Botta e risposta ex sindaco Missiroli e ass. Monti sulle autorizzazioni agli eventi nella Cava Marana

«Se fosse vero che l’evento alla Cava Marana, che è partito sabato scorso con Marescotti, fosse stato organizzato senza autorizzazione, sarebbe veramente uno schiaffo alla coerenza – inizia in questo modo una nota dell’ex sindaco di Brisighella, Davide Missiroli – Prima si decide di non concedere il parcheggio della stazione di Brisighella anche per motivi di responsabilità (cit. Pederzoli al quotidiano Resto del Carlino) e poi si avalla l’evento alla Cava Marana senza il minimo permesso, alla presenza dell’amministrazione di Brisighella alla conferenza stampa e alla prima serata e con sedie prese dal foyer del comune senza il benchè minimo riguardo alle norme di sicurezza? Ma come si fa ad organizzare un evento in questa maniera senza aver presentato nemmeno una Scia, la segnalazione certificata di inizio di attività in Comune? Non esiste nessuna richiesta di poter utilizzare la Cava e nemmeno una relazione allegata a firma di un tecnico abilitato attestante la rispondenza alle normative. Ma è possibile che nessuno dica qualcosa?»

“Di chi sarebbe stata la responsabilità nel caso di emergenze”, si chiede Missiroli

«Se per l’evento con Marescotti fosse successo qualcosa – prosegue Missiroli – di chi sarebbe stata la responsabilità: del Parco della Vena del Gesso che è proprietario dell’area? Del presidente dell’associazione che organizza e deve presentare la richiesta di autorizzazione? Oppure del Comune che ha dato un contributo alla realizzazione, lo ha promosso e ne ha la responsabilità della sicurezza e del controllo sul proprio territorio di competenza?»

«Come si fa a continuare a promuovere anche i prossimi eventi se non sono state presentate le pratiche idonee? – rilancia Missiroli – Inoltre bisogna fare una valutazione se la Scia possa sostituire il parere della commissione pubblico spettacolo, visto che riguarda quattro serate alcune delle quali con chiusura a pagamento. Bisogna valutare se un pubblico spettacolo con chiusura a pagamento (anche con solo poco più di un centinaio di persone) e sedie scollegate fra loro (a mio parere inutilizzabili per le norme sulla sicurezza), possono essere autorizzate dagli sportelli unici dei Comuni se non hanno prima acquisito il relativo parere di agibilità della struttura e degli impianti da parte della commissione di vigilanza, composta dal sindaco, dal comandante della Polizia municipale, dal dirigente medico dell’Asl, dal dirigente dell’Uut, dal comandante provinciale dei Vigili del fuoco, da un esperto in elettrotecnica ed eventualmente anche da uno in acustica. A questo punto la domanda sorge spontanea: perchè tutte le sagre organizzate dalle nostre polisportive in tutte le frazioni e le feste di partito devono sottostare, giustamente, a tutte le regole e a commissione pubblico spettacolo, mentre agli amici degli amici si permette di organizzare il tutto senza il controllo del benchè minimo rispetto delle norme e in più con l’erogazione del contributo del Comune?»

La replica dell’assessore Gian Marco Monti

«Ringrazio il sig. Davide Missiroli per le utili osservazioni che ha ritenuto di fare sugli eventi alla Cava Marana – replica l’assessore al Turismo Gian Marco Monti –  Le modeste carenze burocratiche segnalate, non inficiano il successo della serata con Marescotti e la grande attesa per i successivi incontri. La numerosa presenza di turisti per l’occasione ha tra l’altro aumentato i pernottamenti e portato benefici nel nostro comune sotto molti aspetti. Diceva qualcuno che a pensar male ci si prende. Le critiche del sig. Missiroli (alcune puerili come quella delle sedie del foyer del teatro Pedrini) non evidenziano forse forte invidia per il successo delle nuove attività turistiche messe in atto in appena tre mesi dalla nuova amministrazione Pederzoli? Quanto per il richiamo a servirsi degli uffici dell’Unione, la circostanza in argomento conferma quanto nefasta sia stata la scelta della vecchia amministrazione di svuotare di funzioni e competenze il nostro Comune, relegandolo a “frazione vassalla” di Faenza».

 

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