’interno della società. Una rivoluzione di cui Muky si è resa sicuramente protagonista. Inoltre verrà adibito uno spazio alle Residenze d’Artista internazionali e un’area per la didattica della ceramica con laboratori per studenti. Tutte le azioni che daranno vita a questo progetto sono già state tracciate nei dialoghi tra Muky e la Fondazione. L’artista ha saputo accompagnare l’ente in questo percorso, indicando come verranno suddivise le varie aree.

Muky: “sono io a voler ringraziare tutti per il supporto morale ricevuto negli anni”

Faentina d’adozione, Muky discende da una famiglia di origine austriaca. Dalla città natale di Trento, si trasferisce a Bolzano e poi a Roma. Studia all’Accademia Tedesca di Villa Massimo e decide poi di venire a Faenza per approfondire gli studi sulla ceramica. Non ha portato a Faenza solo la poesia del suo gesto nell’arte: Muky è un personaggio carismatico che ha animato il dialogo artistico della città, anche a livello intellettuale. Ma non solo. Ha rappresentato la modernizzazione dei costumi delle persone, simbolo di donna indipendente già negli anni Sessanta. “Ho sempre fatto tutto con le mie forze e quello che voglio lasciare alla città è la dimostrazione che se si hanno volontà e capacità, con la ceramica si possono costruire cose importanti”, afferma Muky. L’artista racconta che il complesso che verrà lasciato alla città è il risultato del lavoro importante di tre grandi architetti: Pistocchi Tomba e Galli. Tre professionisti che hanno dato lustro alla città e il cui lavoro diventerà un dono per tutti i cittadini che “in questi sessant’anni mi hanno cullata e insignita di un premio importante come il Faentino sotto la torre”.

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